• Pierluca Amato

Angelo Bonello al Vivid Sidney 2019


L’artista torinese è stato presente al più grande festival di luce, musica e idee nell'emisfero australe con la sua installazione site specific Ballerina

Angelo Bonello "Ballerina" Vivid Sydney 2019 | Credit Destination © NSW_

Giunto all’undicesima edizione, Vivid Sidney continua ad essere il punto di riferimento per eventi di livello mondiale, creatività e innovazione. Non solo installazioni luminose e proiezioni di grandi dimensioni, ma anche esibizioni musicali, conferenze e workshop hanno arricchito il programma dell’evento, incentrato a celebrare il ruolo di Sidney come centro delle industrie creative dell’Asia e del Pacifico. In questa edizione l’artista Andrew Thomas Huang ha trasformato il volto dell’Opera House: con la collaborazione di coreografi, ballerini ed un team di animation designer ha lavorato per creare l’Austral Flora Ballet, un ipnotico tributo alla natura australiana. L’Austral Flora Ballet è una fusione tra danza contemporanea e tecnologia, che esalta le meraviglie botaniche e la storia del luogo. Oltre all’Opera House anche la Light Walk e la facciata del Museum of Contemporary Art Australia sono state coinvolte dalle installazioni del Vivid Sidney.

Presente al festival anche l’artista torinese Angelo Bonello, con la sua installazione luminosa: “Ballerina”. Bonello si interessa alla pittura e alla scultura fin dall'infanzia sotto la guida dell'artista impressionista Sergio Manfredi. Successivamente si dedica ad un lungo percorso di ricerca nella natura, nella cultura e nell’arte; studiando l’ambiente, le foreste, le grandi città e il loro rapporto con l’arte. Nel 1997 si stabilisce a Roma dove concepisce più di 150 progetti realizzandoli in più di 40 paesi nel mondo. Dal 2014 è attivo anche come direttore artistico in alcuni talent televisivi.

L’opera Ballerina, sviluppata su una lunghezza di 80 metri, è costituita da 20 sagome luminose, di 3 metri di grandezza ognuna che, accendendosi in modo consequenziale, ricreano una sorta di coreografia, in venti movimenti, di una danza; tutto accentuato dalla colonna sonora in sincrono. La prima figura della ballerina inizia dirigendosi verso l’Opera House, tempio della musica e delle arti, questa sequenza come un carillon umano è, come ammette lo stesso Bonello, «un omaggio al sogno di tutte le bambine del mondo che attraverso il gesto e l’arte aspirano a raggiungere l’infinito, insomma è il sogno di tutti gli artisti che cercano, attraverso un loro segno, di rimanere nell’eternità.»

Credit Destination © NSW_

La struttura generale dell’opera, con venti figure consequenziali, ricorda una serie di scatti fotografici. In pittura, invece, può ricordare artisti come Balla, Boccioni e i futuristi, i quali, attraverso una serie di immagini in sequenza, cercavano di raffigurare l’idea di movimento, “ingannando” l’occhio dello spettatore. Bonello rispetto a questi artisti si esprime su una “tela” molto più grande, una tela naturale sulla quale lasciare un segno, in stretta relazione con l’ambiente circostante. L'osservatore viene assorbito, quasi ipnotizzato, da una sorta di grande carillon, infatti l’andamento ciclico della ballerina è accompagnato da una colonna sonora di Davì Lamastra che contribuisce a rendere tutta la concezione dell’opera in maniera ancora più rilevante.

Angelo Bonello "Run Beyond" 2019, Singapore | Photo © Ariffin Jamar

Lo sport e in particolare la passione per l’alpinismo hanno aiutato molto l’artista a verticalizzare lo spazio scenico; come in alcune altre opere di Bonello, che si sviluppano nel cielo utilizzando delle gru di cento metri per far muovere gli attori e le scenografie in un palcoscenico surreale, ribaltando il punto di vista abituale dello spettatore da orizzontale a verticale. Essendo opere d’arte “urbana”, l’artista deve inserirle in un contesto cittadino, con delle limitazioni imposte dall’ambiente circostante. Sono delle sfide che l’artista riesce ad affrontarle nel migliore dei modi, come nel suo progetto Run beyond: un’installazione luminosa che rappresenta un uomo che esegue un salto impossibile, nel mezzo di una corsa. L’opera è un incitamento a superare i limiti della ragione, correre è la metafora della liberazione, spingendo le persone a superare le proprie paure e i propri limiti. L'opera d'arte è rappresentata come un ciclo continuo; la corsa inizia, si ferma e poi riparte. Come nella vita di ognuno di noi. Run Beyond è stata installata in diverse città come Amsterdam, Toronto e Singapore.

Chi è | Pierluca Amato

Laureato in Conservazione dei Beni culturali all’Università della Calabria con la tesi “La pop art in Italia”, nel 2011 si trasferisce a Roma per conseguire la laurea magistrale in Storia dell’arte, presso l’Università di Tor Vergata, con la tesi “Dipinto, spazio e cornice: le ricerche a confronto di Balla, Rothko, Stella e Kelly”. Ha scritto di beni culturali per il blog progettostoriadellarte.it e di arte contemporanea su urbanmirrors.com. Ha curato alcune mostre presso lo spazio espositivo Medina Roma.

#PierlucaAmato #AngeloBonello #VividSidney2019 #AndrewThomasHuang #SergioManfredi

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