• Anna Ferrari

Cameron Carpenter, il musicista che ha sfatato la sacralità dell'organo a canne rendendolo trasp


L'artista americano, famoso per i suoi virtuosismi e per il suo abbigliamento punk, ha rivoluzionato la storia dell'organo liberandolo dalla schiavitù di suonare solo nelle chiese

Photo © Thomas Grube

Cameron Carpenter è considerato il più grande organista vivente, giovane ed eclettico artista americano, riconosciuto dalla critica e dai colleghi come un vero prodigio nel suono dell'organo. Sin da bambino si era rivelato un prodigio della tastiera, ha suonato il “Clavicembalo ben temperato” di J. S. Bach all'età di 11 anni, prima di iscriversi all'American Boychoir School. Durante i quattro anni di studi liceali alla North Carolina School of the Arts, ha fatto i suoi primi studi di orchestrazione e composizione orchestrale e ha trascritto per l'organo più di 100 opere importanti, tra cui la Sinfonia n. 5. completa di Gustav Mahler. Autori come Chopin, Godowsky, Grainger, Ives, Liszt, Medtner, Rachmaninoff, Schumann e altri sono stati interpretati da un giovanissimo Cameron, che nel 2006 ha ricevuto un Master presso la prestigiosa Juilliard School di New York.

Il musicista è stato il primo a rivoluzionare la storia millenaria dell'organo rendendolo trasportabile, con il brevetto ITO (International Touring Organ) finanziato tramite crowdfunding. In un'intervista ha spiegato: «da mio padre, ingegnere, ho imparato a destreggiarmi nella tecnologia e nella manualità. Mi sono chiuso in un laboratorio, ho investito i miei risparmi, ho cercato fondi e messo a punto un modello inedito per poter andare in giro per il mondo. Il mio organo ha già suonato in quattro continenti. Il merito va anche all’informatica. Il computer è il dono più grande che i costruttori d’organo abbiano mai avuto. Ha permesso di eliminare le canne, i problemi di inerzia e attrito che bloccavano i musicisti del passato. La tecnologia si salda con l’idea di ribellione, ha liberato l’esecutore dalla schiavitù di suonare solo nelle chiese. Bisogna sfatare la sacralità dell’organo. Non ha un’anima nè la richiede. Ma con la sua immensa ricchezza di registri regala a chi lo suona una libertà assoluta».

Photo © Markus Hauff

Questo gli ha permesso di esibirsi sui palcoscenici di tutto il mondo, offrendo al suo pubblico la musica di J.S. Bach, che lui esegue con perizia e spregiudicatezza estreme, qualcosa che vale la pena di ascoltare e pure di vedere, perché Cameron è un punk della musica classica, tanto virtuoso con il suo strumento, quanto anticonformista nella sua veste scenica, così come è originale il suo repertorio, che spazia dalle opere complete di J. S. Bach e Cesar Franck alle colonne sonore più famose, oltre che a centinaia di trascrizioni e arrangiamenti, senza contare le sue collaborazioni con artisti jazz e pop, che gli consentono di essere giudicato il più grande e diversificato tra tutti gli musicisti del suo genere. Carpenter è stato l'unico organista mai nominato per un Grammy® Award per un album solista.

A Milano Carpenter ha inaugurato l’organo da poco restaurato della chiesa di San Carlo in Lazzaretto , uno strumento con 1800 canne, con impostazione romantico-sinfonica con elementi barocchi legati alla tradizione dell'organo da teatro. L’organo che oggi può essere considerato il più innovativo e poliedrico strumento del genere nel panorama lombardo, riesce ad abbracciare fedelmente un repertorio che va dai classici alla musica da intrattenimento del 900.

Chi è | Anna Ferrari

Classe 1991, di origine emiliana e milanese d'adozione, ha una laurea specialistica in Scienze della Terra, presa all'Università degli Studi a Milano, che l'ha portata ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è natura e arte ed è una grande lettrice di libri di storia.

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