• Luigi Mangia

L’Urlo di Munch

Un messaggio di speranza nei giorni del lockdown

"L'Urlo" di Edward Munch, 1893

L’arte è ribellione e disubbidienza, si rifiuta di cedere alla paura, ma lotta con tutti gli innumerevoli mezzi che può adottare per avere la forza per cambiare. L’arte è resistenza tenace, lotta dura. Gli artisti sono ancora i matti, agiscono nella follia liberatrice, esercitando la critica del dominio della razionalità e della ragione nel mito del controllo della natura, annullando i sentimenti. L’arte si ribellò al dominio tecnologico all’inizio del secolo ventesimo, reagì ai disastri della prima Grande Guerra dando luogo ai movimenti dell’espressionismo, del dadaismo e del cubismo. Il verbo della reazione fu: l’urlo di Edward Munch. Il quadro del grande pittore rappresenta bene il mondo dell’irrazionalità che si manifesta in un linguaggio animato dall’impeto di essere forza senza cielo, figure su un ponte senza sentiero. L’Urlo di Munch è stato l’iniziatore della forza creativa dell’arte che ha dato il via alla ribellione e alla disobbedienza contro il modello individuale in cui le relazioni sono date dal possesso delle cose. Ha mandato in crisi il modello del cittadino borghese delle metropoli in cui si muoveva passeggiando in corridoi di vetro e acciaio, mentre ammira le vetrine dei centri commerciali e quelle di lusso nelle grandi città.



Il cittadino "Flamer" del poeta Charles Baudelaire, ripreso e interpretato dal filosofo Walter Benjamin della scuola di Francoforte, definito eroe della modernità, oggi è superato, perché si è trasformato nel cittadino untore, perciò fa paura. Il suo viso si nasconde dietro una mascherina che toglie il sorriso e la bellezza del colore degli occhi. Il concetto di “nuovo untore” pone con urgenza l’esigenza un nuovo rapporto con lo spazio urbano e una nuova grammatica per come si deve abitare la città. L’untore in prigione, le scuole chiuse, così come sono chiusi i musei e le biblioteche sono la negazione dei diritti della vita, perché l’uomo è nato per essere libero. Nella Costituzione si trova la carta d’identità dell’uomo libero. Senza la cultura l’Italia perde la sua identità e blocca drasticamente la sua crescita.



Il seme della rinascita e la risposta all’untore si trovano nella cultura. L’arte non starà ferma, i poeti continueranno a scrivere e le loro parole saranno le armi di lotta alla paura dell’untore, diventeranno inni alla libertà, così come le opere dei pittori o degli scultori, perché tutti gli artisti partecipano al desiderio della ricostruzione e della rinascita. Oggi la nostra risposta è quella dell’Urlo di Munch, la stessa che è risuonata contro la Grande Guerra, del secolo alle nostre spalle.


Chi è | Luigi Mangia

Dal 2015 è responsabile della Biblioteca dell’Istituto per Ciechi Anna Antonacci di Lecce, che custodisce un patrimonio costituito da libri in braille delle opere liriche e sinfoniche. Fa parte dello staff della rassegna Cinema del Reale che si svolge nel comune di Specchia (Le) e partecipa al direttivo del Locomotive Jazz Festival in cui cura la musica nel sociale. È presidente dell'Associazione locale Boy’s Sport Arte e Cultura e dal 2016 è collaboratore dei Cantieri Teatrali Koreja.

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