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22 HOMES alla Fondazione Joan Miró di Barcelona

22 studenti della ETSAB-UPC hanno partecipato a un laboratorio che indaga l'architettura attraverso il cinema, il risultato è un film collettivo che presenteranno come evento collaterale al BARQ Festival di Barcellona


Barcellona, 2020 | Foto di Ciro Frank Schiappa


Il mondo della didattica è tra quelli che più di tutti ha dovuto adattarsi, negli ultimi mesi, a nuovi mezzi, nuovi ritmi, nuove dinamiche. Trasformazione ancora più impattante in quelle scuole dove la pratica e il contatto con docenti e colleghi è imprescindibile, come nelle facoltà di architettura, design, produzione cinematografica. Una risposta singolare al problema è stata elaborata dai 22 studenti del Taller ArquiCine, diretto per il secondo anno dalla regista Maria Mauti, in collaborazione con il fotografo Ciro Frank Schiappa. Il laboratorio, che si svolge all’interno del corso accademico di Arquitectura i Cine. Ciutats en pel·lícules i documentals, tenuto dal professor Antonio Pizza, presso la ETSAB (Escuela Técnica Superior de Arquitecturade Barcelona), ha l’obiettivo di fare Cinema con l’Architettura, attraverso una proposta didattica fondata sull’attivismo, il dialogo socratico e la preparazione professionale degli studenti.


Studenti della ETSAB durante le riprese, 2020, collage di foto


Il tema dell’edizione del 2020, in origine, era indagare con la cinepresa il Cimitero di Igualada di Carme Pinós e dell’importante architetto catalano Enric Miralles, di cui si celebravano i venti anni dalla morte. Parallelamente, il riferimento intellettuale era il celebre regista Federico Fellini, nel centenario dalla sua nascita. Malgrado la pandemia è stato portato avanti il progetto. Il taller diventa, così, un’occasione unica per testimoniare il momento storico eccezionale. In questo tempo sospeso, gli studenti rivolgono lo sguardo allo spazio che li circonda, quello domestico, e all’architettura davanti alle loro finestre. Suddivisi in gruppi, ad ognuno è affidato un ruolo specifico: regista, fotografo, montatore, produttore, tecnico del suono. L’organizzazione del lavoro e il rispetto del proprio compito sono elementi fondamentali tanto nella pratica professionale come nell’esperienza didattica.


Alle riunioni collettive, di coordinamento e confronto tra tutti gli studenti del laboratorio, si alternano incontri all’interno dei singoli gruppi, per condividere riflessioni e definire le modalità di realizzazione dell’idea filmica. Incontri svolti, chiaramente, in via telematica. Il programma di lavoro è serrato e organizzato in fasi: pre-produzione, produzione, post-produzione. Uno degli obiettivi del percorso è stato quello di mantenere un livello professionale, nonostante le inusuali modalità tecniche e organizzative. Gli studenti apprendono l’osservazione, l’ascolto, l’attesa del “momento giusto”, quello in cui l’inaspettato entra nell’inquadratura rivelando un aspetto inedito della realtà multiforme. Con mezzi non professionali, ma con estremo rigore, i futuri architetti realizzano quattro cortometraggi, girati in diverse località del mondo –da Barcellona al Marocco, alla Germania– ma contemporaneamente, come se i ragazzi vivessero insieme in una sola grande casa-collage. Ogni cortometraggio rappresenta una finestra, un distinto punto di vista sull’architettura, sulla città, sulla casa e sull’individuo che la vive, in un momento storico in cui tutto appare sotto una luce differente.


Barcellona, 2020 | Foto di Ciro Frank Schiappa


Il risultato è sorprendente! La direttrice del laboratorio decide, quindi, di riunire le opere degli studenti in un unico cortometraggio, testimonianza fortemente rappresentativa dell’esperienza, coinvolgendo la montatrice professionista Diana Toucedo. Nasce 22 HOMES, un film collettivo. Meritano una menzione anche gli altri prodotti del laboratorio. Una fanzine, che raccoglie articoli di studenti, docenti e professionisti, con la direzione grafica di Sergio Juan; un documentario, che racconta il back-stage dell’esperienza; una pagina Instagram (@arquicine), volta a dare diffusione al progetto culturale.


Il 7 maggio 2021 finalmente si terrà presso la Fondazione Joan Miró la presentazione ufficiale del taller 2020, nell’ambito della settimana dell’architettura e come evento collaterale del BARQ Festival, un festival internazionale sul cinema di architettura che si svolge a Barcellona. Attualmente è in corso la terza edizione del laboratorio, che quest’anno vede protagonista La Sala Beckett degli architetti Flores&Prats, una sala di teatro emblematica nella capitale catalana. Il riferimento letterario è Pasolini, a cui sarà dedicata anche la prossima edizione del laboratorio, come tributo al grande maestro, a 100 anni dalla sua nascita. 22 HOMES in conclusione, non è soltanto un cortometraggio, ma molto di più: un esempio di come si possa portare avanti un progetto, anche con le difficoltà del momento, seguendo un programma e un obiettivo comuni; una preziosa testimonianza storica di un momento singolare; un’esperienza collettiva di apprendimento e di crescita professionale e personale.






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© Edizioni Archos

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