• Fabrizio Tribilli

Colori liberi, un progetto creativo che indaga le discromatopsie


Il "daltonismo" altera la percezione dei colori, ne soffre una persona su 20. Il progetto diventa il centro di un’esplorazione creativa che si sviluppa in più aree a favore di coloro che vedono in un altro modo

Fasi di liberazione

Marco @fabriziotiribilli: «Da potentemente daltonico, mi piacerebbe parlare di questo: non vedo solo bianco e nero ma poco ci manca (mi dice chi ci vede bene), non so cosa mi perdo nei tramonti e sulle montagne, sono felice lo stesso, ma sarei felice lo stesso se per cinque minuti vedessi come voi e poi tornassi al mio stato?» Colori Liberi è nato così, con la voglia di rispondere alla forza di quella domanda, mettendo a disposizione quello che so fare: la mia creatività. È un progetto creativo e di sensibilizzazione che indaga le discromatopsie, più comunemente conosciute come Daltonismo dal nome del ricercatore britannico John Dalton che per primo, nel 1794, le descrisse nell’articolo “Fatti straordinari legati alla visione dei colori”. Lo stesso scienziato era daltonico. Di fatto, la visione tricromatica è solo una tra quelle esistenti nelle diverse specie animali che vanno da uno spettro limitatissimo di alcune, al più ampio,

comprensivo anche di ultravioletti, di altre.

Tratto dal sito www.color-blindness.com

Deuteranopia, Protanopia e Tritanopia sono le non-ordinarie percezioni rispettivamente di verde, di rosso, di blu/violetto/giallo. Coinvolgono molte persone: l’ 8% degli uomini e lo 0,5% delle donne. Solo in Italia sono daltoniche circa 2,5 milioni di persone. Sono caratteristiche ereditarie, la più diffusa è la deuteranopia, più rara la tritanopia. Purtroppo il daltonismo non è considerato un “fatto straordinario” ma bensì uno stigma che grava sulle persone: si va dalle prese in giro a scuola, a volte sfocianti nel bullismo, alla preclusione a svolgere determinati lavori. In questo progetto quello che causa l’esser marchiato come “sbagliato” diventa invece il centro di un’esplorazione creativa che si sviluppa in più aree. È un progetto che mi piace tenere aperto a sviluppi ulteriori. Un campo fondamentale di Colori Liberi si svolge con i daltonici: la mia risposta a Marco è stata la proposta di inviarmi una foto significativa per lui, che ho poi trasformato in un disegno con degli spazi da colorare; lui sta mettendo i colori, liberamente, secondo il suo modo di percepirli, ecco che i rapporti di giusto e sbagliato si ribaltano: ad esempio verde e marrone diventano toni diversi di un unico colore a me sconosciuto, sono io che devo fare uno sforzo per immaginare le armonie, sono io quello sbagliato, così un daltonico riscrive gli equilibri e i rapporti fra i colori.

Disegno colorato da Nicolò

Il disegno che Marco sta colorando ha una grandissima forza nell’insegnarci ad uscire dagli schemi. Ne farò poi anche una trasposizione in quadro ad olio. Le riflessioni sulle discromatopsie hanno influenzato sia il mio modo di dipingere, portandomi a realizzare alcuni quadri con una gamma ristretta di colori, sia a sviluppare un altro campo di indagine: come può Colori Liberi riportare il daltonismo ad essere un “fatto straordinario” legato alla visione dei colori se non nel mondo della moda e delle tendenze? Così, sorridendo al cipiglio di Miranda Priestly, stizzosa icona del film “Il diavolo veste Prada” mi sono messo al lavoro modificando alcune immagini secondo le varie discromatopsie, ne ho ottenute delle varianti con gamme ristrette di colori. Studiandole ho elaborato delle palette di colori che daranno vita, in collaborazione con MOODsign Studio, a delle mood board professionali dedicate alla moda, all’arredamento o la pelletteria. Giudico le discromatopsie come peculiarità, non come limite, qualcosa di naturalmente associabile ai concetti di eleganza e stile.

Terzo aspetto in cantiere è quello didattico, della sensibilizzazione verso coloro che non hanno questi problemi. C’è molto lavoro da fare, basti pensare alle carenze su questo fronte dei testi scolastici: mi è stata fatta notare la difficoltà che può avere un bambino daltonico nel leggere una cartina geografica a causa della scelta di colori con cui è stata stampata. Sto elaborando giochi didattici, attraverso l’unione dell’aspetto ludico con quello più serio di riflessione, e vorrei portare il progetto nelle scuole. Penso fermamente che le diversità siano un arricchimento per tutti. Probabilmente la ragione che mi spinge a proseguire questo lavoro sta nelle mie imperfezioni ed in quegli inciampi che la vita ci riserva, ma che mi hanno permesso di avere uno sguardo più attento. Mi sta a cuore un’arte inclusiva, una visione culturale trasversale che abbracci tutte quelle discipline che portano alla comprensione, non divisive. Ringrazio “l’Associazione Italiana Come vedono i Daltonici”, persone cortesi e fonte di ottime informazioni scientifiche. Grazie anche all’alta professionalità di MOODsign Studio, soprattutto Marco che ha fatto sviluppare questo progetto e con il suo entusiasmo mi dimostra quanto la creatività possa creare amicizie profondamente umane.

Altri daltonici si stanno unendo a noi, e invito altri ancora a partecipare al progetto inviandomi una foto che a loro piace, io sono a disposizione per trasformarla in un disegno che loro potranno divertirsi a colorare, prendendosi una “rivincita”. Ricevere mail con messaggi come questo: “Fin da bambino, durante le ore di arte, sono stato preso in giro per questa mia condizione ed è da un sacco di tempo che non coloro, proprio per non essere più preso in giro. Voglio partecipare alla tua iniziativa.” mi fa felice di poter essere in qualche modo utile.

Chi è | Fabrizio Tribilli

Multidisciplinary Artist, fin da piccolo. Nella Firenze dove è nato la sua famiglia gli ha insegnato a osservare i dettagli nascosti. Ha fatto il ceramista e il designer ma non solo, ha progettato tessuti, borse, curato arredamenti ed eventi, tenuto corsi sull'arte di ricevere, disegnato la livrea di un elicottero. Disegnare e creare è per lui un tempo sorridente e di gratitudine

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