• Paolo Riani

Festa - Enrico Coveri Art Collection a Viareggio

La Maison Enrico Coveri ha deciso di raccontarsi attraverso una mostra che riunisce opere d’arte uniche, che hanno contribuito a costruire la sua storia, e gli abiti delle collezioni a loro ispirate


L'allestimento che ho progettato, all'interno degli spazi GAMC, è un percorso appassionante e pieno di sorprese che documenta «la continua, reciproca ispirazione tra la Maison e l’arte in un solco di continuità che da Enrico, attraverso la sorella Silvana, arriva fino alla nuova generazione» come ha detto Francesco Martini Coveri, nipote di Enrico e direttore artistico della Maison. A lui si deve l'idea della mostra che sarà il clou dei festeggiamenti per il Carnevale di Viareggio, a 35 anni esatti dalla leggendaria festa sul Canal Grande che Enrico organizzò per il Carnevale di Venezia e che riunì tutto il jet set dell’epoca. Quaranta opere d’arte, alcune mai esposte al pubblico, accompagneranno i visitatori in un percorso artistico che evidenzierà la positività, la gioia e l’amore per il colore che hanno reso unico lo stile di Enrico Coveri.

Beba Marsano, storica dell’arte, autrice dei testi, che accompagnano il racconto visivo della mostra dice: «Collezionista istintuale”, diceva di sé quell’enfant prodige della moda che è stato Enrico Coveri (1952-1990). L’arte per lui? Una magnifica ossessione. Un inesauribile serbatoio di stimoli ed energia. Nella vita e nel lavoro. «Mi piace che gli artisti siano miei amici, per poter parlare con loro» diceva. Amicizie che diventano complicità ad altissimo tasso creativo. Come con Keith Haring, stella del graffitismo, che ispira a Enrico una fortunatissima collezione, e Andy Warhol, guru della pop art. Che reinterpreta il marchio della maison e dedica al giovane stilista un ritratto quadruplo, tassello di quella hall of fame planetaria che include Mao e Cassius Clay, Marilyn Monroe e Michael Jackson. Per fare del proprio ritratto “something special”, Enrico manda a New York quattro barattoli di quelle paillettes – azzurre, fucsia, rosse, verdi – simbolo del suo stile. “Le paillettes stanno a Coveri come le catene a Chanel”, scrisse Le Figaro. Warhol le frantuma in polvere e le mescola al colore degli sfondi. Nessuno riluce più di questi.

Tra gli amici più amati Renato Guttuso, presentato da Marta Marzotto. A dispetto dei 41 anni di differenza, l’intellettuale engagé, paladino di lotte civili e politiche, e il genio bambino, innamorato dell’effimero, instaurano un’intesa lieve e profonda. Per i primi dieci anni di successi, Enrico invita 100 artisti a realizzare un’opera ispirata all’universo Coveri. Aderiscono con entusiasmo i più bei nomi del momento: Franco Angeli, Lucio Del Pezzo, Giosetta Fioroni, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Antonio Recalcati, Mimmo Rotella, Emilio Tadini. I loro lavori confluiscono nella collezione dello stilista a Firenze.

Dopo Enrico questo slancio non si perde. Con la sorella Silvana, suo alter ego, e il nipote Francesco Martini Coveri, direttore artistico della maison, la griffe prosegue la sua love story con la creatività contemporanea, flirtando con artisti in cui riconosce affinità elettive, in nome di quella joie de vivre, che ha fatto dello stile Coveri un’icona di ottimismo. Nascono collaborazioni di successo per progetti da guardare (la rilettura fotografica di Maurizio Galimberti) e da indossare. Con opere che diventano stampe per capi e accessori di un’ininterrotta sequenza di talenti: Romero Britto, Marco Lodola, Andy, Adriano Buldrini, Massimo Sansavini. Ultimo in ordine di tempo Daze, gigante della Street Art, che negli anni Settanta ha portato il colore nei graffiti come Enrico Coveri lo ha portato in passerella. E nella vita.»

Chi è | Paolo Riani

Architetto e urbanista, ha progettato e costruito in Italia, in Giappone, negli Stati Uniti, in Medio Oriente, in Russia e in Argentina. Associate Professor of Architecture alla Columbia University, NY.

Senatore della Repubblica Italiana (1994/97), Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York (2000/03) e Professore di Architettura e Composizione Architettonica al DESTEC dell’Università di Pisa (2004/15). Scrittore e fotografo, è autore di libri di architettura e di viaggi. Vive sulla costa della Toscana, con studio in un ex cantiere navale da lui ristrutturato nel porto di Viareggio.

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