• Marco Del Francia

Nasce il MUBIA Geomuseo delle Biancane. Il progetto di allestimento come metafora letteraria


Il Geomuseo MUBIA è situato al centro del Geo Parco delle Biancane, e propone ai visitatori un viaggio al centro della terra dentro un enorme geode nero

Photo © Fabio Sartori

Il parco naturalistico de "Le Biancane" è il simbolo del rapporto tra Monterotondo Marittimo e l'energia che viene dalla profondità della terra. Un sistema complesso e affascinante dalle caratteristiche geologiche e climatiche uniche: vapori bianchi che fuoriescono dal terreno, fango in ebollizione e macchie biancastre che segnano il suolo, rocce alterate dalla circolazione dei fluidi geotermici che fanno variare la loro composizione anche cromatica, una flora atipica e singolare che segna il paesaggio in modo suggestivo e inconsueto. La musealizzazione - all'interno di uno spazio chiuso - di un sistema già evidente e visibile a cielo aperto (già quindi valorizzato dai percorsi naturalistici), doveva riguardare di conseguenza la ricerca delle forme e dei modi migliori per spiegare e raccontare le peculiarità del geosito delle Biancane, ma soprattutto le “motivazioni” nascoste (sotterranee) che hanno portato a modificare l'habitat naturale e i colori tipici della natura di quell'area delle Colline Metallifere. Farlo all'interno dell'ex Centrale dei Lagoni Boraciferi significava stringere ancor più il legame tra le manifestazioni geotermiche della zona e le testimonianze “storico-industriali” dello sfruttamento del fluido endogeno da parte dell’uomo.

Photo © Fabio Sartori

Dal dialogo con i curatori scientifici, Armando Costantini e Giancarlo Pagani dell’Università di Siena, con l'apporto prezioso di Alessandra Casini direttrice del Parco delle Colline Metallifere e la indispensabile quanto inesauribile fonte e memoria storica locale, Orano Pippucci, e dal confronto con la Committenza, è nata l’idea museale. Così come successo per altre occasioni, per delineare il progetto di allestimento e di comunicazione ho cercato l'aiuto di una metafora letteraria, in modo che l'allestimento stesso prendesse la forma di una narrazione, in grado di coinvolgere il visitatore ed essere occasione di riflessione e conoscenza. Abbiamo delineato il progetto di allestimento attraverso l'uso della metafora letteraria, in modo che l'allestimento stesso prendesse la forma di una narrazione, in grado di coinvolgere il visitatore ed essere occasione di riflessione e conoscenza. “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne, e “Viaggio allucinante” di Richard Fleischer, sono state in questo caso le suggestioni maggiori che ci hanno indotto a inventare anche noi una “navetta” per esplorare il sottosuolo delle Biancane: da qui la GeoNave, una sfera nera, misteriosa, di grande impatto emotivo (a qualcuno ricorderà la “morte nera” di Guerre Stellari), al cui interno è possibile compiere un viaggio multimediale alla scoperta delle peculiarità geologiche che stanno al di sotto dei nostri piedi.

Photo © Marco Del Francia

Lo spazio libero e verticale dell’edificio ha suggerito fin dall'inizio un allestimento che andasse a “riempire” questo vuoto spaziale con qualcosa che ne diventasse il fulcro catalizzatore. L’idea è stata quella di occupare il grande volume a tutta altezza con una sfera di altrettanta grandiosità, suscitando “il fin di meraviglia” nel visitatore. La sfera è infatti una figura geometrica che ha la capacità di evocare sia richiami simbolici e magici che prestarsi a divenire metafora per raccontare la molteplicità dei temi del Parco. I contenuti del museo sono disposti lungo le pareti, con schermi, pannelli grafici e postazioni di approfondimento, tra cui una stanza chiamata “Laboratorio del prof. Lidenbrok”, dal famoso personaggio di “Viaggio al centro della terra”. Qui sarà possibile curiosare tra le carte, studiare i fenomeni attraverso i microscopi, diorami, modelli e giochi didattici, approfondire le importanti scoperte di fine secolo che hanno contribuito alla formazione della scienza moderna. Insomma un laboratorio vecchio stile, ma dotato di piccoli congegni contemporanei in grado di far divertire e allo stesso tempo di educare il pubblico di tutte le età.

Photo © Marco Lauro

Il resto della sala è ‘libero’ da arredi o allestimenti per permetterne un uso anche promiscuo in altri momenti della giornata. Si potranno cioè pensare piccole conferenze e presentazioni arredandolo al momento e in base alle necessità. Rimane anche come spazio libero destinato a laboratori didattici per i più piccoli, capace quindi di ospitare gruppi di lavoro e/o di ascolto. Un raggruppamento temporaneo di imprese (490 Studio S.r.l. di Trento, Space S.p.A. di Prato e Quadricoma S.a.s. di Bologna), altamente specializzato in allestimenti museali (alcuni hanno partecipato a lavori di rilevanza internazionale come il Mauto- Museo dell’automobile di Torino, il Muse- Museo delle scienze di Trento e il Romeo & Juliet Experience di Verona), ha apportato in modo efficace migliorie al progetto e costruito materialmente (software, hardware, grafica e ricostruzioni sceniche) il MUBIA.

Le particolari caratteristiche geologiche che rendono uniche questo territorio, si esplicano così attraverso un mix sapiente di esposizione tradizionale alternata all’uso delle nuove tecnologie. I contenuti, vari e molteplici, sono comunicati in questo modo tenendo viva l’attenzione del visitatore, grazie a postazioni interattive e a soluzioni sceniche adeguate. Il GeoMuseo delle Biancane è destinato ad un pubblico eterogeneo, in grado di accogliere le scuole e pubblico di vario genere per comprendere appieno la straordinaria situazione geologica di questo territorio, riqualificandone l’edificio di archeologia industriale (sapientemente recuperato dall'ing. Antonio Guerrini), al fine di creare un ulteriore elemento di valorizzazione e promozione del territorio in grado di aumentarne l’attrattiva turistica.

Chi è | Marco Del Francia

Architetto e Presidente dell’Associazione BACO (Baratti Architettura e Arte Contemporanea) – Archivio Vittorio Giorgini, coordinatore redazionale della collana “Architetture delle Province”, dal 2014 nel CTSO di AAA/Italia (Associazione nazionale Archivi di Architettura contemporanea). Ideatore e progettista del Museo MAGMA di Follonica (vincitore del DASA - Micheletti Award 2015 e del Premio Business Meets-Art Awards 2014), cura allestimenti museali e mostre temporanee.

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