• Gabriele Salvi

Alex Chinneck, l'illusionista urbano

L’urban artist inglese che stravolge l’architettura degli edifici, in modo ironico e surreale


Spazio Quattrocento, in via Tortona 31, Milano | Photo © Marc Wilmott


Il lavoro di Alex Chinneck, straordinario artista inglese, è stato presentato per la prima volta in Italia nell’aprile del 2019, rendendolo famoso anche qui. L'opera, realizzata per il FuoriSalone è l'edificio di Spazio Quattrocento, in via Tortona 31, che sembra “aprirsi” in una delle sue estremità attraverso una zip che lascia intravedere l’interno dell’edificio. «Amo le illusioni perché sono spiazzanti, immediate, colpiscono gli occhi, il cuore e il cervello in un solo attimo, dandoci sensazioni forti. Non c'è un significato profondo dietro quello che faccio, ma un senso sicuramente c'è: regalare un attimo di felicità e un sorriso a chiunque» dice Chinneck del suo lavoro.


Le sue sculture riuniscono arte, scenografia teatrale e architettura, i suoi materiali non rispettano le regole: il legno si annoda, l’asfalto si arriccia, la pietra si libra nell’aria e i mattoni si sciolgono. Non sono fotomontaggi, ma fantastiche illusioni ottiche. È tutta una questione di dimensioni perché Alex Chinneck applica la sua idea “magica” a una scala imponente, dandole una prospettiva fisica, materiale e scultorea così forte, che il pubblico rimane attonito.


L'installazione di Alex Chinneck a Covent Garden

Tra i lavori che hanno suscitato interesse c'è quello di un edificio storico a Covent Garden che è stato “incastrato” davanti all'ala est e poi coperto con un'illusione ottica dipinta che fa credere che l'intero colonnato sia staccato a metà e stia volando, il risultato di un lavoro durato 500 ore per dipingere una struttura lunga 12 metri, realizzata in polistirolo espanso e saldata in una struttura di acciaio di 14 tonnellate. La vera magia è stato il lavoro artistico dove hanno lavorato oltre 100 persone tra ingegneri, urbanisti, falegnami, fabbri, artisti, modellatori 3D, che ha permesso di ricostruire su questa struttura l'effetto antico dell'architettura, in un procedere certosino. Non si tratta, infatti, di soli disegni, ma anche la texture che hanno ricreato è quella giusta: i blocchi di polistirolo sono stati ricoperti con stucchi, polvere di granito e persino con del muschio. L'effetto “realtà” non funziona solo da lontano ma anche da vicinissimo e resiste persino alla “prova del tatto.


"Dalle ginocchia del naso alla pancia dei piedi" © Alex Chinneck, Margate, Inghilterra

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