John Portman, un architetto americano

L'architetto neofuturista americano per eccellenza, raccontato in una pagina del diario dell'autore

Atlanta Marriott Marquis - Atlanta, USA - 1985


Nel 1972 ero professore associato alla Columbia University a New York. In quegli anni John Portman aveva già costruito i più famosi dei suoi alberghi con le grandi hall centrali coperte e i suoi centri commerciali che erano pezzi di città. San Francisco aveva l’Imbarcadero Center e Atlanta aveva Peachtree Center, i primi elementi di quello che poi sarebbe stata la downtown consolidata. A scuola si parlava di Portman: un personaggio discusso. Non piaceva all’AIA (American Institute of Architects) quel suo essere anche developer, per il mescolare le operazioni finanziarie alla progettazione. La maggioranza degli storici d’architettura lo criticava o lo ignorava per le concessioni al gusto corrente, che sembravano permeare le sue architetture destinate a un’utenza impreparata e poco sofisticata. Gli rimproveravano una certa disinvoltura nei dettagli che va con l’architettura realizzata velocemente, che deve comunicare una forte emozione in tempi necessariamente brevi. Non gli perdonavano gli alberi finti, gli uccelli a transistor, i laghetti artificiali all’interno degli edifici.


A me e ai miei studenti John Portman piaceva. Perché aveva coraggio e fantasia. Ci piaceva la scala dei suoi progetti, esperimenti che permettevano di verificare l’urgenza di una progettazione a scala urbana che avevamo dentro. Preferivamo queste doti all’intellettualismo sterile di certi miei polemici colleghi o all’anonimato di chi continuava nella direzione del “less is more”, approfondendone i freddi aspetti formali invece della rara poetica. La sua storia è indubbiamente singolare. I primi anni della sua carriera sono punteggiati da concorsi e da premi vinti con una facilità che lo rende noto alla cultura archi- tettonica contemporanea come enfant terrible che viene dalla provincia del sud degli Stati Uniti. Ma gli inizi dell’attività professionale sono difficili e ben presto Portman decide di abbandonare le vie tradizionali che producono le commissioni di lavoro, per affiancare la propria attività di architetto con quella di developer svolta con rara capacità e con un successo immediato.


Renaissance Center - Detroit USA,1973