• Luigi Mangia

La scuola e le Leggi Razziali


Dopo ottant’anni la storia ha chiarito luci e ombre del Fascismo, è tempo di correggere gli errori fatti e liberare la scuola dalle figure avulse al processo formativo ed intellettuale delle nuove generazioni

Studenti Scuola Media, Napoli - 2017

Nel 1938 a settembre furono promulgate le Leggi Razziali del Governo Mussolini, firmate dal Re Vittorio Emanuele III. Gli articoli 1,2,3 allontanavano dalla scuola gli alunni e i docenti di origine ebraica. Fu un dolore, un dramma morale e sociale per la scuola e fu anche la fine della gloriosa primavera della fisica, della matematica e della letteratura italiana, i migliori studiosi infatti furono costretti per salvare la loro vita ad andare all’estero: dal fisico Enrico Fermi al matematico Guido Castelnuovo. Le Leggi Razziali furono approvate all’unanimità e anche la scuola le accolse con entusiasmo. A Firenze gli studenti, per esaltare il Fascismo del Duce, cambiarono il nome del loro liceo: da Galileo Galilei in Galileo Galivoi per togliere dal nome il “lei” in favore del “voi” così come voleva il Duce. Questo esempio dimostra la forza del Fascismo e la debolezza della scuola. Oggi per l’Italia l’esperienza del Fascismo è più chiara ed è più forte la consapevolezza degli orrori di quell’esperienza politica del Regime.

Anche per la scuola il conto col Fascismo oggi è più chiaro e quindi sono maturi i tempi di correggere gli errori del passato. In provincia di Bari, a Noicattaro l’Istituto comprensivo è intitolato allo scienziato Nicola Pende firmatario del Manifesto scientifico razziale che accompagnò l’approvazione delle Leggi Razziali, nato a Noicattaro nel 1880. Non solo la scuola del paese porta il suo nome ma anche la chiesa lo onora avendo sotto l’altare la sua tomba. Dopo ottant’anni la storia ha chiarito tutti gli orrori del Fascismo, e quindi, è tempo di correggere gli errori fatti: liberare almeno la scuola da quelle figure che non hanno nessun ruolo nel processo formativo ed intellettuale e personale delle nuove generazioni. Continuare ad avere un istituto scolastico intitolato a Nicola Pende vuol dire disorientare i ragazzi nello studio della Storia in modo particolare nella metropoli Bari.

Bambini nel cortile della scuola Vittorio Veneto, Lissone (MB) - 1925

Il dodici dicembre 1943, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, ai soccorritori accorsi al porto della città, appena bombardata, si presentò davanti ai loro occhi un inferno di violenza: fumo e fiamme, morti che galleggiavano sull’acqua, feriti e mutilati con indosso il salvagente e strazianti grida d’aiuto. Quest’inferno era stato causato dall’attacco dell’Aviazione militare tedesca (Luftwaff). Secondo lo Storico R. Athinson le vittime furono più di mille, 185 civili innocenti. A scuola si studia la storia per crescere e per diventare cittadini partecipi responsabili del rispetto dei valori morali e sociali della comunità. Per fare questo percorso bisogna cancellare dalla scuola e anche dalla chiesa i nomi dei cattivi maestri come quello di Nicola Pende il quale sicuramente non ha nulla da insegnare alle nuove generazioni.

Leggi Razziali:

Art. 1. A qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, frequentate da alunni italiani, non possono essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorsi anteriormente al presente decreto; nè possono essere ammesse al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza. Agli uffici ed impieghi anzidetti sono equiparati quelli relativi agli istituti di educazione, pubblici e privati, per alunni italiani, e quelli per la vigilanza nelle scuole elementari.

Art. 2. Delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti non possono far parte persone di razza ebraica. Art. 3. Alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, frequentate da alunni italiani, non possono essere iscritti alunni di razza ebraica. È tuttavia consentita l'iscrizione degli alunni di razza ebraica che professino la religione cattolica nelle scuole elementari e medie dipendenti dalle Autorità ecclesiastiche.

Chi è | Luigi Mangia

Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per ciechi Anna Antonacci che custodisce un patrimonio di libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) e partecipa al direttivo del Locomotive Jazz Festival in cui cura la musica nel sociale, è presidente dell'Associazione locale Boy’s Sport Arte e Cultura e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja.

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