• Luigi Mangia

Lettere in libera uscita


L'arte grafica di Efrem Barrotta e Francesco Maggiore libera i segni: le lettere e le parentesi, la punteggiatura e le vocali diventano protagoniste di ruoli nuovi e di significati trasversali

"Strade Maestre" è la voglia di pedinare la creatività, di sentire, e scambiare cultura e valori, di viaggiare e ospitare: "Strade Maestre" è il teatro in cammino alla scoperta di “Io sono gli Altri”. "Strade Maestre" comincia sui muri della città, nei cartelloni pubblicitari con i manifesti che presentano la stagione 2017-2018. L'arte grafica di Efrem Barrotta e Francesco Maggiore libera i segni: le lettere e le parentesi, la punteggiatura e le vocali le fanno diventare protagoniste di ruoli nuovi, di significati trasversali come avviene con gli attori in teatro. Così la parentesi graffa può diventare baffi e capelli. La b labbra della femminilità felice la c bocca e gote, ciglia e la o occhio nero. I colori giallo rosso e azzurro nero declinano la bellezza del volto e la profondità dell'interiorità visibile. La grafica rompe le convenzioni dei segni e delle lettere dell'alfabeto e crea un gioco libero che porta alla scoperta dell'Io sono gli Altri. Nella forza creativa dei segni liberati dai vincoli al passato l'Io si mette in discussione, sospende le sue abitudini e riesce così a trovare la strada che gli consente di lavorare al nuovo progetto sociale e culturale io sono gli Altri.

La scrittura è come l'aria che si respira: può essere fresca, viziata, inquinata, avvelenata; la scrittura cambia, non resta ferma nel tempo, non ama i confini e non ha carte geografiche, la scrittura è la libertà di raccontare il pensiero libero di creare. Il teatro è la casa del gioco dei segni e delle parole. Il gioco della rivoluzione d'ottobre, quello di Koreja, di sostituire nella pagina di Majakovskij la parola "partito" con quella di" teatro" per avere un significato un messaggio completamente diverso. Questo avviene in teatro perché il teatro non ha l'obbligo del rispetto del testo, ma della sua interpretazione. [...]

Il poeta Carmelo Bene:

No, non stupirti

delle pagine audaci

che mente umana ha scritto.

Sono ruderi. Al loro posto

un tempio sorgerà.

Egli sentiva la scrittura come l'abito di cui liberarsi per essere libero nella creatività del pensiero per andare oltre le convenzioni dei segni; fare teatro nel teatro con la grafica vuol dire aprire le porte alle culture e alle voci nuove [...]. Strade Maestre perciò è la voglia di pedinare la creatività, di giocare il proprio io come sanno fare i bambini.

Estratto dall'articolo pubblicato su ArtApp 20 | IL SEGNO

Chi è | Luigi Mangia

Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per ciechi Anna Antonacci che custodisce un patrimonio costituito da libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) e partecipa al direttivo del Locomotive Jazz Festival in cui cura la musica nel sociale, è presidente dell'Associazione locale Boy’s Sport Arte e Cultura e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja.

#LuigiMangia #EfremBarrotta #FrancescoMaggiore #TeatroKoreja #CarmeloBene #Artegrafica

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