Koreja e la Giornata della Memoria


Per Teatro Koreja, la Giornata della Memoria deve essere vissuta con la convinzione che la memoria bisogna costruirla a scuola, e assecondarla nelle grandi istituzioni culturali

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”

Primo Levi

Koreja è una comunità, un teatro, un luogo che vive e gode del calore e della luce del sole generoso, che declina le ore e misura il lavoro. Ogni giorno il carrubo nel teatro riceve voci e ricorda che quel luogo è ricerca, bisogno di conoscenza, desiderio di esperienza delle identità della cultura e dei valori dei popoli del Mediterraneo. Da Koreja il cuore e la mente non sono mai fermi e vuoti, ma sempre in cammino verso quel percorso di pensiero “io sono l’altro”. Il teatro nasce nella storia, vive e lavora con la storia: è un compito questo difficile, ma Koreja non disprezza la fatica delle difficoltà e non teme il sudore della cultura. Curare la memoria, educare a ricordare significa sentire la storia più vicina e avere il senso delle parole. Le parole infatti misurano le azioni, indicano i valori, motivano i rapporti umani su cui è costruita la società responsabile. Le parole sono la luce della civiltà, il principio positivo dell’evoluzione sociale. Le parole in definitiva sono il senso dell’impegno, la maturità di essere persone; solo per questo le parole devono “essere: vere, necessarie, buone”. Il vocabolario della memoria deve essere quello che libera l’uomo dal sentimento dell’odio e del disprezzo.

L’odio, la paura, il dileggio del diverso, sono le parole che hanno fatto e continuano a fare male perché causano guerre, dolore e morti. La memoria è la resistenza contro il male e nessuno la può oscurare, neanche la nostalgia che hanno i nuovi movimenti verso i regimi del passato. L’educazione alla memoria è lo scudo con cui si deve lottare per respingere il ritorno delle vergognose leggi razziali che non torneranno mai più se sapremo vivere delle parole che insegnano “io sono l’altro”. Dobbiamo seguire quindi l’insegnamento di Hannah Arendt, la quale sosteneva che: “la capacità di negarsi delle verità conosciute è il meccanismo criminale che porta il male ad essere agito in inconsapevolmente o nascosto alla propria coscienza. Per Teatro Koreja, la Giornata della Memoria deve essere vissuta con questi sentimenti e con la convinzione che la memoria bisogna costruirla a scuola e assecondarla nelle grandi istituzioni culturali come Teatro Koreja sa fare.