• Stefano Semeria

IRA, la ricerca della verità


IRA è il terzo lungometraggio del regista Mauro Russo Rouge, ideatore e direttore artistico del Torino Underground Cinefest. Il film è coprodotto da ArtInMovimento e Systemout

Guardando IRA, l’ultimo film di Mauro Russo Rouge sono molti i riferimenti cinematografici che vengono alla mente: Refn, Von Trier, Vinterberg, ma questa opera ha una identità propria che non vuole ispirarsi al passato, ma vive di una propria vibrante energia, questa energia è la verità. La narrazione di IRA è semplice e immediata: un ragazzo e una ragazza si conoscono, si frequentano, si innamorano. Quello che veste questa storia sono l’ambientazione e la realtà sociale: lei si prostituisce, lui lavora al mercato, entrambi vivono un una città grigia dai colori desaturati di giorno e carichi durante la notte, in una realtà lontana dalla rassicurante luce del sole.

La città è cornice e anche scatola dove i due personaggi vivono, la loro complicità è la base del film, creato senza preproduzione, senza una vera e propria sceneggiatura. La colonna sonora e la fotografia del film sono splendidi e aiutano a narrare una storia fatta di poche parole, di grande fisicità e sguardi. Le inquadrature rendono lo spettatore un terzo personaggio che segue le vicende dei bravissimi attori Samuele Maritan e Silvia Cuccu quasi sempre di spalle, spesso inquadrati molto da vicino, ma lontani. Anche nelle scene di sesso lo spettatore è presente, interno alla scena, a volte fuori fuoco, a volte concentrato su un particolare, ma sempre interno alla inquadratura, è proprio in queste scene che la regia di Mauro Russo Rouge dà il suo meglio, raggiungendo una eleganza cruda e allo stesso tempo sofisticata.

La pellicola, pur essendo incentrata completamente sui due personaggi, ci mostra la storia sempre da un punto di vista terzo, ci sentiamo dentro e fuori allo stesso tempo, nella scatola della città buia ci siamo anche noi, ma non possiamo realmente entrare nella intimità di questi due ragazzi che vorrebbero semplicemente amarsi nonostante tutto, nonostante la vita stessa. In una delle rare scene diurne è quando riusciamo a vedere un breve scorcio della loro anima, lei racconta un malinconico ricordo di infanzia e ci accorgiamo forse per la prima volta dei suoi bellissimi occhi chiari che si fondono con il cielo grigio che guarda. Lo sfondo è il fiume che scorre, ma anche la città di cemento, a ricordarci che si può navigare lontano, ma mai realmente liberi. La storia scorre spontaneamente davanti ai nostri occhi fino a un finale forse un po’ troppo prevedibile, ma che è proprio come la vita reale.

Quello che Mauro Russo Rouge e IRA ci insegnano è che si possono ancora fare film essenziali, con il giusto gusto per la sperimentazione, Film che funzionano perché al giorno d’oggi c’è ancora un piccolo spazio per l’amore, per la passione, per la luce nel buio e per la realtà nella finzione.

trailer: https://www.youtube.com/watch?v=wOD3rHJXUMg

Chi è | Stefano Semeria

Classe 1979, nato a Sanremo, ma cresciuto nella provincia di Arezzo, è un appassionato di cinema e della ricerca della bellezza in tutte le sue forme. Blogger e contributor per alcune riviste on line, è un libero professionista che si occupa di branding e di analisi di ricerca per privati e aziende

#StefanoSemeria #MauroRussoRouge #TorinoUndergroundCinefest #SamueleMaritan #SilviaCuccu #Sperimentazione

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