• Laura Cavalieri Manasse

L'architetto più grande è la natura. L'utopia realizzata di Friedensreich Hundertwasser


L'architetto viennese Hundertwasser è stato un ambientalista pacifista, le sue idee e soprattutto le sue opere hanno fatto di lui uno dei precursori del movimento mondiale ecologista

Termovalorizzatore di Spittelau, Vienna | Photo © Juliane Jacobs

E tu la chiami architettura? Lascia che ti spieghi un paio di cose. Anzi, una sola. L’architetto più grande è la Natura. Copia da lei. Hai mai visto una linea retta in Natura? No? Ci sarà un perché, non ti pare? Hai mai visto due alberi esattamente uguali? O due rose? E non ti chiedi il perché? La Natura non è mai uguale a se stessa eppure, nella sua continua variazione, è sempre in equilibrio. [...] E uno ti dovrebbe pure pagare per questo? Ma mettiti a costruire presepi, va’! Le case che hai fatto con la squadra e il righello sono brutte. Perché innaturali e inumane. Immorali. Bisognerebbe raderle al suolo, cancellarne anche il ricordo. Ma non si può. E allora almeno corriamo ai ripari. Vuoi dei consigli? Te li regalo. Ti dico io qual è lo scopo dell’architettura. È creare spazi per essere felici. E ti dico anche quali sono gli ingredienti della felicità. L’equilibrio, la libertà, la luce, il colore, l’armonia e la relazione. Copia dalla Natura. Dipingi lingue di colore fuori dalle finestre e lascia che ogni inquilino si scelga i suoi colori. [...] Dipingi con il rosso, il blu, l’oro, disegna onde e spirali, smussa gli angoli, crea dislivelli, abbatti le pareti interne, allarga le finestre, falle diverse l’una dall’altra, fa che possano ballare. Le finestre [...] devono pur dire qualcosa di te. Io che dalla strada guardo il tuo palazzo devo riconoscere qual è la tua finestra. Non può essere uguale a cento altre, così come tu non sarai mai uguale a nessun altro...

Hundertwasserhaus, Vienna | Photo © Timo Gronlund

Queste le parole di Friedrich Stowasser, rinominatosi Friedensreich Regentag Dunkelbunt Hundertwasser, e conosciuto anche come il “medico dell'architettura”. Nato a Vienna nel 1928, prima che architetto e artista, Hundertwasser è stato un ambientalista pacifista, le sue idee e soprattutto le sue opere hanno fatto di lui uno dei precursori del movimento mondiale ecologista. Nei suoi manifesti ha dichiarato “malate” le città. [...] Riteneva che ogni persona “regnasse a casa propria” e per questo ha costruito favolose cupole sopra ai sui edifici, e ha sempre inserito nei suoi progetti luoghi, per giovani e bambini, dove poter giocare in libertà, proponendosi come avanguardista della bioarchitettura e inglobando nei suoi edifici gli alberi e i materiali naturali: così dalle finestre delle sue abitazioni viennesi spuntano i rami di alberi che non sono stati abbattuti per fare spazio alla casa e sui tetti, i giardini pensili hanno la vegetazione che cresceva in quei luoghi.


Nel 1983 a Vienna ha realizzato “l'Hundertwasserhaus”, un autentico prototipo di social housing costituito da 52 appartamenti per 150 persone meno abbienti, con negozi, un ristorante, un parco giochi per bambini, una palestra, 16 terrazze private e 3 comuni. [...] I costi e i tempi di costruzione di questo progetto, interamente pubblico, sono stati regolari e nel pieno rispetto delle normative comunali. Ancora oggi il Comune di Vienna gestisce il complesso e lo affitta al prezzo di € 5 al metro quadro a nuclei familiari disagiati, soprattutto quelli in cui ci siano artisti. L’Hundertwasserhouse è stato costruito con materiali ecologici: mattoni di argilla per i muri, infissi in legno, ceramica per i pavimenti, colle, vernici, tende e tappeti tutti di origine naturale.

Hundertwasserhaus, Vienna | Photo © Juliane Jacobs

[...] Per lui l'architettura doveva essere organica e irregolare, più attinente alla natura che alla logica, sosteneva che “il pavimento piatto non va bene per l’uomo”, perché camminando sulle superfici piane si perde il contatto naturale con la terra, con gravi ripercussioni sull’equilibrio fisico e mentale. È sembrato un filosofo metafisico quando è arrivato a teorizzare i ‘diritti delle finestre’, che per lui erano molto più importanti delle pareti murarie. Hundertwasser aveva sposato le teorie di un altro pioniere dell’edilizia ecologica, Karl Ernst Lotz, e come lui sosteneva che “L’uomo è avviluppato in 3 strati: la sua pelle, i suoi vestiti ed i muri della casa. Le finestre sono il ponte tra l’interno e l’esterno, sono come i pori della pelle. Le finestre sono l’equivalente degli occhi.” [...] perciò ogni finestra doveva avere una sua storia, così l’artista disegnava, in ogni immobile una finestra diversa dall’altra, per dimensione, colore, e decorazione.

Hundertwasserhaus, Vienna | Photo © Juliane Jacobs

Friedensreich Hundertwasser è morto il 19 febbraio 2000 e ha lasciato dietro di se manifesti, quadri, libri e moltissime costruzioni che hanno caratterizzato i luoghi in cui sono state costruite, rendendoli unici per i loro colori vivaci, le forme oniriche, bislacche ma perfette per chi vi abita, le cupole a cipolla dorate, come degli improbabili minareti confusi nel profilo di austere città nordiche e tetti verdi, con alberi e vegetazione al posto delle tegole. A mio avviso però, tutto l'amore per il prossimo e l'anima ecologista di Hunderwasser sono rappresentati dal termovalorizzatore e inceneritore dei rifiuti che lui ha progettato e realizzato a Spittelau, nel centro di Vienna, lungo il canale del Danubio, di fronte alla Wirtschaftsuniversität, l’Università di Economia, in prossimità degli Ospedali Generali, a pochi minuti a piedi dal Ring, cuore della capitale austriaca. Vienna, bruciando qui i suoi rifiuti, per circa 260.000 tonnellate, riscalda gratis i vicini Ospedali Generali e, poiché il calore fabbricato basta e avanza, anche 60.000 abitazioni.

L'abito sgargiante che gli ha cucito Hundertwasser, le sfere luccicanti di mosaico dorato, i suoi giardini pensili, ne hanno fatto un monumento all' architettura, visitato annualmente da migliaia di turisti, ma la grandezza di questo progetto è rappresentata dal risparmio economico e dalla sicurezza sociale: i tecnici verificano costantemente che i vapori che escono dalla ciminiera dorata non siano tossici, un controllo che tutti possono fare per conto proprio, dato che i valori delle emissioni sono aggiornati in tempo reale, e vengono pubblicati ogni 30 minuti, su internet.

Estratto dall'articolo pubblicato su ArtApp 19| IL LUOGO

Chi è | Laura Cavalieri Manasse

Segue la redazione del semestrale ArtApp e della sua piattaforma on-line, senza rinunciare a scrivere degli articoli sugli argomenti che l'appassionano, come la fotografia o il teatro. Collabora come editor per alcune case editrici e con tutti coloro che le chiedono un consiglio che li aiuti a scrivere in modo corretto e interessante.

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