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I Problemi dell'Immigrazione. Discorso del Senatore Paolo Riani


In occasione di NON HO PAURA DELL’UOMO NERO che OCRA sta realizzando a Montalcino, riproponiamo il testo del Senatore Paolo Riani, del 1995, quando il fenomeno dell’immigrazione clandestina era agli inizi

Photo © Paolo Riani

La questione della immigrazione clandestina si alimenta di grandi problemi irrisolti, che la nostra società rimuove sistematicamente dalla propria coscienza perché scomodi e imbarazzanti.

Tutti noi sappiamo che i risultati di una azione o di una omissione possono provocare conseguenze che si evidenzieranno in momenti e luoghi molto distanti, tanto da essere a prima vista non riconducibili a quell’azione od omissione lontana che abbiamo dimenticato.

Il dramma della immigrazione clandestina appartiene esattamente a questa categoria di fenomeni: esso infatti si appalesa nelle nostre città, lungo le nostre strade, nei nostri parchi, in forme così estreme e spaventose da risultare insostenibili per chiunque vi si imbatta. E questa drammatica situazione provoca in noi la volontà di rimuovere il problema ripulendo quelle città, quelle strade, quel parco.

Ma questi interventi, peraltro inevitabili, servono solo per rimuovere il problema dalla nostra coscienza di cittadini di un mondo che oggi si trova nella scomoda parte di chi viene chiamato a saldare un conto che aveva dimenticato di aver aperto. Questo conto i paese più sviluppati lo hanno aperto nei confronti del resto del mondo, laddove i tre quarti della popolazione mondiale vive in prossimità del limite minimo di sopravvivenza.I fenomeni di sfruttamento che oggi abbiamo sotto gli occhi sono la conseguenza delle scelte che sono state fatte in tema di modelli di sviluppo del Terzo mondo, in tema di redistribuzione delle risorse planetarie, in tema di appoggio politico a regimi criminali. Le politiche di contenimento dei flussi migratori delle popolazioni del Terzo mondo non sono in grado di risolvere praticamente nessuno dei problemi che si stanno affacciando alle nostre porte. La crisi dei sistemi socialisti ha creato poi, anche all’interno dell’Europa una situazione di estremo disagio per grandi segmenti di popolazione che si trovano oggi, dalla Russia alla Polonia, dalla Romania all’Albania, nella condizione di non avere alcuna prospettiva per il futuro.

Come conseguenza di queste situazioni generali, un numero sempre crescente di persone, in prevalenza giovanissime, divengono oggetto di un mercato internazionale che non può essere considerato umano. Tutto ciò deriva dallo squilibrio democratico ed economico in cui si trovano a vivere interi popoli anche a noi vicini come l’Albania, in cui la crisi del regime comunista insieme a cinquant’anni di dittatura ha prodotto una situazione disperata della quale si nutrono le mafie internazionali. Questi elementi devono essere al centro dell’attenzione di tutti i governo degli stati occidentali, poiché fenomeno dello sfruttamento viene ad assumere caratteri simili in tutti i paesi più sviluppati: in Germania con l’immigrazione polacca e turca, in Francia con l’immigrazione maghrebina, in Usa con quella Centro-americana. Occorre prendere coscienza che il problema dello sfruttamento e della criminalità non si risolve più solo con interventi legati all’emergenza locale, ma che occorre ripensare al rapporto che i paesi più sviluppati devono instaurare con i paesi del Secondo e del Terzo mondo...

Inoltre, ed è forse il punto più qualificante, occorre capire che gli errori in materia di interventi strutturali sulle risorse economiche e sui modelli di sviluppo non si evidenzieranno più lontani da noi, ma saranno evidenti davanti alla nostra porta di casa e condizioneranno la nostra vita insieme

a quella dei nostri simili. Ma su un altro punto bisogna essere chiari: la gestione dell’emergenza immigrati non può essere improntata al pressappochismo di amministratori che, non avendo gli strumenti culturali per risolvere adeguatamente la situazione finiscono per prendere decisioni punitive per le città che non risolvono ma semmai aggravano il problema dell’assistenza agli extracomunitari. La soluzione di questi problemi sta in un nuovo modo di concepire la diversità etnica e culturale, in un nuovo sistema di rapporti con i paesi in via di sviluppo, in una decisa svolta nella politica del mondo occidentale e dell’Europa in particolare.

Una svolta che sia capace di dare segnali di concreta speranza per i governi dei paesi che operano nella direzione indicata dagli organismi internazionali e che costituisca una vera chiusura con i regimi criminali che nutrono la propria sete di potere con gli opportunismi e della indifferenza della politica occidentale. È una strada difficile ed ha un inconveniente che ha causato fino ad oggi la sua scarsa applicazione: non paga in termini di risultati immediati, anzi è spesso impopolare, tanto che la classe dirigente tende a non considerarle ai primi posti fra le priorità.

E questo sarà l’errore più grave con cui dovremo misurarci all’inizio del terzo millennio.

Senatore Paolo Riani, luglio 1995

#PaoloRiani #Immigrazioneclandestina #TerzoMondo #SenatodellaRepubblica #Extracomunitari

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