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In the picture. Ritratti di Artisti

Oggi si dice “selfie”, nel secolo scorso era conosciuto come “autoritratto”, un genere unico che mostra la tecnica e la bravura di un artista che ci offre la sua immagine

"Autoritratto con orecchio fasciato" Vincent van Gogh, 1889 | Courtauld Gallery, Londra (dettaglio)

Una mostra con un link alla nostra contemporaneità in corso al Van Gogh Museum di Amsterdam. "In the picture. Ritratti di Artisti", fino al 24 maggio 2020, ci offre infatti una prospettiva unica sulla vita di Van Gogh stesso e di tanti suoi contemporanei. L’autoritratto è infatti un genere unico perché non solo fa notare la tecnica e la bravura dell’artista ma soprattutto perché ci mostra come l’artista si vedeva e soprattutto voleva essere visto. Non facciamo questo anche noi tutti i giorni con i nostri ricchi di filtri e angolazioni particolari? Chi e come ci vogliamo mostrare agli altri? Questa è la domanda sottesa in tutta la mostra che comprende capolavori provenienti anche da altri musei. La punta di diamante è sicuramente rappresentata dall’"Autoritratto con orecchio fasciato" di Van Gogh proveniente dal Courtauld di Londra, l’unico appeso su una parete dal colore scuro che fa da perfetto contrasto ai colori dell’opera (tutte le altre opere di Van Gogh e contemporanei hanno una background candido che alla mostra un’aria decisamente fresca e primaverile, ma anche intima di pareti di casa).



"Uomo con la pipa", Gustave Coubert 1846 | Museo Fabre, Montepellier

Il quadro, dipinto pochi giorni dopo il rilascio dall’ospedale seguito alla mutilazione, mostra un artista desideroso di iniziare nuovamente a dipingere (un cavalletto sullo sfondo lo testimonia) immerso nella sua stanza della famosa casa gialla con alla parete una stampa giapponese fonte di grande ispirazione per il pittore. Nella mostra comunque non solo Van Gogh: ben 75 ritratti offrono un'immagine versatile della ricchezza di autoritratti e ritratti che gli artisti si sono fatti l'un l'altro nella seconda metà del XIX secolo e all'inizio del XX secolo. Temi come l'identità e la formazione dell'immagine sono centrali. La mostra riunisce grandi nomi e nuovi volti. Oltre ai ritratti di Vincent van Gogh, sono in mostra anche opere di Edvard Munch, Gustave Courbet, Francis Bacon e Helene Schjerfbeck. Inoltre, "In the Picture" presenta opere di artisti moderni e contemporanei che sono stati ispirati dagli autoritratti di Van Gogh.



"Autoritratto all'inferno ", Edvard Munch 1903 | Munchmuseet, Oslo (dettaglio)


La mostra consacra anche l’autoritratto di Van Gogh acquisito nel 1910 dal Nasjonalmuseet di Oslo di cui dagli anni ’70 era messa in discussione la sua autenticità visto che la provenienza non era completa e lo stile e il colore dell'opera non erano visti come caratteristici di Van Gogh. Inoltre, non vi era chiarezza tra gli intenditori circa la data esatta di origine. Arles, ma anche Saint-Rémy-de-Provence e Auvers-sur-Oise sono stati citati come luogo di origine. Dopo una vasta ricerca tecnica e stilistica, il Museo Van Gogh è giunto a questa conclusione: Van Gogh dipinse l'autoritratto presso l'istituzione Saint-Rémy alla fine dell'estate del 1889, dopo una grave crisi psicostica. L’autoritratto datato 1889 è mostrato In the Picture, la mostra interamente dedicata al ruolo e al significato del ritratto dell'artista. L'opera tornerà quindi a Oslo, dove sarà esposta in modo permanente una volta che il nuovo Nasjonalmuseet verrà aperto nella primavera del 2021.





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