• Laura Cavalieri Manasse

DI-VINYL. Giacomo Pepe illustra la nostalgia


Negli scatti di Giacomo Pepe ci sono vecchi long playing originali, ambientati ad arte per creare degli still life dal significato intimo e nostalgico, e dare un saluto di benvenuto al ritorno del disco in vinile

Giacomo Pepe, fotografo pugliese, ha trovato un'escamotage per riunire le sue passioni: la fotografia e la musica, inserendo negli still life che compongono la raccolta di immagini del progetto DI-VINYL, tanti oggetti che hanno avuto un ruolo nella sua vita. L’idea che ha costruito il fil rouge delle fotografie, si è formata dal ritorno in auge del disco in vinile, la sua valenza iconica che non è mai stata messa in discussione in tutti gli anni di musica liquida, in cui gli appassionati del long playing desideravano possedere ancora un supporto materiale, e quel supporto non poteva che essere il disco con la “poetica dell’errore” che da sempre lo accompagna, rendendo l'ascolto della musica incisa, sempre diverso. Il movimento circolare della puntina sul solco del vinile, muovendosi intorno a titoli e testi, seguendo tracce reminiscenti di musica ed esperienze, con i piccoli totem della memoria o attinenti ai titoli dei dischi o dei brani in essi contenuti, ha guidato la scelta compositiva di Pepe, nelle oltre 400 immagini di altrettanti long playing di cui 42 scatti, tutti fatti con lo smartphone, sono attualmente in mostra presso l'Officina degli Esordi di Bari, allestita in collaborazione con SPINE Temporary Small Press Bookstore suddivisi in tre sezioni: Best Bowie, Best Ever e Best Now.

DAVID BOWIE: HEROES

Leggenda vuole che Bowie, mentre era a Berlino, ebbe l’ispirazione per scrivere Heroes dall’immagine, colta attraverso le finestre degli Hansa Studios, del produttore Tony Visconti e della corista Antonia Maaß che si abbracciavano al riparo del muro. La coppia di robottini rappresenta quindi, nell'immaginario del fotografo, i due amanti visti in una chiave più elettronica, caratteristica che contraddistingue i dischi della mitica trilogia berlinese di Bowie. Come sfondo Pepe ha cercato il frammento di un muro di Bari, quello che costeggia la ferrovia, che costituisce anch’esso una sorta di cesura tra due parti della stessa città.

THE POLICE: SYNCHRONICITY

In questo caso una vecchia collezione di orologi raccolti per mercatini unitamente alla famosa frase dei film d’azione “sincronizziamo gli orologi” hanno dato lo spunto per creare questa composizione di cui è protagonista l’album Synchronicity dei Police, il loro ultimo disco nonché quello con il suono più complesso.

AA.VV.: UN UOMO DA MARCIAPIEDE (SOUNDTRACK)

Le luminarie richiamano le malinconiche luci delle strade di New York in cui John Schlesinger ambienta l’indimenticabile film del 1969. Il cappello in primo piano, icona dell’uomo da marciapiede Jon Voight, e le sedie di un vecchio cinema sullo sfondo, costituiscono due ulteriori suggestioni. Rimettere sul piatto questo disco, vecchio ormai di quasi cinquant’anni, e riascoltare il tema Midnight Cowboy del maestro John Barry, riimmegono in quell’atmosfera fatta di fruscii e impercettibili sbavature tipiche della puntina che incontra il vinile, incontro che definisce “la poetica dell’imperfezione” che costituisce il vero fascino di questo supporto.

MASSIVE ATTACK: MEZZANINE

L’associazione d’idee alla base della composizione di questa immagine è stata concettuale ed essenzialmente dettata dalle emozioni che la musica dei Massive e in particolare di questo disco, che Giacomo Pepe giudica come il loro capolavoro. Si tratta essenzialmente di una musica imperfetta che crea atmosfere dark, cupe eppure bellissime. Ed ecco l'unione una delle una delle fotografe di riferimento dell'autore: Diane Arbus. Immagini perfette come composizione, ma che creano una sensazione di disagio nello spettatore. Il disagio di guardare l’errore, l’imperfezione dei soggetti. Le due rose blu, colore bellissimo che non esiste in natura ma che viene ottenuto con artifici, costituiscono un ulteriore rafforzamento della composizione.

TAME IMPALA: CURRENTS

Qui la ricerca è stata unicamente compositiva e cromatica, ed è nata dall’acquisto di un cavolo cappuccio viola. Le geometrie create dalle foglie all’interno del vegetale tagliato a metà è stata la suggestione che ha rammentato l’immagine di questo album del gruppo psichedelico australiano dei Tame Impala e dei movimenti che compiono sulla destra queste onde viola. Il vaso indiano in alto a sinistra è servito a richiamare la sfera presente sulla copertina.

MICAH P. HINSON: THE HOLY STRANGERS

Le suggestioni alla base delle composizioni sono sempre molto istintive, nascono per lo più in pochi minuti, poi magari la composizione dell’immagine prende un po’ più di tempo. Per questa fotografia tutto nasce dalla avventurosa storia del bravissimo cantautore texano Micah P. Hinson, una storia fatta di continui spostamenti negli Stati Uniti, fatta di solitudine, di droga, di camere di motel e celle di carcere, culminata qualche anno fa con un gravissimo incidente d’auto. Insomma una biografia da poeta maledetto. Al disco è stato affiancato un capolavoro della grafica: “L’Approdo” dell’illustratore australiano Shaun Tan, una storia di migrazione, straniante ma capace di trasportare in scenari lontani nel tempo e nello spazio, come di fronte a un vecchio cinegiornale corroso e ingiallito. Del resto lo stesso effetto hanno anche le canzoni di Hinson che sembrano provenire da un altro tempo.

Photo © Giacomo Pepe

Chi è | Laura Cavalieri Manasse

Segue la redazione del semestrale ArtApp e della sua piattaforma online, senza rinunciare a scrivere degli articoli sugli argomenti che l'appassionano, come la fotografia o il teatro. Collabora come editor per alcune case editrici e con tutti coloro che le chiedono un consiglio che li aiuti a scrivere in modo corretto e interessante.

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