Le sottili energie dei luoghi di culto


Per progettare la conservazione delle energie sottili di una chiesa occorre essere consapevoli che questo luogo conserva la sua anima fino a quando la comunità che lo abita si riconosce come erede di se stessa

Chiesa di Santa Maria Elisabetta, Peia (Bergamo)

l luogo destinato al culto è dove risiedono l’identità di un popolo, la sua storia, le sue tradizioni, il suo orgoglio. Storia e memoria sono la sostanza dell’identità di una comunità.

Prima del ‘400 era il popolo a chiedere e a costruire le proprie chiese, evidentemente ne aveva bisogno o aveva il tempo per farle, per viverle e mantenerle vive. Il cantiere era occasione di lavoro, di apprendimento e di conoscenza di culture e arti diverse. La partecipazione del territorio coinvolto assolutamente totale. A Osimo, nella campagna marchigiana una piccola chiesa templare in mattone col campanile a vela; sulle pendici del Monte Amiata poco più di una cappella posta sul crocevia tra Montelaterone e Arcidosso; in Valle Gandino, a Peia, una piccola chiesa con foresteria posta lungo la strada della lana che da Gandino in provincia di Bergamo porta diretta in Belgio dove i mercanti portavano i loro feltri.

Tre multi centenari luoghi di culto che la Chiesa decide di alienare, ma talmente densi di storia e radicati nella coscienza dei loro fedeli che le piccole comunità locali decidono e faranno di tutto per conservarli. La chiesa di San Filippo si dice ricostruita nel ‘700 su un’identica chiesa templare. È del tipo a pianta rettangolare costituita da un corpo di fabbrica ad aula unica con campaniletto e con accostato il corpo secondario della sacrestia. Questa è integrata al corpo principale dall’elemento architettonicamente unificante costituito da un semplice cornicione modanato. È dotata di copertura a doppio spiovente, sorretto da un semplice sistema a tre capriate.

Particolare della Chiesa di San Filippo de’ Plano, a Osimo (AN)

I prospetti corti sono contenuti e scanditi da paraste angolari, mentre da semplici paraste lineari quelli lunghi. La chiesa non è dotata di abside. L’ambiente costituente la sacrestia è stato ripartito in due più piccoli e ridotto in altezza con orizzontamento su travetti lignei. L’o