• Puccio Duni

Architetti in vacanza


Le case-vacanza degli architetti famosi, i luoghi dove si rifugiavano per riposare, disegnati e costruiti da loro e per loro

Rifugio Carlo Mollino, comprensorio sciistico di Weissmaten - Gressoney Saint Jean, Valle d'Aosta

Perché porsi il problema di cosa fanno gli architetti in vacanza? Perché molte volte quel periodo che dovrebbe essere di relax, in realtà diventa una occasione, spesso felice, per realizzare qualcosa per se stessi il che, analizzando bene, consente di scoprire come certi personaggi concepiscano i rapporti con la natura e con gli altri esseri umani. Per esempio chi l’avrebbe detto che uno dei grandi dell’architettura mondiale come Le Corbusier quando si trattava di staccare lo facesse in maniera così radicale tanto da rifiutare persino i vestiti e si aggirasse nudo su uno dei capi più belli della costa azzurra costruendosi un cabanon assolutamente spartano e che non poteva ospitare nessun altro? Lì a Cap Martin non c’era arrivato per caso, ma invitato da un gran personaggio come Eileen Gray che in quella località aveva edificato una splendida villa modernista che Le Corbusier avrebbe potuto agevolmente firmare da quanto la sua opera era in sintonia con quel tipo di costruzione. Eileen l’aveva costruita per le sue vacanze insieme al suo amante Badovici, un rumeno benestante e insieme ricevevano amici, tra i quali Le Corbusier.

Villa E 1027 di Eileen Gray, Roquebrune Cap-Martine - Francia

La storia dei rapporti tra questi tre ha dato luogo ad una ridda di ipotesi le più stravaganti, storia che non vale la pena di raccontare in mancanza di una testimonianza chiarificatrice, basti avere presente che da questo strano intreccio è rimasto a noi un sito dove è possibile ammirare il manufatto del cabanon con gli arredi originali e la villa E1027 dove Le Corbusier ha lasciato la sua griffe decorando con alcuni murales i muri minimalisti di Eileen che, pare, non abbia gradito, ma che per il visitatore rappresentano un’occasione non trascurabile per valutare Le Corbusier anche come pittore. Un plauso alle istituzioni francesi che sono riuscite a restaurare sia la villa E1027 che il cabanon ed a renderli fruibili per gli interessati. È curioso notare come le stesse istituzioni abbiano permesso di costruire un orrendo e chilometrico condominio alle spalle di tanta bellezza sciupando così la vista dal mare per cui ci dobbiamo accontentare delle belle foto in bianco e nero che rendono giustizia alla natura e agli architetti.

Interno della Villa E1027, con i murales di Le Corbusier - photo © Touillon

La mattina del 27 agosto 1965 Le Cobusier si immerse per l’ultima volta in quelle acque tanto amate e che posero fine alla sua straordinaria esistenza. Il corpo, nudo, ritrovato dai pescatori restò per alcuni giorni senza nome e fu identificato per una cicatrice. Sic transit.

Se Le Corbusier amava il mare, Charlotte Perriand che, giovanissima, aveva iniziato la sua lunga e felice carriera proprio nello studio dei Jeanneret, preferiva la montagna e anche lei si era costruita a Meribel in alta Savoia un rifugio, una capsula in acciaio dove poter dar sfogo alla sua passione per lo sci. Quindi un’altra solitaria, amante della natura che concepiva la vacanza come una fuga dal quotidiano. Tra gli architetti italiani che hanno costruito innumerevoli case per le vacanze dei loro clienti un posto di rilievo merita Vittorio Giorgini che è riuscito in una operazione veramente unica consistente nel costruirsi una vera casa per sé con un certo tipo di architettura ed a inventare, a meno di 50 metri di distanza, una casa per un cliente con una tecnica architettonica così diversa da far sembrare impossibile che dietro questi due progetti ci fosse la stessa persona.

