• Marta Coccoluto

Addio Marella


Un ricordo di Marella Caracciolo Di Castagneto, nata principessa in una grande famiglia dell'aristocrazia napoletana, divenuta regina indiscussa della dinastia degli Agnelli di Torino

Quando nel 1953 Richard Avedon la immortalò nel celebre scatto che metteva in risalto il suo collo di cigno, la bellezza non convenzionale di Donna Marella era già entrata nella storia dello stile, con gli abiti di Carosa (1951) e Gabriellasport (1952). L'eleganza era per lei un'illusione. «L'unico modo che una donna non bella ha di illudere gli altri e se stessa di esserlo». Eppure Marella Agnelli possedeva un'eleganza innata, potente, unica, che le appartenne per tutta la vita, anche nei momenti più duri e dolorosi. Nel 1953 sposò Gianni Agnelli in un abito in moiré di seta di Cristobal Balenciaga, tra i suoi couturier prediletti insieme a Yves Saint Laurent, Valentino, Forquet. Indimenticabile il caftano bianco e argento di Mila Shon, completato da una maschera di piume a coprire il volto, indossato al Black and White Ball del 1966 a New York, quando Truman Capote la definì «the european swan numero 1».

Il suo stile era lineare e pulito, con accessori importanti, indossava con la stessa naturalezza abiti comodi e vere opere d'arte. Studiò disegno e fotografia a Parigi, lavorò come modella e poi come assistente fotografo a New York, fu redattrice e fotografa per Vogue e designer per l'Alta Moda. Con l'amico Forquet di dedicò al disegno dei tessuti, collezionava arte, era una fotografa eccellente e si dedicò con passione all’arredamento delle sue splendide dimore - Italia, Corsica, Marocco - e alla cura dei giardini, profumati da immensi roseti.

Nella seconda metà del '900 fu la vera first lady italiana, proiettando con disinvoltura il gusto, lo stile e la moda italiana nell'ambiente internazionale.«Non si finisce mai di tentare di mettere a punto un giardino, così come non si finisce mai di tentare di mettere a punto la propria vita. Piano piano, passo dopo passo, cercando sempre di trovare nuovi rimedi per far fiorire gli uni e l’altra. Nel buono e nel cattivo tempo».

Addio, Marella.

Chi è | Marta Coccoluto

Archeologa, con un PhD in Storia, Archeologia e Antropologia del mondo antico. Coordinatrice del parco archeologico di Baratti e Populonia (LI), cura i servizi al pubblico, i progetti di valorizzazione, gli eventi. Giornalista: Direttrice Responsabile del magazine thePLAYERS e dal 2014 ha una rubrica di moda, costume e società su EXTRA Magazine. Scrive come blogger su Il Fatto Quotidiano, per Nomadi Digitali e di archeologia come freelance per riviste e progetti culturali

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