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From Mosul to Palmyra, la ricostruzione 3D dei siti distrutti da guerra e fanatismo


Il Museo Bundeskunsthalle di Bonn ospita fino al 30 novembre una esposizione che mostra le ricostruzioni digitali di questi posti, offrendo un'immagine virtuale di quello che si potrebbe realizzare per riportarli al loro antico splendore

Immagine in 3D della Moschea Al-Nouri a Mosul, Irak | © UNESCO - IMA

Mosul, Aleppo, Palmyra, Leptis Magna - i nomi di queste città risuonano come simboli della leggendaria cultura patrimonio di antiche civiltà, ma anche come simboli di distruzione sfrenata delle loro vestigia da parte del fanatismo e della guerra. La mostra si avvale di un progetto virtuale all'avanguardia, che presenta delle ricostruzioni in 3D che mostrano le rovine di queste leggendarie città mondo antico tornare alla vita. Le animazioni consentono ai visitatori di conoscere il passato e la storia della loro distruzione per meditare sulla possibilità della loro ricostruzione. La presentazione fa luce sulla cultura e sulla diversità religiosa dei siti del patrimonio culturale del Medio Oriente e del Nord Africa e sulla loro posizione al centro di una stretta e vibrante rete di scambi tra tre continenti.

Shrine of Imam Awn al Din a Mosul, Irak | © UNESCO - IMA

Mosul, nell'odierno Iraq, era l'antica Ninive mesopotamica; Aleppo, nell'attuale Siria, ospita molti tesori architettonici di vari imperi musulmani, dagli omayyadi agli ottomani. Palmyra, anche nell'attuale Siria, è chiamata la Perla d'Oriente con i suoi edifici greco-romani. Leptis Magna, oggi in Libia, fondata dai Fenici, è passata alla storia come la "Roma africana". Questi siti del patrimonio storico, culturale e religioso mondiale sono anche il simbolo della recente distruzione fanatica da parte dei seguaci dell'Isis. L'esposizione mostra le ricostruzioni digitali di questi posti, offrendo un'immagine virtuale di quello che si potrebbe realizzare per riportarli al loro antico splendore.

Minareto di Umayyad, Moschea di Aleppo, Syria | © ICONEM DGAM

Per presentare questa mostra, curata da Aurelia Clemente-Ruiz, al Museo Bundeskunsthalle di Bonn, l'Institut du Monde Arabe (IMA, Parigi) ha unito le forze con la start-up francese ICONEM pioniera nella digitalizzazione di siti a rischio, che ha prodotto ricostruzioni virtuali all'avanguardia basate su modelli 3D estremamente accurati che combinano immagini riprese da droni, ricerche archeologiche e dati elaborati con nuovi algoritmi. Brevi film documentari introducono i visitatori alla conoscenza delle persone che hanno lavorato alla conservazione del patrimonio architettonico per anni: archeologi, conservatori e locali che si impegnano a salvaguardare la ricca e diversificata storia della loro casa. Alla fine della loro visita, in una presentazione che è stata sviluppata soprattutto per questa mostra, i visitatori possono esplorare sei dei siti iconici del mondo arabo distrutti e attualmente inaccessibili con l'aiuto delle immagini proiettate sugli schermi realtà e l'ausilio delle voci narranti ascoltate negli auricolari.

«La parziale distruzione dell'antica metropoli di Palmyra ha scioccato il mondo intero.

La guerra devastò parti di Mosul e Aleppo e decimò le popolazioni delle città. Le rovine di Leptis Magna non sono state colpite dal caos, ma anche loro sono in pericolo. L'UNESCO, che sta collaborando con l'Institut du Monde Arabe in questa mostra, ha inserito diverse di queste città nell'elenco dei siti del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Sono più che semplici pietre, sono la nostra eredità condivisa. Cittadini di tutte le fedi, archeologi e curatori hanno lavorato insieme e continuano a farlo, mano nella mano, per proteggere, preservare e ricostruire questi posti. Come si può avere un'idea del significato e del valore di questo patrimonio culturale arabo? Come si può trasmettere la magnificenza e lo splendore di questi antichi siti e il trambusto nei suoi centri urbani? Per rispondere a queste domande, l'Institut du Monde Arabe ha fatto un passo senza precedenti: allestire una mostra senza oggetti, una mostra digitale basata sulle immagini proiettate sullo schermo che accompagnano i visitatori in un viaggio virtuale nel profondo cuore di quelle città distrutte, potendo vederle con le ricostruzioni dei loro tesori, come quella del tempio di Baalshamin a Palmira o della moschea omayyade di Aleppo che consentono ai visitatori di sperimentare la bellezza di questi antichi monumenti e per contemplare il significato e la fragilità di questo patrimonio culturale che speriamo di preservare e trasmettere alle generazioni future.»

Jack Lang Presidente dell'Institut du Monde Arabe

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