Il Festival delle Orestiadi di Gibellina a cinquant'anni dal terremoto del Belice


La manifestazione siciliana ricorda il drammatico terremoto del 1968, che rase al suolo la città di Gibellina, con numerosi spettacoli di artisti famosi

La 37° edizione del Festival delle Orestiadi di Gibellina, con la direzione artistica di Alfio Scuderi, sarà un’edizione speciale, segnata dal ricordo doloroso quanto “straordinario” del terremoto del 1968, testimoniato da artisti tra i quali Alessandro Haber, Stefano Accorsi, Marco Baliani, Silvia Ajelli, Emilio Isgrò, Francesca Benedetti, Paolo Briguglia, Filippo Luna, Vincenzo Pirrotta, Claudio Gioè e Leo Gullotta. Attraverso la memoria, la narrazione e la storia, gli artisti guideranno idealmente gli spettatori nel ricordo del cinquantesimo anniversario del terribile terremoto che distrusse la città di Gibellina, a testimonianza del fatto che la cultura può stimolare la crescita del territorio, in particolare nei momenti più difficili. Verrà ricordato il drammatico terremoto del 1968 che rase al suolo la città, ma anche il travaglio politico e sociale di quello stesso anno, un vero e proprio terremoto culturale. Sarà un’edizione emotiva che vuole rafforzare l’identità delle Orestiadi attraverso l’unicità dei suoi progetti, confermando Gibellina come uno dei poli principali dell’arte contemporanea in Sicilia.

Le Orestiadi, “defibrillatore culturale”, per raccontare la contemporaneità come linguaggio vivo e in divenire, attraverso performance originali. "La Lunga Notte del contemporaneo" è il grande evento performativo d’apertura previsto sabato 7 luglio, con Alessandro Haber e Mario Bellavista, Gianni Gebbia e Giovanni Scarcella, Igor Scalisi Palminteri e Angelo Cicurella, la Compagnia Franco Scaldati. Gli artisti accompagneranno il pubblico dal tramonto fino a notte per festeggiare i linguaggi dell’arte contemporanea: quattro performance inedite, immaginate e costruite per Gibellina, in occasione di Manifesta 12. Domenica 8 luglio si entra nel vivo di uno dei temi principali del Festival, “#ClassicoContemporaneo”, un adattamento originale dell’Orlando Furioso con Stefano Accorsi, sotto la Montagna di sale di Paladino. Dal 9 al 13 luglio un evento di teatro sensoriale, un laboratorio creativo con performance finale a cura dei fondatori del Teatro de Los Sentidos di Barcellona, costruito nel Giardino degli Odori del Baglio di Stefano. "La Gibella del martirio", primo testo rappresentato alle Orestiadi, il 15 luglio sarà letto dal suo autore Emilio Isgrò e da Francesca Benedetti, protagonista della prima messa in scena, con le musiche originali di Vincenzo Pennisi. Il 19 luglio le Orestiadi ricordano Paolo Borsellino attraverso due progetti di teatro civile: "Parole d’onore" e "Mala’ndrine".