Anthropocene: The Human Epoch, la pesante impronta dell'uomo sul pianeta


All'incrocio tra arte e scienza, il film “Anthropocene: The Human Epoch” testimonia la storia geologica attuale, mostrando in modo provocatorio e spettacolare l'ampiezza dell'impatto umano sul pianeta

"Alberta Oil Sand", Fort Mc Murray - Alberta, Canada | Photo © Edward Burtynsky

Antropocene è il nome scientifico che definisce il momento geologico in cui viviamo attualmente. La caratteristica di questa nuova era è la centralità assoluta dell’uomo e delle sue attività nella ridefinizione del territorio, del clima e della vita sul pianeta in generale. L’intervento umano va dallo sfruttamento incontrollato del terreno all’urbanizzazione selvaggia, dall’inquinamento alla deforestazione. Siamo in un momento senza precedenti nella storia del pianeta, gli uomini continuano a intervenire in modo deleterio sull'equilibrio della natura, per questo Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky e Jennifer Baichwal hanno attuato un progetto che indaga l'influenza umana sullo stato, sulla dinamica e sul futuro della Terra. Il trio ha intrapreso un viaggio epico in tutto il mondo (salvo l'Antartide) per catturare le prove più spettacolari dell'influenza umana sulla Terra, riflettendo sul significato più profondo di ciò che comportano queste profonde trasformazioni.

"Oil Bunkering", Nigeria Deltha 2016 | Photo © Edward Burtynsky

“Anthropocene: The Human Epoch” è un film documentario, il terzo di una trilogia che include "Manifattura dei paesaggi" (2006) e "Watermark" (2013); il film propone la ricerca di un gruppo internazionale di scienziati, definito anthropocene project che, dopo quasi 10 anni di ricerca, ha dimostrato che l'epoca holocene ha lasciato il posto all'era antropocenica a metà del XX secolo, dove si evince che è l'uomo il colpevole del degrado del pianeta con l'estrazione mineraria, l'urbanizzazione selvaggia, l'industrializzazione e l'agricoltura intensiva; la proliferazione delle dighe e il dirottamento dei corsi d'acqua; la produzione invasiva di CO2 e l'acidificazione degli oceani, causa dei cambiamenti climatici; la presenza pervasiva in tutti i mari e gli oceani di materie plastiche, l'uso smodato del cemento e di "tecnofossili"; i tassi senza precedenti di deforestazione ed estinzione di animali: queste incursioni umane sono di portata così vasta che caratterizzano in modo irreversibile questo tempo geologico.

"Phosphor Tailings Pond", Near Lakeland, Florida, USA, 2012 | Photo © Edward Burtynsky

Dalle pareti di cemento in Cina che ora coprono il 60% della costa continentale, alle più grandi macchine terrestri mai costruite in Germania, alle miniere di potassio psichedeliche negli Urali russi, ai festival di metallo nella chiusa città di Norilsk, ai surreali stagni di evaporazione del litio nel deserto di Atacama, i fotografi e cineasti hanno attraversato il globo utilizzando tecniche di ripresa all'avanguardia per documentare le prove e l'esperienza del dominio planetario umano. “Anthropocene: The Human Epoch”, sarà presentato in anteprima simultaneamente presso la Art Gallery of Ontario e la National Gallery of Canada prima di recarsi al MAST - Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna nella primavera del 2019; il lavoro comprende un lungometraggio documentario; delle esperienze interattive coinvolgenti realizzate in realtà virtuale aumentata e un libro d'arte pubblicato da Steidl.

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