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Città Invisibile

Appunti di viaggio - Un percorso in giro per il mondo per imparare nuovamente a stupirsi guardando film e serie tv. Quarta tappa: Brasile



Il cinema e la televisione hanno portato negli anni varie mitologie nelle nostre case, la

globalizzazione ha aiutato il folklore nordico a varcare i secoli per presentarsi a noi sottoforma di supereroi, demoni e miti; i fantasmi orientali sono entrati nel nostro immaginario. Il gnometto irlandese Leprechaun e lo spirito fluttuante di Banshee, sono personaggi nati nelle isole britanniche che si sono mischiati a geni della lampada medio orientali e alle mummie africane; le maledizioni Maya e Inca hanno seminato panico e distruzione su ogni media, ma ben poco si conosce del folklore fantastico del Sud America.



"Città Invisibile" (2021), è una serie tv brasiliana di Carlos Saldanha, trasmessa da Netflix che ci apre una finestra su una mitologia completamente nuova. Un detective della polizia ambientale, sposato e con una figlia, perde la moglie antropologa nell'incendio boschivo di un piccolo villaggio vicino a Rio. Così inizia il dramma del protagonista, interpretato dall'attore brasiliano Marco Pigossi, che, sempre molto preso dal lavoro e spesso lontano dalla famiglia, adesso deve crescere la sua bambina da solo. Una mattina trova un delfino rosa morto sulla spiaggia, caricatolo in auto, scopre che al tramonto, il delfino è diventato un uomo. Si ritrova quindi coinvolto in una battaglia per un mondo apparentemente non nostro, ma strettamente legato al mito.



Tra streghe, sirene e spiriti del vento lo spettatore viene coinvolto una storia, sia crime che fantasy, piena di fascino, splendidamente ambientata in un Brasile molto lontano dallo spumeggiante Carnevale di Rio, pieno di persone, profumi e colori. Il regista Saldanha ha esplorato le tradizioni della sua terrà d’origine, con uno sguardo approfondito nella sua mescolanza di culture diverse, traendo ispirazione dal folklore brasiliano, per raccontare la storia di un mondo sotterraneo abitato da creature mitologiche.


Posso dire che questa è stata una delle serie televisive che più ho amato, dove il perfetto inserimento di soprannaturale nella quotidianità porta un equilibrio perfetto nel dramma del protagonista e rapisce lo spettatore. Da anni siamo abituati a vedere il soprannaturale in cinema e televisione: streghe adolescenti, fate predestinate, ragazzini figli di divinità, ma l’approccio sudamericano al tema è completamente diverso, non ci sono eserciti che vogliono rapire mostri per renderli armi, ma soprattutto non ci sono mostri, ci sono solo creature che convivono in un mondo comune, dove il male è umano, non sovrumano e la Natura è l’unica vera vittima.

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© Edizioni Archos

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