• Angela Galli

Kairos o Kaos?


La Cibernetica cerca un legame tra la cultura scientifica e le altre discipline del sapere umano, il suo scopo è contrastare l’Entropia, che rivela il “disordine” di un sistema

Dal web

La sfida del nostro tempo è la necessita di riordinare il pensiero secondo nuove prospettive, linee guida che leghino tra loro le conoscenze nei diversi campi del sapere, cioè una trasversalità del sapere, la capacità di vedere le intime connessioni tra le varie discipline: mancano riflessioni, pubblicazioni, idee, nell’ambito della ricerca epistemologica. In questi ultimi anni notizie di cronaca ci mettono davanti un disagio sociale sempre più evidente, attacchi terroristici insensati, fondati su ideologie obsolete, violenze di genere inaudite, tutte le società umane, anche quelle apparentemente più evolute stanno slittando verso il caos. Il fenomeno senza dubbio è complesso come sono complesse le società umane in sé.

Non sembra che sia in atto un tentativo di affrontare il problema secondo le linee di questa complessità. Sembra che una parte del sapere e della cultura del mondo occidentale non arrivi alla massa e ai media. Se questa nuova epistemologia di cui si ha bisogno, oggi, per affrontare criticamente il presente non diventa tema di studio, di ricerca e di dominio collettivo, sarà inevitabile una retrocessione di tutte le società umane verso il disordine, il caos, cioè un aumento dell’entropia (informazione mancante). Con tutte le conseguenze già presenti in seme…

Su “Le Scienze” di gennaio 2016, c'è l'articolo scritto da Cèsar A. Hidalgo -professore associato in Arti e Scienze dei media, e ricercatore del MIT- dal titolo "Pianeta hard disk", in cui, partendo dai calcoli di un altro scienziato, Seth Lloyd -docente di informatica quantistica che nel 2002 pubblicò una formula per stimare il numero di bit che possono essere contenuti nell’Universo- si evidenzia come l’hard disk Terra sia povero di informazioni e come questo sia un male per la sua evoluzione e causa di dolore e sofferenza per l’umanità intera.

Nel 1948 Norbert Wiener, matematico al MIT, pubblica "Cybernetics or control and communication in the Animal and the Machine", fondando così la Cibernetica (dal greco kyberneticos o l’arte di pilotare una nave) Wiener si concentra sull’Entropia, il suo lavoro come quello di Shannon, deriva dalle importanti scoperte fatte da Boltzman in Europa agli inizi del ‘900 e di Gibb negli Stati Uniti, che introdussero la Statistica in Fisica.

Nei loro studi c’è il riconoscimento di un elemento fondamentale di casualità nella tessitura dell’Universo. Gli stati probabili di disordine o microstrati (che sono la collezione di tutti gli stati microscopici possibili dato un certo stato macroscopico, che è appunto il risultato della media su questi microstati. Il “disordine” di un sistema si può misurare attraverso l’Entropia, che è in qualche modo la somma della probabilità di ciascun microstato. L’Entropia è la misura dell’Informazione mancante e necessaria per conoscere un dato sistema, rigirando l’equazione, l’informazione è la misura della libertà di scelta di ‘uno’ ad un certo messaggio selezionato maggiore è l’entropia maggiore sarà il disordine. I microstati tendono ad aumentare di più con l'invecchiamento dell'Universo, la misura di queste probabilità tende a deteriorare un sistema dall’ordine al disordine.

Ci sono delle nicchie locali dove la direzione di questi stati sembra opporsi e nelle quali c’è una tendenza temporanea all’organizzazione, la vita sulla Terra trova il suo essere in una di queste nicchie. La Cibernetica si posiziona in questo punto di vista, Wiener non pose alcuna sostanziale differenza tra un messaggio (comando, segnale, informazione) dato verso un essere umano o una macchina. L’informazione (matematica) come tutte le informazioni è soggetta a una disorganizzazione durante il transito in un dato canale (perdita di informazione = aumento entropia). Con l’utilizzo di monitors o interruttori (comandi), dice Wiener, si può ostacolare in una macchina la tendenza meccanica alla disorganizzazione, provocando una reversione locale temporale della direzione normale dell’entropia, cioè un feed back. Il nostro sistema di ricezione dell’informazione, in quanto esseri biologici, è simile a quello di una macchina soprattutto col processo di feed back in relazione all’ambiente.

Cosa è l’Informazione? È l’altra faccia dell’Entropia (Wiener aveva inventato il termine di Entropia negativa per definire l’Informazione, effettivamente essa è definita dal logaritmo

del numero di scelte, è la misura della libertà di scelta ‘di uno’ a un certo messaggio

selezionato I= -∑pilogpi. Chiamando S l’entropia di un sistema abbiamo S=∑pilogpi; quindi I= -S.

