Cibo: a Verona lo street artist che combatte il degrado urbano con i suoi murales


I muri cittadini ricoperti da croci celtiche, svastiche e pessimi slogan politici si sono trasformati in immagini di pane e formaggio, fette d'anguria, pizze, hot dog, insalate...

Può capitare, percorrendo le strade di Verona, o quelle delle campagne che circondano la città veneta, di vedere grandi murales colorati che rappresentano frutta, verdura, salumi, formaggi, pizze e altri cibi ancora. L'artista che li ha realizzati è Cibo, alias di Pier Paolo Spinazzè, street artist veronese che dall'inizio degli anni '90 ha fatto della sua arte non solo un lavoro, soprattutto un impegno sociale. ILPIER, altro pseudonimo, ha cominciato coprendo una scritta orribile con i suoi soggetti preferiti: pomodori, basilico e mozzarella; da quella volta non si è più fermato. Il degrado dei muri cittadini, troppo spesso ricoperti da croci celtiche, svastiche o pessimi slogan politici, si sono trasformati in fragole, fette d'anguria, cupcakes e altri alimenti.

Il suo progetto di “cancellazione” e ripristino del decoro urbano della sua città è stato apprezzato da molti cittadini, così come gli interventi grafici che ha fatto nelle scuole materne e nei parchi gioco cittadini e questo impegno sociale gli ha permesso di affermarsi come artista walldesign dalla grande forza etica e comunicativa, impegnato nel condividere i suoi disegni, che usa come stimolo per far riflettere le persone che li guardano. Lui, parlando di sé, dice: «per me la street-art non è mai decorazione, ma è una scintilla che può innescare domande e raccontare storie. Inoltre trovo molto importante il legame con il luogo, che rende l’immagine e il messaggio efficaci solo nel contesto specifico in cui prendono forma.»

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