Architettura ed edilizia sostenibili per una migliore qualità della vita


La sostenibilità delle pratiche adottate per la progettazione, la realizzazione e la gestione delle

strutture abitative sono i primi strumenti da attuare per migliorare la qualità della vita delle persone e la cura per l'ambiente

Stabilimento enologico Collemassari, Cinigiano (GR), Studio Archos | Photo © Paolo Da Re

Bioarchitettura e bioedilizia: architettura e edilizia per la vita sono termini dei quali non se n’è mai sentita la necessità fintanto che l’arte del costruire era tesa a migliorare le condizioni del vivere in tutti i suoi livelli di stratificazione, fintanto che il progettista e il costruttore hanno lavorato per l’utente finale, per il fruitore dello spazio progettato. La difficoltà diventa insormontabile quando si comincia a perdere la consapevolezza che fare Architettura è prima di tutto lavorare per la vita, per l’uomo, per migliorare il suo rapporto con gli esseri e con la natura in genere. Bioarchitettura allora inteso come recupero del pensiero ecologico, inteso come capacità di pensare e progettare in sintonia con la sistematicità della natura, dei suoi elementi; di costruire nell’armonia e nell’equilibrio.

“Una casa non deve essere su una collina o su qualsiasi altra cosa. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che collina e casa possano vivere insieme, ciascuna delle due più felice per merito dell’altra”.

Frank Lloyd Wright

In tutte le civiltà del passato l’Architettura era modellata dal rapporto con la natura; oggi l’ambiente è solo un ostacolo all’incredibile accelerazione delle trasformazioni prodotte dall’uomo; l’Architettura è spesso solo autorappresentativa, legata al modo di vivere, ma avulsa dal contesto ambientale, disinteressata al rapporto con l’acqua, i venti, il soleggiamento, l’orografia del terreno. È solo attraverso un più attento rapporto con la natura che miglioreremo la nostra vita e le performance degli edifici non escludendo la ricerca di materiali tecnologicamente avanzati. Questo è l’approccio auspicabile per un ritorno alla conoscenza del costruire che l’arroganza della tecnologia fine a se stessa ha soffocato facendoci perdere di vista lo scopo principale del mestiere dell’architetto: costruire per vivere meglio in sintonia con la natura che è l’unica fonte del nostro sostentamento.