• Paolo Riani

L'esperienza americana di Leonardo Ricci

Quando Ricci teneva il corso di Urbanistica alla University of Florida, a New York, Riani era Associate Professor alla Columbia University e Vittorio Giorgini insegnava al Pratt Institute

Leonardo Ricci, Casa Balmain, Isola d’Elba | Photo © Ricardo Scofidio

Leonardo Ricci si reca per la prima volta negli Stati Uniti nel 1952. In un viaggio coast to coast alla scoperta di un mondo stimolante e contraddittorio. Viene in contatto con le opere dei maestri: a New York il Seagram Building di Mies Van Der Rohe e il museo Guggenheim, a Bear Run in Pennsylvania, la Casa sulla Cascata, a Racine, nel Wisconsin la sede della Johnson e Johnson di Frank Lloyd Wright. A Los Angeles vede le opere dell’ultimo Wright e progetta una casa per il fratello. Nel viaggio successivo partecipa con successo a mostre di pittura a New York e in altre città acquistando notorietà in ambienti artistici e culturali. Nel 1967 compie un ulteriore viaggio invitato a tenere lezioni nelle maggiori università americane: al Pratt Institute, all’UCLA di Los Angeles, alla Penn State University, al MIT dì Boston e alla University of Kentucky. Nel 1960 Pietro Belluschi lo invita ad Harvard come Boemis Visiting Professor insieme a Kenzo Tange e a Lewis Mumford. Tiene l’ultima lezione alla University of Florida a Gainesville. Genera interesse ed entusiasmo tanto che Dean Linton Grinter l’anno successivo va a Firenze a vedere i suoi lavori.



Lenoardo Ricci: “La Nave” a Sorgane - Firenze


Leonardo Ricci - ritratto


Rimane impressionato dal quartiere di Sorgane di cui Ricci aveva redatto il piano e costruito due dei maggiori edifici. In particolare “la Nave”, una sorta di macrostruttura brutalista dove gli appartamenti pensati per essere prefabbricati sono retti da grandi lame di cemento. L’ edificio è attraversato da una strada-corridoio articolata in modo da permettere agli abitanti di incontrarsi, di sostare, di scambiare e ai bambini di giocare insieme. Così l’intervento appare particolarmente sensibile ai problemi della famiglia, della vita comune, degli scambi fra gli uomini, che si riflettono nei vari elementi della costruzione. Questa attenzione è sempre presente in tutta l’opera di Ricci, che in questo si differenzia dai contemporanei architetti giapponesi la cui opera è caratterizzata più da aspetti tecnici e funzionali o dall’eleganza del gesto. Grinter che trenta anni prima aveva chiamato Mies Van Der Rohe all’Illinois Institute of Techno-logy (IIT) di Chicago, lo invita a tenere un corso di Urbanistica alla Graduate School of Architecture della University of Florida. Quando Mies si trasferì negli Stati Uniti nel 1940, esercitò una grande influenza sull’architettura americana degli anni successi ed ebbe importanti incarichi professionali. Grinter spera che Ricci abbia la stessa influenza sul disegno delle città e che possa mostrare la bontà delle sue teorie con interventi in situazioni reali.


Graduate School of Architecture – University of Florida


Graduate School of Architecture – University of Florida con Leonardo Ricci

Gli studenti affollano il corso e si lavora in un’atmosfera di grande entusiasmo. Ricci non si pone come un maestro di bottega del Rinascimento e non tiene lezioni ex cathedra ma piuttosto si sente come il direttore di un’orchestra nella quale ognuno dà il suo contributo. Per tenere l’esperienza il più possibile vicina alla realtà vengono invitati a partecipare specialisti di altre discipline che contribuiscono e verificano gli aspetti legali amministrativi ed economici del progetto.


Graduate School of Architecture – University of Florida


Leonardo Ricci e Riccardo Morandi - Graduate School of Architecture – University of Florida

Per le strutture si chiama Riccardo Morandi, già noto negli Stati Uniti per i suoi ponti in precompresso da quello di Maracaibo a quelli sul Polcevera. Sotto la sua guida viene progettato un’interessante sistema fatto di colonne cave costituite da quattro lame verticali piegate, all’ interno delle quali scorrono gli ascensori e le altre arterie di comunicazione. Dalle lame partono gli stralli che reggono una maglia modulare a cui vengono appesi gli alloggi prefabbricati. Il sistema può espandersi in tutte le direzioni aggiungendo altre colonne nel tempo.


Leonardo Ricci e Riccardo Morandi: Struttura Strallata per Miami


Leonardo Ricci: Macrostruttura per Miami


È un ambizioso programma di progettazione integrale, un modello urbano a scale diverse, dall’intera regione della Florida alla metropoli di Miami, da un quartiere di novantacinque mila afro americani ad unità organiche di quindi-cimila abitanti per arrivare a gruppi minimi di millecinquecento abitanti. Per rendere la sperimentazione reale prende in esame la ristrutturazione del ghetto nero della città, interagendo con gli abitanti. Il programma è quello delle Model Cities ipotizzato da J.F.Kennedy. Nella progettazione vengono coinvolti gli abitanti dei quartieri degradati.



Leonardo Ricci: Macrostruttura per Miami


Leonardo Ricci: Macrostruttura per Miami - particolare


Sono progetti di infrastrutture a scala urbana e territoriale flessibili, dinamiche, estensibili che ubbidiscono ad un principio di forme aperte, per garantire la continuità degli atti dell’esistenza nel territorio, per risolvere il disagio prodotto dalla discontinuità spaziale e temporale, dalla rigidità delle strutture, dalla alienazione sociale.


