• Lucia Fava

Aprite pure quella porta


Autori e registi hanno saputo utilizzare la metafora della porta per realizzare film di grande successo e di indiscussa suggestione

Entriamo al cinema, nella sala di proiezione del film che abbiamo scelto di vedere, oltrepassiamo una porta e un fitto tendone, scuro, che annuncia il nostro ingresso in una nuova dimensione e ci separa, con la sua coltre ammantata, dallo spazio da cui siamo venuti. Un rito di passaggio fondamentale per prepararci a ciò che stiamo per incontrare. Sediamoci ora comodi su queste poltrone, per iniziare un viaggio che attraversa lo schermo, apre una porta e lascia a noi la scelta di intraprenderne la visione o arrestarci sulla soglia.

SLIDING DOORS

1998 - Commedia drammatica - diretta da Peter Howitt, esordio alla regia.

“Non posso fare a meno di pensare che, se avessi preso quel maledetto treno, questo non sarebbe mai accaduto”

“Oh..beh...Molto meglio non porsi mai domande di questo genere, insomma, se soltanto questo o magari se quello...” Invece sì. Vi siete mai chiesti quante porte attraversiamo ogni giorno e quante, invece, ignoriamo. Helen, la protagonista del film, tutti i giorni oltrepassa le porte della metro - porte che richiamano il suo inconscio - e porte girevoli in superficie - porte della sua realtà lavorativa. Ad un certo punto però qualcosa cambia, la sua esistenza si sdoppia, quando una Helen a passo svelto riesce a salire sulla metro e la sua antagonista (se stessa) no. Ha inizio così un doppio corso della sua personalità, che supera i limiti della psicologia cognitiva, in quanto Helen, allo stesso tempo, vive due vite distinte, in due corpi a se stanti.Così, mentre la Helen sotto choc che ha “perso la porta” ed è stata anche (quasi) rapinata, continua a perdersi nei segreti del fedifrago Jerry, la Helen lucida e cosciente approfondisce l’incontro/scontro con James. Può esistere un ricongiungimento emotivo-temporale fra le due protagoniste?

L’amico di Jerry, cinico e umoristico cantastorie, risponderebbe:

"Vuoi il mio parere?"

"Mi piacerà?"

"Certo che no: è fondato sulla verità"

Tutto è prestabilito? Quello che conta, realmente, al di là degli scherzi del destino, è che il nostro futuro dipende in larga misura da noi: in ogni istante possiamo cambiare il corso degli eventi, semplicemente aprendoci alla vita che il nostro io interiore - e non le convenzioni, gli obblighi, o le raccomandazioni d'emblée - ci invita (o meno) ad attraversare. Se avete già visto Slidind Doors, aprite una porta storica e guardate il film a cui è ispirato, “Destino cieco” (1981) scritto e diretto da Krzysztof Kieślowski, sbloccato dalla censura polacca nel 1987.

KYNODONTAS

2009 - drammatico - diretto da Yorgos Lanthimos

"Un bambino è pronto a lasciare la sua casa quando...?"

"Quando il canino destro cade, o il sinistro, non è importante quale. In quel momento il corpo è pronto ad affrontare tutti i pericoli" [...]

Le porte delle nostre case, sia quelle esterne, sia quelle interne, sono dotate di serrature, senza chiave non se ne ottiene l’accesso, ma anche chiavi psicologiche possono inibire l’uscita a chi già ne è dentro. La famiglia di Kynodontas è, a tutti gli effetti, prigioniera di se stessa, nessuno escluso. È l’esempio contemporaneo più chiaro e lampante di come l’integrazione nasca e trovi linfa esistenziale nella famiglia in primis per poter, poi, aprirsi e verso l’altro, inteso come singolo o come società. Una famiglia patriarcale, fondata sulla supremazia maschile e su continue gioco-prove di forza, tanto lontana dalla realtà quanto sottesa nelle sue vene; non è infatti la priva volta che la cronaca nera ci restituisce spaccati di giovani vite subordinate all’intransigenza famigliare.

Due figlie e un figlio maschio, ben lontani dall’infanzia, non possono oltrepassare il cancello della propria casa, non l’hanno mai oltrepassato e vivono le loro giornate in un limbo, fatto di aerei che precipitano in giardino, di un vocabolario inventato solo per loro [...] Poi c’è un fratello, che vive al di là del recinto-cancello, ma cosa succede a chi esce di casa prima di esser stato “preparato”? Chi sarà pronto per primo, il cane dall'addestramento o i figli dall’indottrinamento? Chi non risponderà ai comandi?

"Per lasciare la casa in sicurezza bisogna usare la macchina. Quando uno può imparare a guidare la macchina?"

"Quando il canino destro ricresce, o il sinistro, non importa quale.”

Per continuare il percorso dentro se stessi, aprite la porta del vostro inconscio e lasciate che siano altri a guardarci dentro, come “Essere John Malkovich” film del 1999 scritto da Charlie Kaufman e diretto da Spike Jonze.

TOUCHED WITH FIRE

2015 - drammatico - diretto da Paul Dalio

“E se le nostre anime si perdessero?”

“Non succederà. Ci orienteremo a vicenda.”

“E se dovessimo perderci di vista?”

“Se dovesse succedere ritorneremo ai nostri corpi. [...] Ci ricorderemo di questa mappa, ok? Ci ricorderemo che si trova in questo libro.”

Il sole è la porta di accesso al mondo, attraverso la sua luce, regola gli spazi, scandisce i nostri tempi e ritmi vitali. La luna è la dimensione propria dello sconfinamento, è il nostro risvolto intimo e notturno. Carla e Marco sono due giovani poeti, entrambi affetti da bipolarismo, che si incontrano per fortuiti eventi in un ospedale psichiatrico. Se Carla soffre per il suo disturbo come di un nemico di cui vergognarsi e di cui doversi sbarazzare, Marco lo interpreta alla stregua dei grandi artisti, è convinto che gli episodi maniaco-depressivi non debbano essere nascosti, ma vissuti e concepiti come un dono. [...] Le loro reciproche fragilità e solitudini saranno l’occasione per cercare una via di fuga dal corpo, una via d’uscita alla ricerca del proprio pianeta d’appartenenza. Nel tentativo di congiunzione fra sole e luna, percorreranno insieme la strada oltre lo schematico sistema delle convenzioni sociali, alla ricerca della libertà, della creatività, della spontaneità. Quanto le fasi dell’uno dipenderanno dall'altra? Esisterà davvero una porta d'uscita? In rare coincidenze astrali possiamo osservare con gli occhi protetti dalla forte luce, aprirsi la porta che separa la luna dal sole: l’eclissi. La sfida vera per Marco e Carla sarà riuscire ad incontrarsi dall'altra parte, nel mondo reale. “Ecco perché non morirà il nostro gene: noi siamo al mondo perché non si estingua il fuoco che abbiamo nelle vene”.

Estratto dall'articolo pubblicato su ArtApp 17 | LA PORTA

Chi è | Lucia Fava

Vive un ramo sotto il Barone Rampante, in una casa di fogli scritti ad inchiostro e miele, senza soffitti. È stata pubblicata nell’antologia del premio letterario: “I poeti dell’Adda” 2015 e fra i «lettori-riscrittori» dell’ebook: “Dialoghi con #Leucò di Cesare Pavese Edizione aumentata a cura di @twletteratura”. Libera professionista, si occupa di content marketing per l’Agenzia Reverse di Torino.

#LuciaFava #PeterHowitt #KrzysztofKieślowski #YorgosLanthimos #PaulDalio

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