Le raffinate micrografie di Rob Kesseler

Con la sua arte, Kesseler rende visibili le caratteristiche invisibili delle piante e rivela la straordinaria diversità delle forme vegetali


Daucus carota | Immagini © Rob Kesseler


Rob Kesseler professore di arte, design e scienza al Central Saint Martins College di Londra ha un approccio unico all'illustrazione delle piante, utilizza un mix di processi microscopici, scientifici, digitali e manuali: ingrandisce semi, pollini, foglie e cellule delle piante un numero imprecisato di volte con il microscopio, ne fotografa delle sezioni che poi assembla e colora, e ottiene delle immagini spettacolari, fa emergere forme minuscole, trasformandole in stupefacenti protagoniste di una galleria di ritratti vegetali.


Scabiosa cretica


Le rappresentazioni del mondo naturale di Kesseler sono state inizialmente ispirate da illustrazioni stilistiche medievali e dipinti floreali olandesi. Dalle arti decorative e ceramiche fino all'uso della tecnologia di oggi, nei suoi intricati dettagli, il suo lavoro fa riferimento e riconosce il passato, per comprendere meglio i più piccoli elementi della vita.


Avena fatua

L'artista inglese applica un sottile rivestimento di platino ai suoi campioni, prima di scansionarli con un microscopio elettronico ad alto ingrandimento, per produrre immagini in bianco e nero, che poi inizia a tingere con sottili pennellate di colore. Non riproduce necessariamente le tonalità naturali dei suoi soggetti, ma usa il colore per esaltare le forme apparentemente misteriose, rivelando la loro delicata struttura. I risultati sono delle immagini suggestive, che evocano un simbolismo estemporaneo che suscita curiosità e meraviglia in chi le guarda e scopre un mondo impossibile da guardare in altro modo.


Anemone hortensis

Kesseler definisce il suo lavoro un'intersezione tra arte e scienza, "un processo e un prodotto, una sintesi morfogenetica di due culture espansive e un modo di esaminare il mondo attraverso una serie di filtri". Ha speranza nel rapporto tra le due discipline, e dice: «mi piace pensare che stiamo entrando in una nuova era in cui, dopo un secolo di separazione, artisti e scienziati stiano di nuovo lavorando insieme, condividendo idee che riflettono la nostra epoca».


Pollini


ArtApp 23 | L'Identità
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