Tornando all’articolo iniziale comparso su «Le Scienze» l’ordine (o informazione) sulla Terra è ancora raro. L’informazione cresce a fatica ed è ardua da conservare e delicata da modificare in nuove configurazioni. Come è distribuita l’Informazione che c’è? Come si sa l’Universo in sé è ostile all’ordine, L’Entropia è legata al secondo principio della termodinamica, il calore fluisce dal caldo al freddo, la musica si disperde nell’aria e il disegno nel cappuccino si disfa. Le scappatoie sono sacche di ordine, anse locali che sfidano la tendenza generale dell’universo verso il disordine.

Tre sono i trucchi dell’ordine: il flusso di energia, ad esempio quando apriamo lo scarico di una vasca da bagno, in quel vortice, aumentando l’energia cinetica, le molecole di acqua assumono una configurazione ordinata, simili in direzione e valore alle molecole vicine. Esistenza dei solidi (dna, cristalli … in essi l’informazione si conserva a lungo). La capacita della materia di eseguire calcoli: un albero è un computer complesso, gli alberi contribuiscono alla crescita dell’informazione sulla Terra perché svolgono calcoli. La coscienza umana, la forma per ora da noi conosciuta come più complessa del nostro Universo, è capace di generare informazione e produrre oggetti, la forma più alta di informazione è l’opera d’arte. Così la crescita dell’ordine sul nostro pianeta deriva anche dalla produzione di informazioni culturali.

L’Autore sottolinea l’importanza di costruire reti computazionali fra il sapere e gli individui che hanno la capacità di depositare dati nell’ambiente, dal vaso di terracotta, alla punta di freccia in selce, agli elaborati più complessi di arte e letteratura ecc. Come fanno le nostre cellule che si sono messe in rete, così per i prodotti della coscienza umana, il sapere deve essere messo in rete, parola d’ordine “trasversalità”. Veniamo al punto, una volta stabilito, come dice Wiener che non c’è differenza tra una macchina e in questo caso le società umane, e che comunque il tempo è un nemico per l’ordine, risuonano le parole di Jung che già metteva in guardia agli inizi del ‘900 sulle implicazioni culturali insite nel periglioso passaggio simbolico che lui chiamava kairos (ordine) contro kaos (disordine) con cui l’uomo occidentale si doveva necessariamente confrontare, con la laicizzazione progressiva della società, da Galileo in poi.

La nostra specie ha acquisito le caratteristiche psichiche odierne dal momento in cui, all’incirca 50.000 anni fa, ha cominciato a produrre arte, dimostrando così una capacità simbolica di astrazione, immaginazione e concettualizzazione. L’arte è lo specchio della mente ed è sempre servita a una rappresentazione del sacro: le forze portanti della vita stessa che Jung definisce Archètipi, gli dei del passato. Il procedere culturale significa produrre oggetti, regolare l’emotività umana, attraverso l’astrazione, l’arte e la costruzione di simboli e miti che sono strutturali alla coscienza stessa e grazie al loro rinnovamento in ogni nuova epoca garantiscono una continuità simbolica di controllo, su quelle forze, o energie psichiche, che altrimenti lasciate libere senza il potere frenante della riflessione artistica e di senso produrrebbero il caos/entropia.

Come possiamo rimediare a un aumento esponenziale del disordine che comincia già a delinearsi? Anche il famoso mitologo J. Campbell ci metteva in guardia (in Mitologia Creativa) dal confondere la causa dei mali del nostro tempo con ciò che è grave e costante nel destino umano, cioè comprendere la vita stessa e quelle forze archètipali, primordiali e potenti e nello stesso tempo estremamente sofisticate, rappresentabili su livelli infiniti di rimandi metaforici e simbolici, che la muovono, asserendo che il compito dell’arte e della cultura in genere è rinnovarne instancabilmente “le immagini”.

Oggi queste forze simboliche sono scadute nell’appiattimento culturale delle immagini pubblicitarie, ridotte e mortificate solo sul piano degli istinti. Globalmente la saggezza collettiva viene ridotta a spazzatura, sacrificata alle logiche capitalistiche del profitto ad oltranza. Ma come sottolinea James Hillman, psicologo e filosofo neoplatonico contemporaneo nel suo libro "La vana fuga dagli Dei", poiché gli Dei o Archètipi o Arcangeli della cristianità, sono aspetti strutturali della coscienza stessa, non concedere loro un altare, una rappresentazione cosciente, diversificata ed elaborata, li fa rivoltare con tremenda forza distruttiva dall’inconscio collettivo dove li abbiamo relegati come Nuovi Titani. Venere, la Bellezza, combatte Marte.

Chi è | Angela Galli

Capoliverese da generazioni, una vita caratterizzata da viaggi, spostamenti e ritorni a casa: l'Isola d'Elba. Il suo fare arte è dettato a un'attenzione degli aspetto psicologici oscuri e profondi della psiche umana, della coscienza in genere e e da una tensione verso la sperimentazione radicale. È pittrice, scrittrice ed editrice.

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