I paesaggi sonori di "Body & Sound"


Un video-spettacolo che sarà in scena a Milano al Palazzo del Cinema (Anteo) nell'ambito della "Rassegna Internazionale JAZZMI" a novembre

Photo © Alberto Nacci | ajpstudios - Polo Tecnologico di Dalmine - BG

Body&Sound é un video-spettacolo scritto e diretto da Alberto Nacci, nel quale vengono presentati 9 cortometraggi in b/n realizzati con la collaborazione di Gabriella Mazza (voce), Marco Gamba (contrabbasso), Claudio Angeleri (pianoforte), Claudio Fasoli (sax soprano), Giulio Visibelli (sax tenore), Marco Giovanetti (pianoforte), Stefano Bertoli (batteria), Sergio Arturo Calonego (chitarra acustica), Israel Varela (piano,voice&drums), LEG'GIO Quartet composto da Elena Biagioni (voce), Caterina Comeglio (voce), Paola Milzani (voce), Simona Zambetti (voce). Le musiche dello spettacolo sono di Gershwin, Fasoli, Angeleri, Visibelli, Bartok, Bertoli, Calonego, Comeglio, Varela.

Dopo numerosi premi ricevuti a Hollywood, Los Angeles, Bellingham, Melbourne e in Alaska, Body&Sound approda il 6 novembre a Milano al Palazzo del Cinema (Anteo) nell'ambito della prestigiosa Rassegna Internazionale JAZZMI. All'evento parteciperanno importanti jazzisti al mondo, da Lee Konitz a Al Di Meola, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Bill Frisell, Mike Stern, e con un video-spettacolo in cui la musica diventa immagine.

La relazione che si crea fra un musicista e il suo strumento musicale é complessa, continuamente mutevole, talvolta imprevedibile, anche dopo decenni, è sempre intensa, profondamente legata alle vibrazioni che attraversano il pensiero e il corpo del musicista. Body & Sound è una “indagine” sulle relazioni fra i musicisti e i loro strumenti musicali, pianoforte, chitarra, batteria, voce, contrabbasso e sax, ottimi musicisti hanno accettato di lavorare in uno studio di registrazione in condizioni particolari, ponendosi in una relazione esclusiva con il proprio strumento in un ambiente completamente oscurato e privo di interferenze sonore con l'esterno. Lo spazio “fisico” della sala di posa dello studio é stato ogni volta un luogo diverso che ogni musicista, con il suo strumento, ha dilatato, o ristretto, con la produzione di suoni che evocano immagini, colori, emozioni, vibrazioni sempre diverse.

La chiave interpretativa di questo fenomeno dipende dalla complessa relaz