• Luigi Mangia

Il teatro dei luoghi, finibus terrae


Piazza Carducci, a Lecce, è stata una una tappa del Festival del Turismo Culturale 2017

Settembre è stato il mese dei festival nelle città del turismo culturale; Lecce ha il suo: “Teatro dei luoghi finibus terrae”. La Piazzetta Carducci, nel borgo antico della città, si è trasformata, diventando un teatro, liberandosi dal disagio dei giovani che di notte animano quel borgo antico.

A stupire, in quell'occasione non è stata la forza del teatro, ma la creatività di ottanta bambini che con il loro entusiasmo hanno trasformato la piazza in un campo di fiori colorati. I bambini sono una forza, sono il risveglio di un luogo e sono la fantasia che declina il tempo ordinato, in cui il passato e il futuro non sono distanze e non sono rottura del presente. Il lavoro di un bambino non è merce, ma atto creativo risultato di un gioco. Il bambino è l’artista dei luoghi.

Lui non lavora, ma “capolavora”: il lavoro dei bambini è sempre un capolavoro di arte, bellezza e genialità libera.

“L’infiorata” è stata una rappresentazione teatrale e un'installazione impegnativa durata quattro ore che ha previsto la collaborazione degli adulti, aperta al coinvolgimento del pubblico presente, così la piazza è diventata un teatro: la voce dei bambini è stata l'armonia e il sole ha voluto partecipare come attore, assecondando il lavoro dei ragazzi, esaltando le forme e i colori dei fiori, frutto della sapienza di mani esperte e della fantasia creativa dei bambini. Nel teatro della libera creatività non conta l’età, non c’è il peso dei ruoli, il vantaggio del colore della pelle, la superiorità della lingua. Esiste solo la voglia di fare: di essere artisti del futuro, bello da vivere oltre le barriere delle differenze sociali e culturali. Prima si è fatto un disegno con il gesso, poi la composizione dei fiori con segature colorate a disposizione delle sapienti mani di tutti, per realizzare il fiore della società che accoglie, vive e fa festa del volto dell’Altro.

Nel “loto” la scelta e il senso della pedagogia sociale del teatro dei luoghi, fatta dal Teatro Koreja. Il teatro è forza che interroga il nostro tempo. Non chiude le porte al confronto. Annulla le età. Supera il ruolo dei paesi. Vince la paura del colore della pelle. Rinuncia alla superiorità della lingua: tutto questo è stato la festa dei fiori, grazie ai bambini che sono le radici del fiore che accoglie e commuove col suo profumo l’uomo nuovo. Grazie a loro siamo stati coinvolti nella festa del rinnovo di un luogo abbandonato al degrado come piazza Giosuè Carducci di Lecce, città del barocco italiano.

Chi è | Luigi Mangia

Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per ciechi Anna Antonacci che custodisce un patrimonio costituito da libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) e partecipa al direttivo del "Locomotive Jazz Festival" in cui cura la musica nel sociale. È presidente di "Boy’s sport arte e cultura" e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja in cui segue il teatro sociale ed il teatro nella scuola.

#LuigiMangia #Lecce #TeatroKoreja

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