L'arte della cartografia


La mappa è la modalità con cui si cerca di conoscere e di orientarsi per muoversi sul territorio. La mappa non è il territorio

Hendrik Hondius, 1630

Jorge Luis Borges spiega bene che è impossibile che esista una perfetta sovrapposizione tra territorio e narrazione per due ragioni: la prima è che se si eccede in rigore e dettagli la mappa finisce per esser inservibile; la seconda sta nel fatto che narrare implica sempre una doppia scelta: la modalità del come si narra e la selezione tra le tante cose che possono esser raccontate. Per questo narrare è sempre un’invenzione.

Allo stesso modo la mappa è sostanzialmente uno strumento di conoscenza a prescindere dalla realtà che vorrebbe rappresentare. È noto infatti che la mappa non è il territorio. È l’adozione di un insieme di segni cognitivi che possono essere studiati indipendentemente dallo studio del territorio e della sua esperienza diretta da parte del cartografo. Le prime mappe dell’Oriente sono state costruite sulla base dei racconti di Marco Polo e non della realtà, ammesso che la realtà esista, o che sia una sola, o che sia per forza soltanto come ci appare, come potrebbe argomentare Borges.

Per altro, lo spazio spesso coincide con il luogo del desiderio, e in questo senso le mappe sono anche desideri di viaggi, itinerari, sia fisici sia dello spirito. L’Odissea è una carta geografica, dice Calvino. Ma se esiste una carta geografica “Odissea” ne esisterà una “Iliade” dove è descritto lo scudo di Achille che è la cosmogonia greca, il modo con cui è pensato e descritto il mondo e la sua genesi. L’arte della cartografia è la necessità di collocarsi esternamente per poter narrare il territorio o il contesto e avere una visone migliore, o almeno differente. Per cartografare e disegnare un territorio occorre porsi in una posizione esterna al territorio (da cui osservarlo) per poterlo riconoscere e disegnarlo dal proprio punto di vista.

Van schagen's map of the world, 1689

La modalità con cui noi oggi raccontiamo e rappresentiamo un territorio è basata sulla proiezione di Mercatore, un metodo non neutro (ma ne esistono, di neutri?) di narrazione che trasferisce la sfericità del mondo alla carta, con necessarie deformazioni per poter mantenere un’utilità a chi voglia tracciar rotte e itinerari. Le Nazioni Unite mettono in discussione questa proiezione e chiedono di modificare questo modo di rappresentare il mondo perché troppo eurocentrico: nella modalità con cui realizza il planisferio alberga una serie di discorsi e assunti che derivano dal fatto di esser stati formulati i