• Gabriele Salvi

L'ultimo bacio di Johnson Tsang

Lo scultore cinese è diventato famoso anche in occidente per le sue opere iperrealiste, espressive e provocatorie, realizzate in fine ceramica

"Still in One Piece III" | © Johnson Tsang, 2020

Johnson Tsang, artista autodidatta, è nato a Hong Kong nel 1960. Nel 2011 e nel 2012 ha ricevuto rispettivamente il Premio Speciale della Korea Gyeonggi International Ceramix Biennale 2011 International Competition e il Gran Premio della Taiwan International Ceramics Biennale 2012, diventando così il primo artista cinese ad essere stato premiato in entrambi questi due prestigiosi premi internazionali dedicati alla ceramica.


© Johnson Tsang, 2019


Le sculture di Johnson Tsang sono iperrealiste, si ispirano alle figure umane, soprattutto volti, e spesso si spingono oltre i limiti dell'immaginazione e della gravità. Sono stravaganti, liriche e provocatorie, catturano la fluidità sia del movimento fisico che delle emozioni umane. La sua ultima opera potrebbe diventare l'emblema di questo periodo, segnato in tutto il mondo dalla pandemia del Covid 19; il bacio scambiato da due mascherine spinge l’osservatore ad interrogarsi sulla sua quotidianità, contrassegnata dall'uso di questo dispositivo, imposto per azzerare i contatti e far rispettare il distanziamento tra le persone. Nel commentarla l'artista ha detto: «avere la capacità di vedere la bellezza nella vita di tutti i giorni è un dono speciale» e si potrebbe aggiungere che è un grande dono anche saperla esprimere, così come fa lui.


© Johnson Tsang, 2015


I baci rappresentati nelle opere di Tsang sono sensuali e surreali, nascono dall'incontro di due labbra antropomorfiche che mostrano sempre una grande intensità. Sono passionali, provocatori e irriverenti, stupiscono per la fantasia dell'artista che li ha immaginati e la sua abilità con la tecnica scultorea e figurativa di ceramista.



In un intervista gli è stato chiesto in che modo si identifica con le sue sculture, e lui ha risposto: «sono felice che qualcuno mi abbia definito un surrealista. Se posso, direi che sono un emotivo. Mi fido dei miei sentimenti, non mi hanno mai mentito. Mi commuovo facilmente e non nascondo le mie lacrime. Trasformo i miei sentimenti in opere d'arte.»




Chi è | Gabriele Salvi

Laureato in discipline umanistiche, è attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti e dalla fantascienza. Abita in Toscana e collabora con alcune riviste di cultura e con webgiornali nazionali. Oltre alla passione per la scrittura, ama confrontarsi con gli amici in sfide spietate a paintball nei boschi della sua terra.




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