• Laura Cavalieri Manasse

L'arte dello Storytelling


Questa pratica racchiude in sé tutte le virtù dell’arte della narrazione, soprattutto la capacità di emozionare chi legge e farlo sentire partecipe, o protagonista, di quanto gli viene raccontato

© Ninja Academy

Narrami, o musa, dell'eroe multiforme, che tanto vagò, dopo che distrusse la Rocca sacra di Troia: di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri, molti dolori patì sul mare nell'animo suo, per riacquistare a sé la vita e il ritorno ai compagni.

Omero inizia così l'Odissea, chiedendo alla Musa di raccontargli una storia. Questa richiesta è famosa, da sempre e ovunque, perché il bisogno di raccontare una storia e di ascoltarla ha un'origine remota. Si parla di migliaia di anni. L’arte del raccontare e del tramandare storie di generazione in generazione fa parte del nostro essere uomini e del nostro bisogno di farci conoscere e di confrontarci. Nella storia evolutiva dell’uomo, il narrare ha risposto e continua a rispondere a una necessità profonda e primordiale, attraversa le culture, le epoche, i luoghi, è connaturata all’uomo, non si ha testimonianza di civiltà che non abbiano utilizzato la narrazione. Nelle culture passate, che si affidavano molto all’oralità, le stesse leggi erano costituite da massime, proposte sotto forma di vere e proprie micro-narrazioni, che avevano un ruolo preminente nella vita quotidiana. La modernità ha messo in crisi il narrare, solo recentemente è stato attribuito valore a questa pratica, recuperando saggiamente il valore del racconto per impiegarlo soprattutto nel marketing. Sono cambiati gli strumenti, oggi è internet, i social media e i digital marketing, con tutte le loro opzioni opzioni, che consentono ai moderni narratori di utilizzare risorse e strumenti nuovi con cui trasformare i racconti in qualcosa di coinvolgente e intrigante , applicando l’arte dello storytelling.

Le storie stimolano l’immaginazione e riescono a fissarsi nell'immaginario degli ascoltatori quando attingono al loro nucleo centrale, l'emozione. È grazie alle emozioni, alla capacità di toccare le corde più fragili dell’essere umano, che si sviluppa un processo empatico in grado di rendere l’arte dello storytelling uno strumento talmente efficace da portare qualsiasi progetto, qualsiasi spot e qualsiasi storia a connettersi con il suo pubblico, perché lo storytelling è diventata, negli ultimi dieci anni – in Italia e in Europa- una tattica di comunicazione che si è rivelata davvero potente, perché riesce trasferire al target individuato, dei messaggi precisi, in maniera estremamente diretta e attraente. Parliamo dell'impiego dello storytelling nel marketing, quando si utilizza per promuovere una marca, per attirare i consumatori o per aumentare la visibilità di un'azienda, ma anche come personal branding, quando la persona che lo utilizza vuole vendere le proprie competenze ed esperienze, facendo conoscere le proprie abilità professionali a una specifica nicchia di potenziali clienti.

Sembra strano il successo dello storytelling in un momento sociale in cui si constata una vera bulimia di informazioni, nello scambio tra domanda e offerta delle migliaia di utenti di social network e internet, che si caratterizzano per la velocità del consumo delle notizie che vengono scambiate, velocità che crea dubbi sulla capacità dei loro fruitori di assimilare il senso o il valore di queste informazioni, per questo ho chiesto ad Andrea Bettini, storyteller appassionato dell'arte della narrazione in tutte le sue forme e sfaccettature, come è possibile il successo che questa pratica ha ottenuto, soprattutto quando si parla di libri che raccontano le aziende, o comunque pubblicazioni editoriali che vengono proposte a un mercato sempre meno disposto a leggere la carta stampata?

Lui mi spiega: «L'istinto di narrare e di ascoltare, perciò di condividere una storia, è intrinseco nell'essere umano. Utilizzando questo strumento si riesce a convogliare un messaggio preciso tra chi lo racconta e chi desidera conoscerlo. Questo scambio, fatto in modo sincero, etico e olistico, offre una visione ampia dei valori di chi si racconta, e instaura un rapporto. Questo rapporto empatico è la base che consentirà all'azienda di instaurare futuri progetti commerciali di grande valore con i suoi clienti, sia quelli acquisiti che i potenziali fruitori dei suoi prodotti. Come farlo? Anche attraverso un libro che non solo racconta gli eventi, ma soprattutto parla di persone che hanno realizzato un progetto, creato qualcosa di tangibile e lo condividono con tutti coloro che sono interessati a conoscerlo.»

E ancora: “Finché non si capirà che prima di comunicare occorre fare una grossa operazione di ascolto (chi sono; cosa offro; per cosa sono riconosciuto; cosa voglio condividere; perché faccio tutto ciò), più si creerà un pericoloso disallineamento tra ciò che sono e come vengo percepito. Tutto ciò sembra un lavoro introspettivo personale. In parte lo è. In gran parte lo è. Perché comunque sia, la differenza è data da ciò che siamo e dalla nostra capacità di relazionarci attraverso le emozioni. E guarda caso, una bella storia è proprio quella che è in grado di trasformare una linea temporale in una straordinaria linea emozionale. Per questo bisogna andare alla sostanza delle cose e del proprio essere. Le imprese possono nascere (e ben prosperare) solo da qui.” (Andrea Bettini, Nòva Sole 24 ore - La sostanza delle cose, 29 aprile 2019).

Lo storytelling è la nuova frontiera della comunicazione, usato soprattutto nel mondo della pubblicità per attirare l’attenzione di uno specifico pubblico e veicolare verso quel pubblico il messaggio che la storia vuole trasferire, ma secondo me è qualche cosa di più, è diventata una vera professione per persone capaci di riscoprirsi narratori sensibili e onesti che desiderano interagire con ascoltatori disponibili, non solo per persuaderli a compiere una precisa azione o ad acquistare un determinato prodotto, ma anche e soprattutto per barattare con loro il fascino e l'emozione del racconto, perché da sempre le storie ci affascinano, ci ispirano e ci spingono all’azione.

Chi è | Laura Cavalieri Manasse

Cura la redazione del semestrale ArtApp e della sua piattaforma online, senza rinunciare a scrivere degli articoli sugli argomenti che l'appassionano, come la fotografia o il teatro. Collabora come editor per alcune case editrici e con tutti coloro che le chiedono un consiglio che li aiuti a scrivere in modo corretto e interessante.

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