“di Parole faccio Arte” la prima mostra estesa in Italia


Una riflessione artistica sulla parola, elaborata da Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme. Un ambizioso percorso d’arte che coinvolgerà quattro sedi di Copernico tra Milano, Torino e Roma

Whitelight Art Gallery presenta “di Parole faccio Arte”, la prima mostra tematica composta da tre personali: Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme, tre artisti e tre diverse prospettive per un viaggio itinerante alla riscoperta della parola e della sua rappresentazione nell’arte visiva. La mostra, nata da un’idea di Giorgia Sarti, co-fondatrice di Whitelight Art Gallery e Guido Galimberti, collezionista storico milanese d’arte moderna e fondatore di Opera Art Solutions, ha come unico filo conduttore la parola nell’arte visiva. Tre diversi linguaggi per comunicare una forma espressiva che collega parole e immagini, che esalta la poesia trasformandola in pittura, in scultura, in campo di ricerca e installazione interattiva. Una triplice ricerca di interazione tra immagine e parola, un dialogo a tre voci e a tre velocità diverse tra alcuni dei più interessanti autori di questa ricerca.

Sabrina D’Alessandro – Ufficio Resurrezione, Archivio 6/ Moscione, 2016, 20x27x5,5 cm. Stampa fine art su carta di riso

Ad inaugurare l’esposizione itinerante sarà la personale di Giorgio Milani, artista italiano, famoso per i suoi “poetari” e definito “poeta visivo oggettuale”. Inizia la sua ricerca a metà degli anni ’60 sul rapporto fra immagine e scrittura. Dagli anni ’90 il proprio percorso di ricerca si esprime attraverso l’assemblaggio di caratteri tipografici in legno, ormai divenuti introvabili, i cosiddetti “poetari”. Il 7 febbraio 2018 aprirà a Milano Copernico Castello per spostarsi poi a Roma a giugno e a Torino a settembre. Pochi giorni dopo saranno le opere di Sabrina D’Alessandro ad occupare gli spazi di Torino Copernico Garibaldi. Nel 2009 Sabrina D’Alessandro fonda l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite), “ente preposto al recupero di parole smarrite, benché utilissime alla vita sulla terra”. Attraverso questo Ufficio l’artista cerca, esplora e riporta in vita parole altrimenti perdute, trasformandole in video, sculture, installazioni e “azioni”. Le sue opere partono dalla parola per indagare l’animo umano, e lo fanno in modo brillante, spesso ironico, accompagnandoci in un percorso coinvolgente, che getta una luce diversa sulla realtà che ci circonda.