• Vanna Francesca Bertoncelli

L’ Utopia del Sé


Il concetto di "Io" e quello di "Sé" nel percorso travagliato della psicologia e della psicoanalisi

Photo © Luigi Angelica

Nella storia del pensiero il concetto di utopia è un tema ricorrente. Dalla poesia alla storia passando per la religione e la sociologia, la politica e la psicologia. Presente nell’antichità classica, dimenticato nel Medioevo, ritorna nel Rinascimento per manifestarsi ancora una volta, anche se timidamente, in epoca moderna. Il significato veicolato dal termine utopia è quello di assenza. In psicologia, il percorso verso il Sé, come punto di arrivo nel processo di individuazione ha delle assonanze con il mito di Sisifo. Condannato da Zeus a spingere fin sulla cima di un monte un macigno che rotola giù per essere nuovamente spinto in alto. Così all’infinito. Sisifo, intelligente e scaltro è cosciente della punizione di un operare affannoso praticamente senza risultati. L’emblema di un obiettivo mancato, di una meta non raggiunta. Il regno dell’assenza dove governa utopia. È il non luogo. La dimensione concettuale tra il sogno e la realtà.

Paradossalmente è proprio la tensione verso un quid a dare senso all’esistenza. Il concetto di Io e quello di Sé nel percorso non lungo, ma travagliato della psicologia e della psicoanalisi considerate nei loro aspetti teorici e clinici sono declinati in modi diversi. Se per Freud l’Io è la sede dei processi psichici di mediazione tra l'Es e la realtà è soprattutto nella seconda metà del XX secolo che si fa largo, con Jakobson e Kohut, Stern, Winnicott e Wolf l’approccio psicodinamico che indica lo sviluppo della personalità coincidere con lo sviluppo di un sé organizzato come base dell’autonomia della persona. L’organizzazione dell’Io e la formazione del Sé si possono definire come un processo architettonico dove la strutturazione si attua in un rapporto dinamico tra elementi diversi. Si svolge tra luoghi, persone, accadimenti, lungo il tempo della vita e vede l’individuo in cammino per costruire se stesso. È l’Utopia del Sé. La meta verso cui muovere. L’organizzazione del Sé è un processo multifattoriale dove entrano in gioco genetica ed epigenetica, ambiente fisico, sociale, economico e culturale.

Ma un fattore su tutti la fa da padrone. La relazione. Il rapporto con gli altri. In particolare quello con la figura di riferimento primaria, nell’infanzia. Se nella prima infanzia non è ottimale la relazione del bambino con la figura di riferimento, per deficit o per eccesso di esposizione, comunque per risposte non sintoniche con i bisogni del bambino, si verifica un arresto nella formazione di un narcisismo sano. Il bambino non sviluppa un senso di sicurezza di sé ma solamente frammenti di sicurezza ed il Sé si fissa in una posizione difensiva di tipo narcisistico caratterizzata dal fallimento della mediazione tra le istanze istintuali e la realtà oggettiva. Una sicurezza caleidoscopica dove i colori dell’umore sono ora tenui, ora vivaci, ora monotoni. Virano dal giallo delle ocre ai toni perlacei, dal viola al nero. Fluttuanti, instabili.

È un sistema complesso in grado di riflettere su se stesso al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati e rispettare le norme. La persona valuta e regola, nel processo, sistemi e strategie funzionali al soddisfacimento dei propri bisogni, adattandosi all’ambiente sia esso fisico che sociale ed intervenendo su questo per modificarlo. Il modo in cui l’individuo interagisce con l’ambiente e costruisce la propria identità dipende anche dalle motivazioni e dalle cause che lo muovono. È un percorso straordinario, difficile, spesso problematico. Alcune volte interrotto, altre incompiuto. La destinazione, il Sé tanto agognato è l’utopia. La persona si muove tra illusioni, equivoci ed errori, cadute. A volte è necessario un intervento esterno per ripristinare il percorso interrotto con la ricomposizione del Sé frammentato. Ma la tensione è forte. L’individuo si rialza e riprende il cammino. Così di seguito.

Chi è | Vanna Francesca Bertoncelli

Laureata in Filosofia a Siena, vive tra la Sardegna e Grosseto dove da circa quarant'anni svolge attività di psicologo-psicoterapeuta, occupandosi di disturbi di personalità nell’adulto. Da anni porta avanti, con l’Università di Siena (sede di Grosseto) e con il Comune di Grosseto, un progetto su “la memoria e l’identità” in un’ottica che vede la collaborazione di discipline diverse a seconda dell’argomento trattato: lo sport, il writing urbano, la conservazione dei dati, l’arte pubblica, le barriere architettoniche, la qualità dell’abitare.

#VannaFrancescaBertoncelli #LuigiAngelica

Schermata 2020-01-20 alle 17.09.20.png
Sostieni ArtApp!

Ti è piaciuto ciò che hai appena letto? Vorresti continuare a leggere i nostri contenuti? ArtApp è una rivista indipendente che sopravvive da più di dieci anni grazie a contributi liberi dei nostri scrittori e alle liberalità della Fondazione Bertarelli.

Per supportare il nostro lavoro e permetterci di continuare ad offrirti contenuti sempre migliori Abbonati ad ArtApp. Con un piccolo contributo annuale sosterrai la redazione e riceverai i prossimi numeri della rivista direttamente a casa tua.

Scelti per voi

FB-BANNER-01.gif

© 2020 Edizioni Archos P.IVA 02046250169 - ArtApp | semestrale | Anno XI | Reg. 03/2009 Tribunale di Bergamo

  • Facebook - Bianco Circle
  • Instagram - Bianco Circle