Casa Esagono di Vittorio Giorgini, Golfo di Baratti - Toscana

Ebbene Vittorio, avuto in dono dal padre un lotto di terreno a Baratti a pochi metri dal mare, costruì per se la famosa casa esagono assolutamente razionalista, ingegnerizzata e arredata in maniera fruibile non solo dalla famiglia, ma anche dagli ospiti cui teneva moltissimo, ma quando un suo conoscente gli chiese di fare una casa vacanze a pochi metri dall’esagono decise di sperimentare una tecnica assolutamente innovativa. Nacque così la "casa balena" che ottiene la sua forma dalla semplicissima tecnica di plasmare una rete da pollaio che viene successivamente irrigidita dal cemento che viene plasmato sulla rete stessa. La coesistenza di queste due tecniche da un’idea di quanto l’uomo può arrivare a pensare e sperimentare e costituisce senz’altro un laboratorio del pensiero umano. Se la stessa persona nello stesso contesto territoriale riesce a creare un così diverso rapporto con la natura tutto ciò conferma che la ricerca non ha fine e può dare risultati assolutamente travolgenti così come è travolgente il confronto tra queste due opere del Giorgini.

Casa Saldarini di Vittorio Giorgini, Golfo di Baratti - Toscana

Un cenno sulle istituzioni italiane che non pare diano il giusto risalto a questo splendido esempio di architettura nel paesaggio della macchia mediterranea e se l’esagono è visibile grazie ad una Associazione (BACO) che l’ha avuta in gestione la casa balena è rimasta privata e visibile praticamente solo dall’esterno. Oltretutto l’esagono necessita urgentemente di un restauro conservativo che l’associazione non può certo sostenere senza sponsor di rilievo. Condannato però l’atteggiamento permissivo delle istituzioni francesi nei confronti della tutela del paesaggio bisogna riconoscere che nel caso di Baratti le istituzioni locali sono riuscite a stabilire una serie di vincoli che salvaguardano uno dei più bei golfi toscani. Ma c’era anche a chi piaceva la vacanza impegnata. Ettore Sottsass si sobbarcava viaggi estenuanti in contesti estremi, contesti di cui ha lasciato una formidabile raccolta fotografica che abbiamo ammirato a Milano nella mostra della triennale e chi come Gae Aulenti andava a trovare il suo amico Luca Ronconi nel casale che gli aveva restaurato nella verde Umbria dando luogo a conversazioni che ci piace immaginare.

Il casale umbro di Luca Ronconi, photo © Luca Bergamin

Conoscendo Luca Ronconi non sarà stato facile per la Gae seguirlo nei suoi percorsi, ma saranno stati senz’altro dei confronti degni di essere raccolti. Ecco cosa ci manca delle vacanze di certe persone, il loro lasciarsi andare fuori dagli schemi senza l’impegno quotidiano condizionante. Potremmo concludere con il sogno di un architetto per la sua casa vacanza con il progetto che Mollino, grande amante della montagna (e delle belle donne) aveva ideato, dandoci la sua versione dello chalet di montagna che riusciva a far levitare dalla roccia, una capanna volante che stabiliva il giusto rapporto con l’ambiente rispettandolo al massimo. Non riuscì a realizzarlo ma qualcuno alla fine l’ha costruito ottenendo il risultato magico che Mollino era certo di ottenere.

Chi è | Puccio Duni

Torinese, classe1935 ha collaborato spalla a spalla con grandi maestri della storia del design italiano: Ettore Sottsass, Superstudio Archizoom Mangiarotti Carlo Scarpa ecc. Tra i progetti più “pioneristici” che ha firmato c’è Selfhabitat, aperto 40 anni fa, in anticipo di diversi decenni sulla filosofia di Ikea. Nel 2014 riceve il Premio Compasso d’oro alla carriera per aver promosso il design con la sua attività. Tiene periodiche conferenze sui personaggi e periodi del design.

#PuccioDuni #LeCorbusier #EileenGray #CharlottePerriand #VittorioGiorgini #AssociazioneBACO #EttoreSottsass #GaeAulenti #LucaRonconi

Schermata 2020-01-20 alle 17.09.20.png
Sostieni ArtApp!

Ti è piaciuto ciò che hai appena letto? Vorresti continuare a leggere i nostri contenuti? ArtApp è una rivista indipendente che sopravvive da più di dieci anni grazie a contributi liberi dei nostri scrittori e alle liberalità della Fondazione Bertarelli.

Per supportare il nostro lavoro e permetterci di continuare ad offrirti contenuti sempre migliori Abbonati ad ArtApp. Con un piccolo contributo annuale sosterrai la redazione e riceverai i prossimi numeri della rivista direttamente a casa tua.

Scelti per voi

FB-BANNER-01.gif

© 2020 Edizioni Archos P.IVA 02046250169 - ArtApp | semestrale | Anno XI | Reg. 03/2009 Tribunale di Bergamo

  • Facebook - Bianco Circle
  • Instagram - Bianco Circle