• Luigi Mangia

Muovere il pensiero nel paesaggio antico

Una riflessione che parte dalla visita alla mostra Sguardi altri, che ha promosso percorsi speciali nelle collezioni archeologiche e alla mostra “Arte” di Fernando De Filippi del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, organizzata per le Giornate del Patrimonio Culturale dal Consiglio Europeo


Museo Sigismondo Castromediano di Lecce


Dimmi le radici che hai. Dimmi da dove vieni. Sono le domande che muovono il pensiero nel paesaggio antico orientato al mito del mare, intrapreso dall’uomo dalla porta d’Oriente. È questo un percorso mistico, una forza, un invito a rimuovere il velo e liberare l’inconscio della conoscenza per scoprire di avere le radici della gente di mare. Questa è la proposta di Sguardi altri, visite guidate e percorsi speciali nelle collezioni archeologiche e alla mostra “Arte” di Fernando De Filippi del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, organizzata per le giornate del patrimonio culturale dal Consiglio Europeo nello scorso mese di settembre, dove studenti, bambini, gente proveniente da paesi lontani, visitatori occasionali o assidui, hanno narrato i diversi Paesaggi del museo dal loro personale, particolare punto di vista.


Studenti in visita


La visita inizia con un disegno a spirale, inciso su di una pietra, che vuole probabilmente indicare il tempo della sua continuità. Qui il tempo, rappresentato dalla spirale, non misura la successione degli eventi, ma lo scorrere della luce in cui si realizza la quotidianità dell’attività dell’uomo nel tempo e nello spazio. È questa la prima percezione che lo spettatore vive, quella di abitare l’eterno del tempo, teorizzata dall’uomo. Significativo è un frammento di colonna trovata nel comune di Patù del Capo di Leuca, dall’esperto studioso di archeologia Cosimo Pagliara, scomparso nel 2015, uno dei fondatori del Dipartimento e della Facoltà di Beni culturali, e professore, dell’Università del Salento. Sulla colonna sono incise le prime lettere dell’alfabeto greco. L’incisione testimonia il grado di civiltà dei mercanti di mare nell’antichità. L’alfabeto era un dono al pensiero dell'uomo. Le lettere sono gli atomi della nascita della parola scritta. L’inizio della narrazione della conoscenza e della conservazione del pensiero.



Ancora sulla colonna, un disegno illustra le regole che si devono usare per costruire le barche necessarie al trasporto delle merci da oriente a occidente. La colonna del professore C. Pagliara è lavorata, ciò fa pensare che apparteneva ad un tempio sacro, luogo di culto usato per ringraziare il ruolo degli dèi degli eventi umani. Possiamo considerare questo frammento come il primo mattone in cui è contenuto il DNA della civiltà, nelle sue origini. La colonna di Patù è rara, e pare che sia l’unica scoperta in Europa che porta questa grande testimonianza e quindi da cui deriva la sua grande importanza. Il percorso comprende le grotte lungo le coste: la Porcinara nel Capo di Leuca, San Cristofolo e la Grotta della Poesia di Melendugno nell’Adriatico Meridionale. La più bella è questa, detta “Posia” (bevuta) luogo di culto lungo le coste del basso Adriatico connesso con sorgenti di acqua dolce.


La grotta della Poesia di Melendugno (LE)


Le grotte sono tutte visitabili e sono di grande attrazione turistica. La visita si conclude con la Trozzella in cui è rappresentato il mito di Eracle, che forte nella sua capacità di usare la forza, afferma il dominio della cultura d’Oriente su quella d’Occidente: è il primo seme della globalizzazione del pensiero e quindi della civiltà della mobilità delle persone. L’archeologia è la scienza che studia il passato e che ha il compito di spiegare il presente. Ci insegna chi siamo e anche da dove veniamo, e per noi salentini sappiamo di essere gente di mare. Il Museo Castromediano con questa mostra ha voluto affermare la sua presenza di museo vivo, capace di narrare il filo del tempo attraverso la storia conservata nelle preziose teche. La mostra è stata curata e organizzata dall’esperta archeologa Anna Lucia Tempesta, conservatrice del Musei.






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