• Gabriele Salvi

Flip-Flop Art: quando il riciclo diventa arte


Decine di migliaia di sandali infradito, i flip-flop, vengono raccolti sulle spiagge del Kenia e trasformati in sculture conosciute e apprezzate in tutto il mondo

Siamo abituati a pensare alle ciabatte infradito come ad un beachwear casual colorato e alla moda. Però queste calzature, per oltre tre miliardi di persone, sono l'unico paio di "scarpe" che possiedono. Nei mercati emergenti dei paesi a clima caldo, miliardi di infradito a buon mercato sono prodotte per fornire quotidianamente delle calzature alle persone povere, che le indossano per anni e poi, dopo molte riparazioni le scartano in discariche abusive, dove si infiltrano nei corsi d'acqua prima e poi negli oceani. Le potenti correnti dell'Oceano Indiano depositano continuamente dei rifiuti in plastica su tutta la costa del Kenya. Tonnellate di materiali inquinanti che diventano un disastro ambientale per l'ecosistema marino e le comunità locali.

Decine di migliaia di sandali di plastica, i flip-flop vengono raccolti sulle spiagge, ogni anno, dalle donne dell'azienda di riciclaggio “Ocean Sole” a Nairobi, che ha trasformato la sua azione ambientalista in un'azienda in cui alcuni ex intagliatori del legno lavorano in modo artistico e artigianale le ciabatte infradito di gomma recuperate. Ocean Sole è stata fondata nel 1997 dalla keniota Julie Church, che vede nel progetto il mezzo per promuovere il cambiamento dello stile di vita delle persone coinvolte. «Utilizzare la formazione, l'educazione e la consapevolezza ad un livello molto più esteso -​​ha detto la Church- per coinvolgere più persone nella pulizia del territorio, perché trasformare i rifiuti in un'operazione economica attraverso il loro riutilizzo è molto importante...Ci siamo trasferiti in un villaggio artistico e culturale, lavorando con UNEP, UNESCO, UNDP e UNIC per concentrarci sull'imprenditorialità e sostenere i kenyani locali con programmi di riciclaggio artistico, che contrasta l'inquinamento da flip-flop sia per gli esseri umani che per la vita marina.»

Francis Mutua Muvua è stato artigiano intagliatore del legno per anni prima di cominciare a sagomare la gomma delle infradito. Ogni giorno taglia e incolla le materie prime e le trasforma in estrose sculture di animali, che da anni vengono commercializzate in tutto il mondo. Attualmente sono oltre cento persone che raccolgono le infradito abbandonate e le portano nella sede di Ocean Sole per essere pulite e smistate. Lì vengono incollate, levigate e restituite a nuova vita, così, mentre si salva l'assetto ecologico e turistico dell'ambiente, si offrono le opportunità economiche necessarie agli abitanti di Nairobi e nelle aree svantaggiate limitrofe. «Nei bassifondi la gente usa solo sandali in gomma - dice Mutua- quando sono consumati, vengono gettati ovunque; noi, dopo averli recuperati li comprimiamo in blocchi giganti, gli artisti come me li scolpiscono dando loro la forma di animali giocattolo, portachiavi, gioielli e altro ancora. Con questo lavoro sono in grado di permettermi le rette scolastiche per i miei figli e garantire a tutta la mia famiglia il pane quotidiano».

Alcune creazioni di questi artisti sono collocate nella collezione del Museo Nazionale di Storia Naturale di Smithsonian.

Foto © Brian Barger, Ralph Rinzler Folklife | Archivio Smithsonian Institution

Chi è | Gabriele Salvi

Laureato in discipline umanistiche, è attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti e dalla fantascienza. Abita in Toscana e collabora con alcune riviste di arte e cultura e con webgiornali nazionali. Oltre alla passione per la scrittura, ama confrontarsi con gli amici in sfide spietate a paintball nei boschi della sua terra.

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