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100 Lupi a Firenze

“Lupi in arrivo” è l'impressionante installazione dell'artista cinese Liu Ruowang, esposta nel capoluogo toscano fino al 2 novembre, in Piazza Pitti e Piazza Santissima Annunziata

È un minaccioso branco di lupi plasmato da Liu Ruowang, composto da ben cento fusioni in ferro, ciascuna del peso di 280 kg, che sembra attaccare da ogni parte un enorme guerriero. Per il passante, il colpo d'occhio è davvero preoccupante. Questi lupi digrignano i denti e mostrano le unghie, ma sembrano spaventati, sono sulla difensiva. L'artista cinese ha creato un'allegoria della risposta della natura alle devastazioni e al comportamento predatorio dell'uomo verso gli animali, soprattutto quelli selvatici. “Lupi in arrivo” rappresenta una vera e propria critica nei confronti di un mondo votato all’autodistruzione e i lupi sono un appello disperato alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta. L'autore sostiene: «per insegnare amore e rispetto per l’arte alle nuove generazioni, il metodo migliore è far entrare l’arte nella vita quotidiana, rendendo i musei sempre più accessibili e non solo. Le mie sculture, ad esempio, sono collocate nelle piazze: così l’arte crea anche un legame con gli spazi pubblici. È importante costruire una cultura di salvaguardia del bene comune».


Liu Ruowang (1977) è uno dei maggiori artisti cinesi contemporanei. Scultore e pittore, il suo è un percorso originale collocato nel solco della tradizione cinese. Partendo dalla considerazione che la storia dell’uomo è anche la storia del suo rapporto con la natura, l’artista cinese attinge, da un lato, alla cultura del suo paese e dall’altro a quella occidentale, e attraverso richiami alla globalizzazione, rappresenta la moltiplicazione delle varie identità sia reali che virtuali. La dimensione filosofica di Liu Ruowang è anche una vera e propria denuncia dei rischi provocati dalla perdita dei valori umani, mortificati dal sistema oppressivo della vita contemporanea, teatro di dolore e violenza. L’installazione “Lupi in arrivo” è frutto della sua produzione dell’ultimo decennio e va considerata a pieno titolo la sua maturità artistica. La propensione dell'artista cinese per le grandi dimensioni fa sì che le sue opere sfiorino la monumentalità senza però costituire una presenza ingombrante né ostacolare la percezione del contesto circostante. Le forme, grazie a uno studiato impatto scenico e al loro dinamismo, vengono avvertite come attori che occupano lo spazio senza appropriarsene.



«I lavori sono presentati in gruppi – spiega l’artista – perché la ‘pluralità’ è il tipo di forma e di forza di cui ho bisogno quando sono intento a esplorare la relazione tra l’essere umano e l’ambiente. La Cina è da tempo un paese che porta avanti uno spirito collettivista. Creare i miei lavori in serie o gruppi corrisponde per me a un linguaggio strutturale del mio fare artistico che supera il linguaggio scultoreo». Dietro la monumentalità dell’installazione, inoltre, c’è un aspetto caro all’Oriente quanto all’Occidente, perno centrale di tutta la produzione di Liu Ruowang, e cioè la capacità di polarizzare l’ambiente e lo spazio attraverso una narrazione semplice e sublime, che adatta i toni epici del mito all’odierna civiltà, dominata dal progresso scientifico e tecnologico, sempre più in conflitto con l’ordine naturale. Sono molti i lavori di Liu Ruowang dedicati al mondo animale: primati, figure antropomorfe, sagome di uccelli estinti e tante creature fiere e selvagge come quelle ritratte nelle sue enormi tele dipinte a olio.


Questa particolare installazione artistica, che precedentemente era stata a Napoli, in piazza del Municipio dall'autunno scorso, intende interagire con le persone che si avvicinano al branco di lupi di bronzo, per instaurare con questi animali un legame fisico, intellettuale e anche ludico. Ma fa di più, cerca di stimolare nei passanti e nei visitatori di questa mostra non solo curiosità, ma anche una riflessione sul loro rapporto con la natura, e più in particolare con gli animali selvatici che sono stati per migliaia di anni dei simboli, e che ora sono fatti oggetto della persecuzione dell'uomo.













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