• Laura Cavalieri M.

Jürgen Dahlmanns: il design realizzato con il “nodo nepalese”


L'architetto olandese, affascinato dalla tradizione tibetana nella tessitura del tappeto, ne cattura l’essenza e trasforma questa passione in un’azienda di successo

© Rug Star | Koi 2 - Pink the ruggist

L'arte di annodare i tappeti si è sviluppata nelle steppe dell'Asia centrale diverse migliaia di anni fa. Alle tribù nomadi serviva qualcosa che le proteggesse contro il clima rigido invernale e che fosse più maneggevole rispetto alle coperture in pelle di montone. I materiali utilizzati per l'ordito, la trama e il vello erano ottenuti dalla lana dei greggi di pecore e capre. È nel XVI secolo che, sotto la protezione dei regnanti, si è sviluppata l'arte della tessitura dei tappeti in Persia e in India, nelle “tessitorie di corte”.

Un'arte antica che è ancora attuale, grazie all'automazione che, con la nascita dell'industrialismo, ha prodotto dei telai industriali che divennero sempre più automatizzati, consentendo di avviare la produzione industriale di tappeti, che permette di realizzare un tappeto a macchina in circa 1 ora a seconda della dimensione; mentre un tappeto annodato a mano può richiedere da qualche mese a qualche anno.

© Rug Star

Jürgen Dahlmanns, architetto olandese di stanza a Berlino, durante un viaggio in Nepal scopre i tappeti tibetani, e se ne innamora. Questo coup de foudre cambierà per sempre la sua vita, e sopratutto gli darà modo di abbandonare gli incarichi prestigiosi che ricopre e che gli rendono difficile conciliare la sua etica personale con gli interessi economici e politici in cui si muove. Dahlmanns rimane affascinato dalla cultura e dalla tradizione tibetana nella tessitura del tappeto e inizia a catturarne l’essenza che in seguito gli servirà per trasformare questa sua passione in un’azienda di successo.

Nel 2002 fonda Rug Star: il laboratorio in Nepal che diventa la struttura sociale ed economica del piccolo villaggio che ha circa 400 persone impiegate nell’attività. Attraverso parte del ricavato ottenuto dai proventi di Rug Star, nel villaggio sono stati edificati una scuola e un ospedale. Jurgen inoltre ha aderito a "Good wave", un’associazione garante dei diritti minorili, contro lo sfruttamento dei bambini. Oggi Rug Star è composta da un team che lavora a stretto contatto con Jürgen nella sede di Berlino, da operatori tessili in Nepal, Rajasthan e Cina e da diversi imprenditori che hanno aperto nel mondo alcuni shop del brand.

Dahlmanns ha scelto di utilizzare la strada antica del tappeto annodato a mano, che è un' opera su cui è impegnativo creare un disegno che non segua una precisa geometria. Per questo in genere le decorazioni sono assai rigide. Jurgen invece entra nel mondo artigianale del “nodo nepalese” caratteristico dei tappeti di cui si è innamorato e combina i diversi passaggi manuali per ottenere effetti inaspettati, che diventano poi il tratto distintivo di ogni suo tappeto, e lo rendono unico perché coniuga il design a una storia antica, e offre all'occhio dell'osservatore il senso di vita e movimento dei soggetti dei tappeti.

Cominciano a prendere forma i primi tappeti concepiti per essere allo stesso tempo opere d’arte e complementi di arredo. Del suo lavoro, l'artista dice: ”Essere un architetto mi porta a esprimere la mia predisposizione verso l’interior design che non può prescindere da una solida competenza tecnica. Un tappeto ha una dimensione architettonica perché ci permette di creare uno spazio senza costruire pareti. Mettere insieme una sedia e un tavolo non è sufficiente per creare la sensazione di una sala da pranzo, ma un tavolo accoppiato a un tappeto diventa una stanza”.

Photo © Heiko Simayer

Un altro ingrediente essenziale nel concept Rug Star, quello che possiamo considerare il marchio di fabbrica: il senso di movimento che Jurgen trasmette ai suoi disegni, supportato dall’uso magistrale del colore, ciò che conferisce alle sue collezioni freschezza e vivacità. “Il colore è lo strato emozionale dei miei tappeti. Solo attraverso il colore, un materiale o un disegno possono trasmettere l’emozione che il cliente vuole percepire”.

“Evoluzione” è una sorprendente installazione di tappeti contemporanei esposti dal 28 aprile, fino al 19 maggio, a OCRA, Officina Creativa dell’Abitare all’interno del Chiostro di Sant’Agostino di Montalcino (SI) In occasione del finissage di mercoledì 17 maggio, alle ore 18.30 l'arte di Jürgen Dahlmanns incontrerà quella dello chef stellato Marcello Corrado che presenterà una inedita creazione culinaria ispirata ai tappeti esposti.

Per informazioni: www.scuolapermanenteabitare.org/ocramontalcino

Chi è | Laura Cavalieri Manasse

Vive all'Isola d'Elba da dove segue la redazione di ArtApp, spesso su una spiaggia, con il computer sulle ginocchia di fronte al mare. Collabora come editor per alcune case editrici e con tutti coloro che le chiedono un consiglio che li aiuti a scrivere in modo corretto e interessante.

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