Il Monte degli Ulivi a Riesi


Spunti per una nuova concezione sociale dell'abitare a poco più del centenario della nascita dell'architetto fiorentino Leonardo Ricci

Villaggio di Monte degli Ulivi a Riesi | Photo © Emanuele Piccardo

I modi di costituirsi della presenza umana negli agglomerati e nel territorio sono individuabili soprattutto attraverso la lettura dei fatti edilizi. E i modi di trasformazione, di lavorazione e di impiego – le tecniche, in una parola - dei materiali usati nel costituirsi di queste attività, sono diverse a seconda dei contesti geografici, economici e sociali. È interessante notare che molte tecniche economicamente valide nascono nelle società povere, dove esiste il bisogno di risultati efficienti a basso costo. Tecniche che in seguito vengono adottate dal sistema. Oggi si capisce come le tecniche e i materiali in rapporto alla costruzione e viceversa, sono interdipendenti e come tale fatto sia il risultato di abitudini culturali. Quando, tra il 1963 e il 1967 Leonardo Ricci progettò e realizzò, per il Pastore valdese Tullio Vinay, un centro comunitario a due chilometri da Riesi, in Sicilia [...].

Viney, per il quale Ricci aveva già realizzato (tra il 1946 e il 1947) il centro comunitario “Agape”, sulle Alpi Cozie, commissionò all'architetto fiorentino la creazione di un nuovo villaggio per una comunità in una zona in cui, al suggestivo scenario naturale si affiancava una disarmante e degradante povertà. Il luogo designato era un bellissimo colle acquistato da Viney stesso e coltivato ad ulivi, non distante dalla grande borgata. I materiali e le tecniche da utilizzare dovevano essere quelle locali, dettate dalla tradizione, ma in forme nuove. L'obbiettivo preposto era quello di dare una speranza nuova in un posto disperato, organizzando, attraverso l'architettura, un modello di spazio abitativo per delle persone abituate a vivere in maniera ancora quasi primitiva. [...]. Viney intendeva offrire, a quelle persone, un modo di vivere sociale e dignitoso che fino ad allora era stato negato loro.