• Luigi Mangia

Fotografare l'infinito


L’infinito è una fotografia ad occhi chiusi fatta senza il bisogno di vedere

Photo © Luigi Mangia

“La diversità che mi fece stupendo

e colorò di tinte disperate

una vita non mia, mi fa ancora

Sordo ai comuni istinti, fuori dalla

Funzione che rende gli uomini servi

e liberi.”

Pier Paolo Pasolini, Poesie inedite

Fotografare l’infinito ad occhi chiusi è un modo, un esperienza, per incontrare le parole: mostri, miracoli, meraviglie per stare nel Cinema del Reale. Reale non è quello che vedo e sento, ma è quello che sono nel mostrare, nel meravigliare nell’essere miracolo in un gesto: fotografare l’infinito come percezione della vita. Le meraviglie, i miracoli sono mostri che resistono perché sono senza tempo, quindi non tramontano, sono disponibili anche alla fotografia di chi, come me, non vede, ma non è escluso dal partecipare alla vita. In questi versi è racchiusa la voglia di non arrendermi alla cecità ma di fotografare così come invitava a fare Pier Paolo Pasolini.

La mia è una fotografia “fonico-uditiva”. “Sempre caro mi fu quest’ermo colle e questa siepe” per me è una residenza poetica, una rappresentazione del mio essere fra e dentro i tempi della natura.

La fotografia foto-utopica è il galleggiamento della mente nella luce persa. L’utopia è la scoperta della poesia: saper sentire la voce dei poeti e fare il viaggio delle parole dentro l’essere nelle emozioni! Non ho più il cielo nei miei occhi, non l’ho perso: lo vivo ancora e sento che è la mia libertà di pensiero in uno spazio libero senza limiti per tutti. L’infinito non ha porte e non attraversa finestre. L’infinito non ha mura che lo contengono perché l’infinito è senso di distanza, del lontano molto lontano, del vicino molto vicino. L’infinito è il mio corpo ed io sento l’infinito che vivo.

L’infinito esclude, non è quello che vedo. L’infinito non è spazio, ma un sentire senza limiti. L’infinito nasce dentro mio corpo, nasce nella mente e diventa mondo solo quando trova le parole, l’infinito è pensiero nelle parole, voce nelle emozioni, forza di essere oltre la vita nel cielo libero. L’infinito è la mia inquietudine di vivere nella terra della luce bianca, è la terra dell’inizio della luce dell’alba rosa d’oriente che nasce ad est “Punta Palacia” di Otranto per noi testimoni dell’est di Europa. L’infinito è il tramonto del sole quando si spegne il giorno e comincia la notte. L’infinito è la mia voglia di mettere le mani nel cielo, sentire con le dita l’azzurro e scoprire il sapore dell’aria; infine l’infinito è quello che non vedo, ma che non ho perso perché l’infinito sono io.

Così il poeta Giacomo Leopardi:

“...sedendo e mirando interminati spazi di là da quello, e sovrumani

silenzi, e profondissima quiete

io nel pensier mi fingo; ove per poco

il cor non si spaura...”

In questi versi c’è da parte mia tutto il desiderio di fotografare l’infinito. In questi versi c’è forza, c’è carica vera del sentire di scoprirsi ed essere preso dall’infinito nel silenzio, viaggiando nei colori e nelle barriere delle forme, correre oltre le emozioni, sentire nel corpo tutto l’infinito come libertà. Il cieco fotografa la voce del silenzio che sa parlare di tutte quelle pagine che sono la storia del nostro essere dentro la luce, che nel tempo ci fa abitare i luoghi. L’infinito è una fotografia fatta a occhi chiusi, senza il bisogno di vedere ma solo con il bisogno di sentire l’infinito. Così l’infinito è un viaggio nelle emozioni di incontri, di silenzi, di solitudine; insomma l’infinito è il fiume della vita.

Le foto dell'autore fanno parte della mostra personale "Fotografare l’infinito" che sarà esposta nel mese di luglio 2017 al Cinema del Reale del comune di Specchia (Le) un paese che fa parte della bellezza dei Borghi d’Italia.

Chi è | Luigi Mangia

Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per ciechi Anna Antonacci che custodisce un patrimonio particolare e unico costituito da libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Un tempo questa biblioteca era di grande utilità per gli studi di musica dei non vedenti. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) nella seconda metà d luglio di ogni anno e partecipa al direttivo del Locomotive Jazz Festival in cui cura la musica nel sociale, è presidente di una associazione locale Boy’s sport arte e cultura e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja in cui segue il teatro sociale ed il teatro nella scuola.

#LuigiMangia #GiacomoLeopardi #PierPaoloPasolini

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