Leonardo Ricci: Macrostruttura applicata alla città di Miami


Leonardo Ricci: Macrostruttura applicata alla città di Miami

Le soluzioni formali, spaziali e tecnologiche (di chiara matrice ricciana qui sotto presentate) si arricchiscono di nuovi contenuti antropologici e sociologici e ribadiscono l’influsso determinante dell’ambiente naturale o artificiale sulla per-sonalità e sul comportamento sociale degli uomini. L’alienazione e la separa-zione fra gli uomini sono destinate a sparire quando un nuovo senso di unità sarà cresciuto nei nuovi insediamenti, afferma Ricci. La nostra metodologia applicabile a situazioni diverse segnerà la nascita di una nuova società veramente democratica dov’è ognuno è libero di vivere la propria vita con uguali possibilità di scelte.


Leonardo Ricci: Macrostruttura applicata alla città di Miami


Leonardo Ricci: Macrostruttura applicata alla città di Miami

Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti termina di scrivere “Anonimo del XX Secolo”. Nel libro l’Architetto non è né l’uomo unanime del Medioevo né l’uomo di massa, ma l’uomo che vive e lavora con gli altri dentro il mistero quotidiano e sa che hanno valore i bisogni condivisi e non quelli, anche squisiti, che detiene in proprio. A quest’uomo spetta di costruire la nuova città, la Città Terra, trasparente, immateriale e preterintenzionale, capace di adattarsi alla forma delle cose “come una carezza sa seguire la forma di un viso” (dalla prefazione).

Il libro viene pubblicato negli Stati Uniti (Anonymous, 20th century ed. Braziller, New York, 1962) e successivamente in Italia (Il Saggiatore, Milano 1965).


CONCLUSIONI

Negli Stati Uniti, in quegli anni le macrostrutture sono molto diffuse con l’illusione di risolvere i problemi delle città. A New York con gli studenti del Pratt Institute, Vittorio Giorgini progetta Strutture Urbologiche, che si elevano sul tessuto caotico della città: Hydropolis e River Crane , ubicate sull’East River e Walking Tall uno straordinario grattacielo realizzato con un complesso sistema di cavi tesi e aste compresse.


Vittorio Giorgini: “River-crane” New York


Vittorio Giorgini: “Walking Tall” New York

Paul Rudolph disegna belle ed interessanti prospettive di macrostrutture ver-ticali per downtown Manhattan o orizzontali che si stendono complesse sulla terra lasciata libera alla natura.


Paul Rudolph: Macrostruttura lineare per downtown Manhattan

Paul Rudolph: Macrostruttura lineare per downtown Manhattan


In Italia Luigi Pellegrin arriva a proporre città lineari che galleggiano nell’aria so-pra un territorio incontaminato tentando l’unione impossibile tra macrostrutture e natura.


Luigi Pellegrin: Città lineare

Luigi Pellegrin: Città lineare

Anche a Firenze, nella Facoltà di Architettura, Ricci e Savioli tengono corsi sui nuovi sviluppi urbani su modelli di città non alienate con buoni risultati anche da un punto di vista formale.

Leonardo Savioli: disegno

Leonardo Savioli: “Città-Territorio”

Ma negli anni che seguono l’interesse per ricerca sulle macrostrutture inizia a declinare e la loro fine è sancita in un convegno che si tiene alla Lehigh University in Pennsylvania nel 1973. Contro la nuova dimensione si rivendica la misura umana contro quella disumana delle macrostrutture. Gli enormi anonimi alveari non sono realizzabili per l’impossibilità di controllare dall’alto i processi economici e fondiari, inammissibile in una società democratica. Gli utenti li rifiutano e preferiscono la casa a schiera con la barca nel garage e l’auto nella driveway. La Plug-in-City, componibile e consumabile, proposta dagli Archigram nel 1964 è superata dalla Walking City, di Ron Herron, una macrostruttura zoomorfa mobile su gambe a telescopio e dal Living Pond di David Greene che a una estetica tecnologica unisce un nomadismo primitivo.

David Greene: “Living Pod”

Ron Herron: “Plug-in-City”


Sono gli anni della contestazione, di Martin Luther King, della marcia per la libertá a Selma, di Allison Krause, dei Beatles, degli architetti radicali, degli Archigram. Gli hippies preferiscono il Volkswagen van, la tenda o il sacco a pelo. Le macrostrutture vengono accusate di alterare il paesaggio, di accrescere l’alienazione, di creare il caos urbano, di accrescere la criminalità ed infine di richiedere troppa energia per poter funzionare. Si sente l’esigenza di tornare verso i più tranquillizzanti sentieri dello storicismo e della tradizione

disciplinare. È sempre ingenuo, e a volte addirittura pericoloso credere che l’uomo del futuro sopporterà il ritratto che oggi facciamo di lui.


Leonardo Ricci e Paolo Riani

Chi è | Paolo Riani

Architetto e urbanista, ha progettato e costruito in Italia, in Giappone, negli Stati Uniti, in Medio Oriente, in Russia e in Argentina. Associate Professor of Architecture alla Columbia University, NY; Senatore della Repubblica Italiana, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e Professore di Architettura e Composizione Architettonica al DESTEC dell’Università di Pisa . Scrittore e fotografo, è autore di libri di architettura e di viaggi. Vive sulla costa della Toscana, con studio in un ex cantiere navale da lui ristrutturato nel porto di Viareggio.

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