• Sandra Maria Dami

Il bisogno della memoria


Casa della Memoria al Futuro: la scuola rurale dismessa di Maiano Lavacchio in Maremma, e la sua sfida in avanti

Scuola dismessa di Maiano Lavecchio, Photo © Studio Archos

Esistono luoghi che mantengono la loro importanza anche da ruderi; la scuola rurale di Maiano Lavacchio in Maremma, oggi richiamata Casa della Memoria al Futuro, è uno di questi. Qui, nel silenzio di una natura incontaminata e contaminante il pensiero, vive una memoria coraggiosa in grado di arginare la dimenticanza dando nuova luce anche al ricordo più doloroso. Il presente è una sfida in avanti e la memoria una vocazione che porta in sé il germe di una cultura resiliente. Si parte dal ricordo del 22 marzo 1944, giorno in cui undici giovani uomini vennero uccisi dalle milizie fasciste della Repubblica Sociale Italiana, si sradica ogni rancore e si progetta. Si ipotizza e si costruisce nuove prospettive. Si risponde alla violenza di un passato con la creatività di un presente pronto a mettere radici nel futuro.

«La memoria è un diritto per i giovani che si traduce in dovere per gli adulti, e su di essa non si mente», così ha presentato il progetto di ristrutturazione della scuola dismessa, l’Architetto Edoardo Milesi; progetto da lui donato, e promosso dall’ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea) unitamente al Comune di Magliano in Toscana e alla Regione Toscana, ad associazioni di rappresentanza, sindacati ed ANPI, imprenditori, professionisti e artisti. La Casa della Memoria al Futuro sarà un luogo di relazioni umane, di riflessioni, di sviluppo del pensiero critico, e d’incontro fra Storia e Arte. Avrà un impatto concreto sul territorio, sfidando ogni vanità generazionale. Come buona parte dei progetti non è trascurabile la parte fredda: il cantiere è partito a settembre 2018, occorrono fondi e buona volontà per essere portato avanti, anche se il luogo è già serbatoio di energia umana. Gli artisti rispondono sempre all’appello della solidarietà. In quaranta, tra i nomi più importanti del panorama maremmano, e non solo, hanno già esposto le loro opere, oggi in Galleria Pascucci -centro Grosseto -, come contributo volontario al progetto.

© Il Tirreno

Tra queste, "L’affondo" (acrilico su cartone telato) di Armando Orfeo, artista visionario e dal genio curioso, ben immagina con il suo omino in rosso proteso verso un orologio dalle lancette tentacolari, la possibilità di sfidare il tempo, e sintetizza la bellezza di una mostra che merita attenzione. Marc Bloch, storico illuminato, nella sua "Apologia della Storia", sostiene che «la conoscenza del passato è cosa in evoluzione, che senza posa si trasforma e si perfeziona. A chi ne dubitasse, basterà ricordare tutto ciò che, da poco più di un secolo, è accaduto sotto i nostri occhi. Immensi settori di umanità sono usciti dalle brume.» La Casa della Memoria di Maiano Lavacchio in Maremma è una piccola grande cosa in evoluzione, perché di uscire dalle brume non si smette mai, e il viaggio della conoscenza è sempre all’inizio.

Chi è | Sandra Maria Dami

Tutor dell’apprendimento e consulente di metodo allo studio, ha collaborato al progetto pilota Aliforti, integrazione fra le risorse della scuola e del sistema della formazione professionale. Per la Caravellaeditrice ha pubblicato lo pseudo-romanzo La cartella di cuoio e il racconto Miele di Lavanda. Attualmente impegnata nella ricerca di nuovi metodi dell’apprendere fra saperi e pratiche, senza mai dimenticare la cura per i libri e la scrittura.

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