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Fumo che sale (2005)
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Paul Fuchs, la "musica materiale"
di Lorenza Sanna
Se qualcuno ha creduto da sempre in un’arte a disposizioni di tutti, calata nella vita e nell’ambiente circostante, questi è proprio Paul Fuchs; basta vedere i titoli degli album
e dei tour giovanili – Musik für alle [Musica per tutti], It’s up to you [Sta a te] –
quando, verso la fine degli anni 60, fonda il gruppo di ricerca musicale Anima insieme
alla compagna di allora, Limpe.
Ma è solo a partire dal 1975 che l’altro grande amore della sua vita, la scultura, si fonde con la passione musicale dando vita
alle prime sculture sonore e agli strumenti utilizzati in musica-terapia. Da allora è un susseguirsi di installazioni, concerti e iniziative pubbliche con partner d’eccezione, che
lo rendono famoso dalla Germania natale fino
alla Nuova Zelanda e alle Hawaii.
L’amore per la materia che lo accompagna fin dai primi lavori come artigiano del metallo
a Monaco di Baviera, la magia con
cui sanno cogliere la realtà gli occhi dei bambini,
sono presenti sia che progetti un parco giochi che la riqualificazione di un vecchio
centro minerario. È stata una lunga strada sempre ai confini della sperimentazione artistica quella che lo ha portato
più di vent’anni fa a contatto con la campagna grossetana e qui,
in un casolare immerso in una macchia ancora selvaggia, a stabilire insieme alla moglie Gaby la sua casa-laboratorio dove è cresciuto gradualmente il Giardino dei Suoni.
Al visitatore che oggi percorra a piedi i settecento metri di strada sterrata che si snoda
tra la macchia mediterranea e un bosco di querce, le sculture che punteggiano l’aia
e la
collina appaiono come creature che prendono vita dall’ambiente in cui sono
immerse, oscillando al vento e producendo suoni sia per intervento della natura che dell’artista.
Sono forme sinuose o svettanti in ferro, bronzo, pietra e legno, dagli aerei mobiles al massiccio tronco di quercia modellato in figura umana. Alle due imponenti sculture Crescendo e Visitatore Extraterrestre, primi abitatori del Giardino, si sono aggiunte nel 2007 altre opere realizzate nell’ultimo decennio ed esposte precedentemente in Germania. Sono il Grande Indicatore (Berlino 1996), Spirale Eolica (Memmingen 2004), High B. (Monaco 1995), Segno nel vento (Moers 2000), Tra la Lente (2002 Grimma); nate per essere collocate in contesti urbani, sorgono a nuova vita in questa cornice naturale.
Con questi giganti dai nomi suggestivi, che insieme ai recenti Occhio e Fumo che sale costituiscono il nucleo delle opere sonore, si incomincia a intravedere più compiutamente il progetto del Giardino, che si inserisce tra le opere più significative ai confini tra arte ambientale e arte ambientata, come sottolinea Barbara Catalani che ha conosciuto Fuchs in occasione di un seminario della Scuola di Specializzazione in Beni Storici Artistici dell’Università di Siena e che da allora promuove la sua figura artistica sul territorio.
Il percorso artistico di Fuchs, imprescindibile dalla dimensione umana della vita di tutti i giorni, dal legame con i materiali e con la natura, l’ha portato in contatto con le millenarie tradizioni di questa terra, legate alle fonderie e alla lavorazione artistica del ferro, e gli ha fatto sentire la forza che ancora vi risiede.
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“Scelsi di frequentare l’Accademia a Monaco perché pensavo che lì risiedesse
tutta l’arte del mondo” racconta in un’intervista rilasciata a Barbara.
“Guardavo l’imponente scalinata con le due sculture ai lati e credevo che soltanto lì avrei compreso il vero significato di fare arte. Poi sono venuto in Italia, ho scavato la terra
e l’ho osservata a lungo. Soltanto allora, sotto trenta centimetri
di terra, dove le radici si impossessano del terreno, ho davvero compreso
quale fosse la mia vocazione e che l’arte che cercavo non stava in cima
a una scala ma sotto la terra.” |
Non esiste un vero confine tra il lavoro di Paul come scultore e quello di musicista. “La musica è dappertutto” sostiene: in un bicchiere, in una foglia, in un sasso, in un tronco di legno. Per questo ama concludere la visita al giardino con performance musicali a cui partecipano spesso artisti di fama internazionale. “Musica materiale” la chiama Fuchs; i suoi strumenti sono anch’essi sculture – lastre di pietra sottili che compongono un litofono, lunghi tubi, sfere, strane macchine, timpani sospesi, percussioni – da cui escono suoni inediti. E altrettanto importanti sono quelli provenienti dall’ambiente, la voce umana, la luce e l’atmosfera dei luoghi. Che si tratti di una chiesetta sconsacrata di Grosseto, di un teatro di Berlino o delle rive del Danubio, i suoi concerti sono eventi unici e irripetibili che riflettono la complessità dell’intera situazione e momenti intensamente emotivi per il pubblico che vi partecipa.
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