• Redazione ArtApp

“Ci rivedremo a Filippi” l'ironica analisi della borghesia di Franz Borghese in mostra a Napoli


Aperta fino al 26 novembre 2018 al Maschio Angioino, la mostra accoglie i visitatori in un’atmosfera ironica e surreale che racconta l’universo visionario dell'artista romano

"Ci rivedremo a Filippi" - 1976

La mostra, organizzata dalla Galleria Italarte in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, si compone di tre corpus di opere grafiche: 8 tempere (tutte inedite, mai esposte sinora), 20 disegni a china originali, 7 acqueforti (alcune delle quali inedite) e una scultura in bronzo. Il titolo del progetto è mutuato da una celebre frase giunta a noi dall’antichità. Secondo la tradizione, fu pronunciata dal fantasma di Giulio Cesare che così si rivolse a Bruto. Lo storico Plutarco nell’opera “Vite parallele” racconta che Bruto, ossessionato dai sensi di colpa per aver ordito e partecipato alla congiura nella quale Cesare, era stato assassinato, sognò una entità che gli disse: “Sono il tuo cattivo demone, Bruto ci rivedremo a Filippi”. Ma fu solo il grande drammaturgo inglese William Shakespeare nel suo “Giulio Cesare” a personificare il fantasma non meglio identificato citato da Plutarco in quello del dittatore stesso. L’espressione attualmente è usata per indicare che prima o poi si arriverà ad una resa dei conti.

"Quando una donna dice no vuol dire forse si" - 35x50,1975

Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni. Nella prima sala è in esposizione una serie di otto tempere degli anni ’90 di medie e grandi dimensioni – inedite - e sette acqueforti tratte dalla cartella “l’amore classico” del 1975, che raccontano l’universo visionario di Franz Borghese, la sua ironica analisi della borghesia. In tono caricaturale, l’artista passa al setaccio le umane debolezze e lo svuotamento valoriale, che contraddistinguono l’agire di piccoli personaggi, in eterno affannoso movimento: signore con il cagnolino, signori in monocolo e cilindro, prelati, cardinali gendarmi, assassini, narcisisti, servitori, buffoni, equilibristi, funamboli, prestigiatori, affabulatori, i tradimenti, e i regolamenti di conti di una società alla deriva. L’artista mette in scena un imponente corteo di creature mostruose e grottesche, una onnicomprensiva caricatura trasformativa e deformante, che rende gli esseri umani manichini di se stessi.

"Women revolution" - 35x50, 1977

Nella seconda sala sono in esposizione venti disegni originali a china, tratti dal ciclo “W la Guerra” del 1976 nei quali emerge il suo impegno antimilitarista. Si tratta di disegni volti a smascherare i meccanismi perversi che presiedono gli stermini organizzati che vanno sotto il nome di guerre, mettendo in luce - con la sua cifra stilistica sempre ironica e caricaturale - le conseguenze e i falsi miti che la borghesia artatamente da sempre costruisce per esaltarle e giustificarle. Tutti i lavori selezionati, sono degli anni Settanta e Novanta nei quali l’artista denunciava lo spettacolo della mediocrità della classe borghese, che dell’ipocrisia moralistica aveva fatto costume di vita e dell’indifferenza e della violenza - declinata in tutte le forme - buona norma di condotta. Gli atteggiamenti dei soggetti di Franz Borghese descrivono lo spirito di una nazione che solo in apparenza sembra passato, ma a ben guardare perdura tutt’oggi.

Franz Borghese (Roma, 21 gennaio 1941 – Roma, 16 dicembre 2005) è stato un pittore e scultore italiano, uno dei protagonisti della pittura italiana del secondo Novecento.

Nella sua opera rappresenta una borghesia di inizio secolo, con vena ironica e fantastica la quale, quanto è più tagliente e amara, tanto è più vicina e empatica alla debolezza umana, tramite un linguaggio e una poetica che si elevano a metafora universale.

#RedazioneArtApp #FranzBorghese #MaschioAngioino #Napoli #WilliamShakespeare

Schermata 2020-01-20 alle 17.09.20.png
Sostieni ArtApp!

Ti è piaciuto ciò che hai appena letto? Vorresti continuare a leggere i nostri contenuti? ArtApp è una rivista indipendente che sopravvive da più di dieci anni grazie a contributi liberi dei nostri scrittori e alle liberalità della Fondazione Bertarelli.

Per supportare il nostro lavoro e permetterci di continuare ad offrirti contenuti sempre migliori Abbonati ad ArtApp. Con un piccolo contributo annuale sosterrai la redazione e riceverai i prossimi numeri della rivista direttamente a casa tua.

Scelti per voi

FB-BANNER-01.gif

© 2020 Edizioni Archos P.IVA 02046250169 - ArtApp | semestrale | Anno XI | Reg. 03/2009 Tribunale di Bergamo

  • Facebook - Bianco Circle
  • Instagram - Bianco Circle