• Luigi Mangia

Appello per costituire l'Internazionale del Clima


Le cronache ci informano quotidianamente dei danni causati dall'uomo all'ambiente, è giunta l'ora di attivare dei cambiamenti radicali non solo negli stili di vita, ma soprattutto nelle politiche sociali ed economiche di ogni Paese

Ormai siamo tutti consapevoli che per salvare la Terra bisogna affrontare il problema dell’aumento di CO2 nell’atmosfera, che è la prima causa responsabile del riscaldamento globale del pianeta. Negli anni scorsi abbiamo creduto al capitalismo, abbiamo dato fede alle sue promesse, e non ci siamo accorti che erano false. Ci siamo sentiti padroni e abbiamo sfidato la Natura. Abbiamo perso la sfida perché noi siamo consumatori mentre la Natura è creativa e generativa di risorse. Dopo aver messo piede sulla Luna abbiamo scoperto la Terra, l’abbiamo sentita più nostra, più vicina alla nostra vita e dallo spazio gli astronauti, come Palmitano, con le loro fotografie ci hanno fatto vedere i danni provocati dall’inquinamento. L'anidride carbonica si ferma in alta quota e vi rimane per lunghissimi anni, e solo gli alberi, che convertono il CO2 in ossigeno, hanno il potere di ridurre questo gas che avvelena l’aria e surriscalda la Terra.

Gli alberi, di conseguenza le foreste, sono la nostra salvezza e noi non possiamo restare indifferenti alla loro distruzione. Dobbiamo reagire. La devastazione delle foreste russe come la distruzione delle foreste del Brasile va fermata. Durante quest'anno, per colpa degli incendi dolosi, abbiamo perso più del 60% delle foreste umide con gravissimi danni all’Ambiente. Le foreste non sono degli Stati, non sono risorse nazionali, ma sono patrimonio dell’intera umanità, senza e oltre i confini territoriali. I dittatori possono dividere la terra, fare la guerra per difendere i confini e lo sfruttamento delle risorse dei loro stati, ma non possono dividere l’aria, non possono essere i tiranni del cielo perché il cielo è lo spazio libero di tutti. Il capitalismo, che si nutre ancora di energie fossili dell’Ottocento, ebbe come antagonista l’Internazionale dei lavoratori. Il modello socioeconomico che vive dei fossili è in crisi e sono mature le condizioni del cambiamento in favore di un modello di sviluppo sostenibile.

È il nostro tempo, per dare risposte, cambiare il presente, guardare il futuro e vedere quali strade percorrere per andare verso un nuovo modello di sviluppo capace di assecondare l’uomo, che cerca di avere una vita felice. L’urgenza politica è quella di lavorare per promuovere l’organizzazione dell’Internazionale del Clima, come lotta organizzata alla produzione indiscriminata di CO2 e usare un nuovo modello di sviluppo sostenibile come metodo per contrastare i cambi climatici e gli inquinamenti della Natura. La Terra è la mia casa; l’aria senza veleno è la mia salute; il cibo sano è la mia crescita; la conoscenza è la luce della mia mente; la cultura è la mia libertà e l’ecologismo è universale. Dobbiamo ascoltare la scienza e amare la parola dei maestri del pensiero per trovare nella loro lezione i principi e i valori dell’Internazionale del Clima.

Chi è | Luigi Mangia

Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per ciechi Anna Antonacci che custodisce un patrimonio costituito da libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) e partecipa al direttivo del Locomotive Jazz Festival in cui cura la musica nel sociale, è presidente dell'Associazione locale Boy’s Sport Arte e Cultura e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja.

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