• Puccio Duni

BAUHAUS 1919 – 2019, 100 anni di DESIGNtudine


Come, in cento anni, il fenomeno Bauhaus è diventato un modo di concepire tutto ciò che concerne il design dell’abitare

Il Bauhaus a Dessau, Germania

Un exploit di mostre e di scritti stanno celebrando il centenario del Bauhaus. A dire il vero in Italia c’è stato molto poco, dal momento che ci si crogiola sul design italiano trascurando ciò che lo ha preceduto e indirizzato. Il più forte segnale di questo oblio può essere ascritto al Salone del Mobile che ignora qualsiasi ricorrenza e perde molte occasioni per celebrare eventi di questo tipo. Cosa si può aggiungere a quello che è stato scritto su quotidiani, inserti riviste e quant’altro? In primo luogo vanno indicati i settori dove il contributo all’evoluzione degli stili di vita occidentale è stato determinante, per cui occorre parlare di architettura residenziale che con il Bauhaus mette definitivamente a fuoco il tipo di abitazione ottimale. Quando nel 1927 il Deutsche Werkbund assegna a Mies Van Der Rohe e Lily Reich (tenete a mente questo nome) l’organizzazione di un evento unico nel suo genere, ovvero mettere insieme i maggiori architetti del momento per costruire un insediamento che facesse il punto sull’architettura razionalista, assistiamo ad un unicum perché, oltre a costruire un intero quartiere, gli architetti vengono invitati ad arredare appartamenti tipo, materializzando la svolta razionalista a tutto tondo.

Anche se non si può dire che nel campo dell’architettura razionalista non ci fossero già illustri precedenti (come il Pavillon dell’esprit nouveau del 1924 di Le Corbusier per esempio) l’impatto che dovette provocare vedere Le Corbusier insieme a Walter Gropius, Mies Van Der Rohe insieme ai due Taut, Oud insieme a Mat Stam e così via, ha lasciato una traccia indelebile nella storia dell’architettura. È vero che non tutti gli architetti erano del Bauhaus, ma il fatto che ad organizzarla fosse chiamato Mies, che dopo averci insegnato per molti anni, verrà designato a dirigere il Bauhaus dal 1930 alla chiusura, e Lily Reich, l’unica donna che ha insegnato architettura al Bauhaus, dimostra la centralità di questa scuola all’interno del movimento razionalista nell’Europa tra le due guerre.

Poltrona Wassily B3 di Marcel Breuer per Gravina | Progetto del 1925

Oltretutto al Weissemhof vengono esposti alcuni oggetti di design nati all’interno del Bauhaus che popoleranno le nostre case da allora fino alla fine della cultura occidentale...

Per esempio Marcel Breuer (che dopo aver studiato al Bauhaus ne diventerà uno degli insegnanti) che non figura tra gli architetti invitati a progettare, presenta comunque per laprima volta in pubblico la famosa poltrona Wassily, che il guru Gavina definirà come il miglior oggetto di design mai prodotto, e Mart Stam e Mies Van Der Rohe utilizzano per i loro allestimenti, le loro “cantilever chair”, ovvero sedie a sbalzo, che sono il miglior esempio di come si disegna un oggetto quando si passa da un materiale ad un altro. Non puoi pensare ad una sedia in metallo con gli stessi parametri che usi per una sedia in legno, cambiando materiale devi partire da zero e ottimizzare le caratteristiche del nuovo materiale.

Altro argomento tabù in queste celebrazioni è il ruolo delle donne all’interno del Bauhaus.

Fin dall’inizio Gropius, in qualità di direttore cercò di indirizzare il gran numero di iscritte (che superavano il 60%) verso il dipartimento della tessitura dove comunque hanno fatto grandi cose, come Anni Albers che ha avuto l’onore di una mostra personale a Londra dove i suoi tessuti hanno marcato la svolta dal decorativismo alla geometria descrittiva. Oltre alla Albers, Marianne Brandt, che è stata l’unica ad emergere nel design dove ha lasciato qualche lampada importante ed un infusore per il tè molto ricercato, ed ancora, Gunta Stölzl, a cui Le Monde ha recentemente dedicato un appassionato ricordo legato ai suoi tessuti decisamente intriganti perché evidenziano la fase del passaggio dal decorativismo al razionalismo utilizzando citazioni colte. Queste donne sono le più note di quel periodo, ma c’è una figura praticamente obliterata che ha avuto un ruolo centrale nella storia del Bauhaus. Parliamo di Lily Reich (ecco perché dovevate ricordare questo nome) che comincia la sua carriera andando a lavorare con Hoffmann all’interno di quella fortunata temperie viennese che ha prodotto autentici capolavori di arredamento.

"Kubus", divano a 2 posti, Josef Hoffman

E Lily lavora con Hoffmann quando lui disegna e produce i pezzi della Wiener werkstaette, tra i quali spicca la serie” kubus” divani e poltrona, che faranno scuola come forma e tipo di tappezzeria. Dopo questa esperienza Lily Reich sbarca alla corte di Mies Van Der Rohe e viene inserita tra gli insegnati di architettura (unica donna cui sia stato concesso) conduce il programma del weissenhof nel 1927 (vedi sopra) e nel 1929 viene incaricata insieme a Mies per la realizzazione del padiglione tedesco in quel di Barcellona, padiglione che passerà alla storia con il solo nome di Mies. In questo padiglione vediamo per la prima volta la poltrona Barcelona e il lettino omonimo che presentano lo stesso tipo di tappezzeria del kubus di Hoffmann. Coincidenza? Non crediamo, anche perché è provato che Mies ha cominciato a disegnare mobili dopo l’arrivo di Lily e ha smesso una volta che è stato costretto a fuggire negli USA dove ha concesso a Knoll di metterli in produzione con il suo solo nome, e da allora Knoll International continua ad ignorare Lily Reich.

Poltrona Barcelona, progettata da Ludwig Mies Van Der Rohe e Lilly Reich in occasione dell'Expo di Barcellona del 1929

Un altro grande merito da ascrivere a Lily è il salvataggio di tutto l’archivio tedesco di Mies Van der Rohe che, costretto a fuggire, non prova nemmeno a salvare, mentre Lily scrupolosamente ripone tutti i documenti negli scatoloni che mette in salvo lontano da Berlino, dove lei perderà tutto il proprio archivio sotto i bombardamenti. Capirete che sarebbe da riconsiderare il suo ruolo ed a porlo tra quelli in grande risalto dal momento che durante il suo sodalizio con Mies ha cofirmato tutti, o quasi, i suoi progetti, ma così va la storia delle donne.

Ho esaminato una piccola parte di quanto avvenuto all’interno del Bauhaus che non può essere materia per un semplice articolo, ma spero di aver incuriosito il lettore ad approfondire ad libitum la conoscenza di questa Scuola che è stata fondamentale per il progresso dell’umanità.

Chi è | Puccio Duni

Torinese, classe1935 ha collaborato spalla a spalla con grandi maestri della storia del design italiano: Ettore Sottsass, Superstudio Archizoom Mangiarotti Carlo Scarpa ecc. Tra i progetti più “pioneristici” che ha firmato c’è Selfhabitat, aperto 40 anni fa, in anticipo di diversi decenni sulla filosofia di Ikea. Nel 2014 riceve il Premio Compasso d’oro alla carriera per aver promosso il design con la sua attività. In quest’ultimo periodo tiene periodiche conferenze relative a personaggi e periodi del design. Collabora con la sezione arredamento del Liceo Artistico di Porta Romana dove ogni anno svolge lezioni concernenti il design in tutte le sue declinazioni.

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