• Luigi Mangia

La Taranta, prigioniera del nero

Il Concerto della pizzica salentina si è svolto a Melpignano (LE) Piazzale ex convento degli Agostiniani a porte chiuse. Protagonista è stata l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, diretta, da Paolo Buonvino


Il Concerto della Taranta, trasmesso da Rai 2, in tempo di Covid-19 prigioniero del nero, è stata una performance che ha segnato i limiti oltre i quali l’arte non può forzare con la contaminazione, la storia del canto popolare, nel rispetto delle sue origini. La Taranta è un mito del canto della tradizione del lavoro nelle campagne salentine. Le donne cantavano per resistere alla dura fatica e per vincere lo scirocco pesante del sole salentino. Il trucco nero ed esagerato delle protagoniste di questo evento, segna e declina la drammaticità del veleno oscuro, del ragno incarnato nelle donne, esposte alla follia della danza del corpo percepito, non come carne, ma come soggettività prigioniera del delirio nato da forze inconsce, studiate negli anni '50 dall’antropologo Ernesto De Martino.


Cappella di San Paolo a Galatina (Lecce)


Il ballo della Taranta aveva una forza terapeutica, aveva la funzione di liberare il corpo dal veleno del ragno e agevolare la guarigione della Taranta. Il tamburello e l’acqua erano la medicina. La Tarantata beveva dal secchio l’acqua del pozzo, oggi chiuso, nella Cappella di San Paolo di Galatina. Sul pozzo, l’affresco in cui è rappresentato San Paolo ed il serpente, indicano il valore speciale dell’acqua, ma anche le radici mediterranee ancora vive nel mito del canto della Taranta. Nel mito le vene pagane e le vene cristiane portano ancora energia nei corpi: voglia di ballare! Seguire la Notte della Taranta, sul divano di casa, è stato come partecipare alla sua fine, vivere smarriti la sua morte.


La pizzica è ballo, è armonia di corpi, è luce di partecipazione responsabile. La pizzica è il ballo fatto a piedi nudi per sentire e ricevere l’energia dalla Terra. La musica e i poeti, meravigliano quando cantano e raccontano la terra che vivono e conoscono, che hanno gli occhi pieni di volti e luoghi abitati e vissuti. Maria Grazia Chiuri, direttrice di Dior che ha vestito i musicisti dell'Orchestra popolare della Notte della Taranta e il corpo di ballo, ha dimostrato sensibilità e cuore di ritorno nel Salento, scrivendo una pagina nuova, ricca di spunti, di questo straordinario evento.












Chi è | Luigi Mangia


Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per Ciechi Anna Antonacci di Lecce, che custodisce un patrimonio costituito da libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) e partecipa al direttivo del Locomotive Jazz Festival in cui cura la musica nel sociale. È presidente dell'Associazione locale Boy’s Sport Arte e Cultura e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja.


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