• Anna Ferrari

Corporama


La dermopigmentazione come nuovo modo artistico di intervenire sul corpo

© Toni Belfatto

Il rapporto della moda con il corpo femminile e maschile non è pacifico perché è stretto nell’infelice zona di confine che si estende tra la necessità che ha la moda di plasmare il corpo e l’impossibilità di cambiarlo. Questa relazione si rende evidente nell’abito, nonostante sia chiaro che l’abbigliamento è soltanto una costante antropologica della moda, non certo il suo punto di partenza né lo scopo finale. In questi anni, la moda ha agito sul corpo lavorando sulla forma e sul volume degli abiti, spesso ne ha modificato l’aspetto agendo sul concetto di tridimensionalità e di bidimensionalità, a volte intervenendo sulla sottrazione, altre sull’addizione del volume, costruendo così dei posticci, o dei veri e propri “corpi aggiunti”, come si chiamano in architettura, che lasciano il corpo umano nella sua dimensione naturale, ma ne modificano la percezione e la funzionalità con il condizionamento del movimento e della gestualità.

Toni Belfatto “bastardo figlio d’arte” come lui stesso si definisce, nasce come tatuatore. Alla fine degli anni ’80, tra i pochi che esercitavano questa attività in Italia, c’era anche lui che, utilizzando il salone di parrucchiere e piccolo centro benessere del padre, inizia a immaginare questa attività come qualcosa in cui esprimere la sua arte e, complice una sua innata curiosità, scorge nel tatuaggio para-medicale e nella dermopigmentazione delle potenzialità inespresse. Inizia a lavorare in questo segmento e già nel 1992 è a fianco di altri precursori come Anna Savina e Carol Frank. Iniziano gli anni della formazione che lo portano attorno al 1997 a creare una tecnica applicativa idonea per quanto riguarda l’applicazione delle tecniche di tatuaggio e di trucco permanente alla medicina con la creazione di un protocollo didattico unico e innovativo.

La dermopigmetazione oggi interviene a sostegno dell’attività di chirurghi estetici o per cause legate a malattie, o per semplici inestetismi. «I medici risolvono un problema - spiega Toni Belfatto- ma spesso creano un inestetismo ed è qui che noi interveniamo con la nostra tecnica che rispetto gli inizi ora riesce a toccare alti livelli di perfezione».

Toni Belfatto è considerato uno dei dieci professionisti che hanno fatto la storia di questa disciplina a livello mondiale. “Ricordo quando ho iniziato a pensare che il tatuaggio potesse diventare trucco permanente e poi tatuaggio paramedicale e per affinare la tecnica facevo prove su carta poi su del materiale sintetico e solo dopo sulle persone. Ho trattato in diverse occasioni e in più contesti accademici il tema della bellezza come valore storico, evolutivo ed emozionale, con una testimonianza diretta.»

Il medico tratta il corpo come una tela per correggere un inestetismo che, se pur all’apparenza banale, è collegato profondamente con la nostra percezione del corpo e quindi la sua rappresentazione. Il trucco permanente, la dermopigmentazione e non ultima la tricopigmentazione sono procedimenti relativamente recenti di intervento sul corpo in cui la violazione è solo momentanea.Con il riassorbimento dell’inchiostro, diversamente dal tatuaggio artistico, queste procedure ristabiliscono, in un certo qual modo, come per l’abito di Alaia, l’ordine naturale. Una versione avanzata di body painting con una eco di body art e performance diremo “clinica” che aggiunge un tassello interessante nel vasto rapporto tra il corpo e le diverse e sempre più complesse modalità di intervento su esso.

Chi è | Anna Ferrari

Classe 1991, di origine emiliana e milanese d'adozione, ha una laurea specialistica in Scienze della Terra, presa all'Università degli Studi a Milano, che l'ha portata ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è natura e arte ed è una grande lettrice di libri di storia.

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